Franco Arminio tratto da “Cedi la strada agli alberi”.
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Franco Arminio tratto da “Cedi la strada agli alberi”.
“Bisogna avere il coraggio di essere fragili, e non fa niente se diamo a tanti l'illusione del bersaglio facile, se mostriamo la crepa che gli altri possono allargare.
Dobbiamo avere il coraggio di farci trovare sempre un po' in affanno, in disordine, in fuorigioco, lontani dalla vita, in debito di ossigeno, di amicizie, lontani da ogni porto sicuro, sperduti anche a noi stessi.”
— Franco Arminio
Quando il respiro è affannoso, il pensiero è guidato dalla paura e dall’ansia. I tuoi stati mentali affondano le loro radici nel passato o nel futuro. Sei concentrato su ciò che fanno altre persone, su come puoi compiacerle o su come proteggerti dalle loro azioni. Praticamente stai innalzando una fortezza di pensieri attorno al tuo cuore. Respira profondamente e riportati nel tuo cuore.
Paul Ferrini
Ho sentito il cuore cadere in mille pezzi,
Ho sentito il petto farmi male,
Ho sentito lo stomaco bruciare,
Ho sentito il respiro mancare,
Ho sentito la testa farsi pesante,
Ho sentito gli occhi cadere in agonia,
Ho sentito il tempo fermarsi,
Mi sono sentito soffocare,
Anche se a metà,
Sono ancora vivo.
@itsmyecho
La verità è che, in questi giorni, tutto questo leggere e vedere d'amore, mi ha fatto solo capire che io sono affamato d'amore, che lo inseguo, disperatamente? no, non credo ma mi manca questo si, perché non ne ho mai avuto abbastanza e né mi è mai stata data la possibilità di darne come avrei voluto o, quanto meno, è stato quasi sempre un dare imperfetto ed incompleto, mai indirizzato alla persona giusta.
A volte, ma solo a volte, mi sembra di essere un levriero da corsa che insegue invano il suo coniglio impagliato. Altre una persona stanca ed affannata, piegata in due a prendere fiato, mentre tutto il resto scorre.
Mi chiedo solo se arriverò mai al traguardo, anche se con affanno.
Sale la febbre.
Quella di dentro.
Di dentro l'anima.
E si attacca come un cancro.
Stritola.
Non lascia via di scampo.
Sale la febbre.
La febbre del "non riesco a reagire".
Conosco un paio di coppie che funzionano. Ma funzionano sul serio, nel senso che vedi due persone felici, che condividono tutto, dalle preoccupazioni per il conto in banca al tovagliolo a tavola, pur mantenendo le rispettive identità, amicizie, passioni. Sono persone che vedi felici anche quando l’altro non c’è, perché sono risolte e piene anche nei giorni d’assenza. Persone che si amano e che ridono molto, che vivono una vita insieme continuando a tifare l’uno per la vita dell’altro. Che non si sentono monche se l’altro non c’è, ma con un braccio in più se l’altro c’è. Io la felicità l’ho vista lì. Il resto - ossessioni, ansie, struggimenti - sono robe che hanno a che fare con l’affanno. E l’amore felice non s’affanna. L’amore felice respira lentamente, a pieni polmoni. Avrei dovuto capirlo, quando mi credevo felice col fiato corto.
A volte mi chiedo come si possa pensare che due persone non facciano più parte l'uno della vita dell'altro. Come se fosse possibile dopo tutto ciò che hanno trascorso, dopo tutto quello che hanno condiviso insieme, che le loro vite possano continuare come due rette parallele senza incontrarsi o senza scontrarsi mai...