Questi invece sono Catterina Bonoli e Alfredo Casadei, genitori di mio nonno Dino e miei bisnonni. Vivevano a San Martino in Strada su viale dell’Appennino, che ai tempi si chiamava via dei Castelli, nella casa fatta costruire da Alfredo nel 1935. Nella stessa casa andò a vivere mia nonna Elena quando nel '46 sposò il nonno, trasferendosi dalle poco distanti case popolari. Catterina (con due "T"), nata nel 1886, era una casalinga, mentre Alfredo, nato due anni dprima, era un invalido della Grande Guerra. Impegnato nelle battaglie dell'Isonzo con il "Reggimento dei forlivesi”, fu colpito alla schiena da un proiettile austriaco e rimase paralizzato a vita. Non venne operato e tenne la pallottola conficcata nella schiena fino al '42, quando morì anche a causa dell’infezione. Assieme alle foto ho trovato le tessere dell’Associazione fra Mutilati e Invalidi di Guerra e quelle dell’Associazione Nazionale Combattenti di Forlì, che gli stessi fascisti criticarono come l’unica in tutta Italia a non essere allineata al Regime. Di ideali repubblicani, trasmise a nonno Dino lo spirito risorgimentale di Felice Orsini e l’avversione alla monarchia di Mazzini e Garibaldi. Al cimitero di San Martino in Strada sono sepolti anche i suoi genitori, miei trisavori, Casadei Secondo Giuseppe e Capanni Assunta, di cui per ora non so nulla. Mia madre Laila, figlia di Dino, nipote di Alfredo e bisnipote di Secondo Giuseppe, è l'ultima Casadei in famiglia. Dopo di lei il ramo si estinguerà.