Se si può parlare ancora in qualche modo di «senso del lavoro», questo consiste ora - davvero senza alcun disprezzo - nella riscossione della busta paga. Visto che la maggioranza dei nostri contemporanei che vivono nei paesi altamente industrializzati conosce ancora solo questo significato, può conoscere questo soltanto, dobbiamo dire che tale maggioranza conduce una vita prova di senso. Dove dobbiamo tuttavia concedere che il «lavoratore insensato» è, non più ricco di senso, ma ben più sopportabile che l'insensato vegetare dei disoccupati, ai quali non è neppure concesso un lavorare insensato.
Gunther Anders, L'uomo è antiquato Vol. 2 pag 338















