Cnosso Palace (1900 b.c.) Creta 🇬🇷

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Cnosso Palace (1900 b.c.) Creta 🇬🇷
A quattro chilometri dalla costa nord di Creta , nell’entroterra che guarda il Mar Egeo , sorge l’antica Cnosso . Nel II millennio a.C., quando la civiltà minoi
A quattro chilometri dalla costa nord di Creta , nell’entroterra che guarda il Mar Egeo , sorge l’antica Cnosso . Nel II millennio a.C., quando la civiltà minoi
Il Tarassaco e i suoi fiori, icone del Sole e della Luna
Il nostro piccolo giardinetto condominiale è un bellissimo tappeto di pratoline e fiori di Tarassaco, fosse per me non lo farei mai falciare, per non spezzare la vita a questi meravigliosi fiori spontanei.Il Tarassaco mi evoca i ricordi di nonna Ida, che adorava il “pissacan” saltato in padella con olio e aglio, un contorno che non mancava mai sulla sua tavola per accompagnare qualsiasi…
La civiltà perduta di Creta
Una delle civiltà più importanti del Mediterraneo è stata senza dubbio quella di Creta. La principale città di tale antica civiltà era Cnosso. Cnosso ora un semplice villaggio esiste ancora. Schliemann che aveva trovato Troia e insegnato al mondo che le leggende greche andavano prese abbastanza sul serio era stato ben consapevole delle allusioni di Omero a Cnosso e altri luoghi dell’isola. Egli aveva avuto il progetto di scavare a Cnosso ma aveva litigato con il proprietario terriero locale e poco dopo era morto. Quando l’archeologo Evans vide i mucchi di macerie e le rovine che avevano affascinato Schlieman fu preso dal desiderio di compiere degli scavi. Ma il governo turco che dominava su Creta rifiutò di fargli compiere gli scavi. Quando Creta venne liberata Evans tornò acquistò il resto della proprietà e ottenne l’aiuto del nuovo governo e ingaggiò 150 operai per farsi aiutare negli scavi. Evans impiegò soltanto 9 settimane a fare una sensazionale scoperta. Le rovine della ritenuta mitica Cnosso distendevano a poco più di un metro di profondità. Lo sbalordito Evans si ritrovò a contemplare una estesa complessa rete di mura che copriva almeno sei acri. Le cantine contenevano chilometri di magazzini. In quelle cantine Evans trovò quello che cercava: una massa di quasi 2000 tavolette d’argilla e sigilli di pietra. Evidentemente il fuoco nel distruggere il palazzo aveva incidentalmente colto e preservato le molli tavolette. Evans si aspettava fiduciosamente di poter decifrare pittografie e scritti ma non ci riuscì mai. Risultò che erano in tre diverse lingue sconosciute una delle quali è tuttora impenetrabile. Evans annunciò che avrebbe avuto bisogno di un anno per trovare qualcosa di interessante. Dobbiamo dire che Evans era andato a Creta per decifrare un sistema di scrittura ma aveva scoperto una civiltà. Alla fine egli dimostrò che le navi minoiche attraversavano i mari fin dal 4000 a.C. prima di qualsiasi altra potenza marinara conosciuta. Quella civiltà che risaliva fino ai giorni più antichi del genere umano era vecchia almeno quanto i faraoni e forse molto di più. Agli stranieri doveva essere apparsa benigna e pacifica oltre che grande. Non c’erano fortificazioni su Creta. Il porto di Heraklion come lo chiamavano i greci era più grande di quello di Atene. Dall’altra parte dell’isola sulla sponda meridionale c’era Sesto e anche il maestoso palazzo privo di fortificazioni. In seguito altri due palazzi vennero alla luce su Creta. Gli archeologi cominciarono a rendersi conto che la cultura cretese aveva avuto come suo centro il palazzo. Uno dei dati più sorprendenti della cultura cretese era l’assenza di fortificazioni. Ma perché non esistevano Mure esterne di difesa? Perché mancavano praticamente i segni dell’esistenza di armi o di soldati proprio fino agli ultimissimi anni dell’impero? Gli storici hanno cercato di dare una risposta convivente a tale importante domanda. Il controllo dei mari da parte di una flotta potente poteva spiegare perché i signori minoici si sentissero al sicuro contro le invasioni dal mare. Ma come si difendevano se per caso un signorotto veniva aggredito da un altro? È possibile che non vi fosse bisogno della protezione della polizia o della sua opera di coercizione contro le rivolte di individui delle classi inferiori? Questo è senza dubbio un altro interessante mistero della civiltà cretese. Nell’ambito di tale civiltà un ruolo di grandissima importanza è stato attribuito dagli storici al re cretese Minosse. Molti studi sono stati effettuati dagli storici riguardo la figura di Minosse. Sembra ora che i minosse fossero molti non uno solo. Infatti dopo molti anni di studio gli studiosi si sono resi conto che i dominatori di