Un filo rosso invisibile collega coloro che sono destinati a ritrovarsi, indipendentemente dal tempo, luogo o circostanze.
Il filo rosso può essere tirato, allungato, ingarbugliato, ma non si romperà mai.
È il senso di appartenenza.
seen from Netherlands

seen from United States
seen from Yemen
seen from Netherlands

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from China

seen from France
seen from United States
seen from Germany
seen from United Kingdom

seen from United States

seen from Netherlands
seen from Yemen

seen from Sweden
seen from China
seen from Türkiye

seen from Australia
seen from Chile
Un filo rosso invisibile collega coloro che sono destinati a ritrovarsi, indipendentemente dal tempo, luogo o circostanze.
Il filo rosso può essere tirato, allungato, ingarbugliato, ma non si romperà mai.
È il senso di appartenenza.
"L'uomo che è un perchè nel vivere può sopportare quasi ogni come."
-F. Nietzsche
“Non si scappa mai dai luoghi,
né dalle persone,
né tantomeno dalle circostanze.
Si scappa da se stessi.”
— Alda Merini
“Mi dico che voglio vivere una vita felice e che le circostanze per viverla non si sono semplicemente presentate. Ma se non fosse vero? Se fossi io che non riesco a concedermi di essere felice? Perché ho paura, o perché preferisco crogiolarmi nell'autocommiserazione, o perché credo di non meritarmi qualcosa di buono, o per qualche altra ragione.”
— Sally Rooney, “Dove sei, mondo bello”.
La vita, la vita è una circostanza, che non è una stanza circolare ma una situazione. Una situazione che alcune volte ti blocca e che ti tiene fermo, fino a quando un Eccezione non la stravolge!
E l'Eccezione sei tu!
RelaxBeach© (Tutti i Diritti Riservati.) 11/09/2023
Perché la frase giusta arriva sempre durante il momento sbagliato?
Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
- Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
- Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
- Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
- Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
- Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
- Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
- Che la pazienza richiede molta pratica.
- Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
- Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
- Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.
- Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
- Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
- Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
- Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
- Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
- La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
- E’ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
- Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
- Non cercare le apparenze, possono ingannare.
- Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
- Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
- Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
- Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
- Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
- Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
- Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
- Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
- Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
- Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange.
P. Coelho
🌹🖤
Ragione o circostanze.
Ho chiesto a Max se stiamo insieme per ragione o per le circostanze. Ovviamente questi pensieri mi frullano in testa ogni volta che si avvicina il nostro ‘anniversario’. Perché non festeggiarlo e basta come fanno tutti, senza farsi domande sul come e perché dopo tanto tempo ci amiamo ancora e farselo bastare?!
Ha brontolato qualcosa nel rispondermi ma non mi ha dato nessuna spiegazione, avevamo altro da fare e poi mi è passato di mente. A me perché lui non dimentica niente. E’ il giorno del nostro ‘ennesimo’ anniversario. Abbiamo oziato tutto il giorno a casa, con pochi vestiti addosso e tanta voglia di noi. Del nostro viziarci a vicenda, quei gesti quotidiani che sono piccole attenzioni verso chi ami. Io che ti vado a cercare un accendino, senza che tu me lo chieda, perché lo lasci sempre in giro, appena ti vedo prendere le sigarette o tu che appena dico ho sete mi vai a prendere un bicchiere d’acqua non dandomi nemmeno il tempo di ordinare al mio corpo di muoversi. Di parlare di noi (quanto parliamo! Non ti stanchi mai di ascoltarmi? Io no, non mi stanco mai di ascoltare te), di quello che succede, di ogni cosa, dalla più seria alla più frivola, sei sempre così attento quando ti parlo. Mi piace guardarti mentre lo faccio, forse è questo il motivo del mio raccontarti qualsiasi cosa...
Eravamo in cucina, io ai fornelli, tu dietro il banco che armeggiavi con una bottiglia di vino. Quel vino che in questo periodo è il mio preferito, e che non sapevo che avevamo in casa. E chissà come mai è comparso proprio oggi! Mi dice di raggiungerlo. Faccio il giro dell’isola e mi metto davanti a lui. Sta per dirmi qualcosa, ha quel espressione lì, seria ma anche tanto dolce. Lo amo. Amo Max.
Prende fiato e mi sorride prima di cominciare: “In ogni storia, ci sono momenti che definiscono l’attimo esatto in cui due persone di innamorano.” Il primo sguardo. Il primo sorriso. Il primo bacio. Un gesto. Prende dal banco un barattolo di Nutella. “Avevi questo in uno di quei momenti. Uno dei momenti in cui ho cominciato a innamorarmi di te. Il modo in cui mi hai fatto sentire quella mattina non aveva nulla a che vedere con nessuno, e tutto a che vedere con te. Mi stavo innamorando di te quella mattina perché eri tu.” Prende un altro oggetto. Il mio diario, lo apre e indica un pezzetto di qualcosa. Un vetro colorato credo ma non ne sono sicura… “Questa” dice con il suo sorriso spavaldo “è stata la scusa per inviarti nella mia casa. Nella mia vita”. E’ la conchiglia che mi ha ferito quel giorno!! L’ha conservata per tutto questo tempo? Senza mai dirmelo. Sono senza parole. Lo guardo, non ho la più pallida idea di quale sia la mia espressione. Avvicina il diario a sé e lo sfoglia con delicatezza “In quei giorni ti sei sfogata con lui un bel po'. Ti guardavo, e ti vedevo assorta, pensierosa, cercavi risposte. Eri così bella. Quel lato di te così esuberante, combattivo, volitivo… Quel lato di te che si rifiutava di sopportare i torti che le infliggeva quella situazione. I torti che le infliggevo io. Mi sono innamorato di quel lato di te perché eri tu.” Chiude il diario e mi guarda negli occhi “Questo diario. Allora pensai che fosse il diario di una ragazzina. Ma ora so cosa voleva dire: che era tuo. E poi… quando ho capito che era anche il mio diario, che anche io scrivevo quando non riuscivo a capire, a farti capire. Che quelle parole erano la nostra ancora. Anche quello, di te, mi fece innamorare. E non aveva niente a che fare con nessun altro. Quello, di te, mi fece innamorare perché eri tu.” Poi prende un pezzo di carta. “Questa è una ricevuta che ho conservato. Solo perché avevi scritto il tuo nome. Solo perché la cosa che avevi preso al bar quella sera era sull’orlo del ridicolo. Un canarino? Chi mai può ordinare una cosa del genere? Tu eri diversa, e non te ne importava. Eri semplicemente te stessa. Un altro pezzo di me si innamorò di te in quel momento perché eri tu. “E questo?” dico indicando un altro foglio di carta. “Questo non mi era piaciuto tanto” me lo fa leggere, c’è scritto ‘Stronzo’, è la mia calligrafia, la carta è ingiallita, ma riconosco il nome del villaggio, devo averlo scritto allora non me lo ricordo però. “L’ho tenuto, per ricordare a me stesso tutte le cose che non vorrò mai essere per te.” Spiega una maglietta. Quando la tira su gli scappa un sospiro. “La indossavi per andare a letto. Non ha niente a che fare con i motivi per cui mi sono innamorato di te. L’ho vista tra le tue cose, e ho pensato di ‘rubarla’.” Tira fuori una strisciolina di carta me la porge, leggo la frase scritta sopra ‘A volte due persone devono allontanarsi per capire quanto hanno bisogno di stare vicine.’ “Il migliore consiglio che ci ha dato” dice triste. Anna. Adesso sto proprio piangendo. Anna. Mi mancano le sue parole dolci, lei mi manca. Mette via il foglietto e fa un passo avanti, continuando a guardarmi fissa negli occhi. “L’ultimo oggetto non sarebbe entrato in questa stanza… La meraviglia che c’era nei tuoi occhi quando ti ho vista la prima volta. Non dimenticherò mai quel momento. E’ il momento in cui ho capito che era troppo tardi. Ormai ero già irrecuperabile. Ero innamorato di te. Ed ero innamorato di te perché sei tu.” Si siede sulla sedia, senza smettere di guardarmi e mi fa accomodare tra le sue gambe “Potrei andare avanti tutta la sera, R. Potrei continuare e continuare e continuare con le ragioni che mi hanno fatto innamorare di te. E sai cosa? Alcune di loro sono semplicemente cose che la vita ci ha messo davanti. Sì, io ti amo anche perché sei l’unica che ha capito la mia situazione. Ti amo perché entrambi sappiamo cosa vuol dire ‘non è facile’. Ti amo per quello che hai dovuto sopportare. Ti amo per il modo in cui ami la tua famiglia. Ti amo per il modo in cui ami la mia famiglia E amo il modo in cui io ti amo. Quindi non ti chiederò scusa se amo tutte queste cose di te, e me ne frego delle ragioni o delle circostanze. E no, non ho bisogno di altro per sapere perché ti amo. Per me la risposta è facilissima. Ti amo perché sei tu. Per ogni singola piccola cosa che sei.” Bacio quella bocca stupenda, perché è sua, perché mi dice sempre cose che io non vorrei sentire ma che sono essenziali per farmi capire che non stiamo insieme per le circostanze o solo per amore. Stiamo bene insieme perché ci amiamo, perché ci stimiamo, perché ogni giorno ancora adesso c’è un gesto, una parola, un atteggiamento che ci fa innamorare di ‘noi’. Oggi queste parole mi hanno fatto innamorare di Max ancora un po', ed è una bella sensazione. “Non mi chiedi mai perché io ti amo” “Non ho bisogno di chiedertelo, me lo dimostri in ogni momento che sei con me, per quello che fai per me, come sei con me, ti viene così naturale amarmi, non ho bisogno di sentirlo dire, lo sento, … perché mi ami” mi accarezza il viso “ e non te ne rendi nemmeno conto quanto questo sia impattante su di me…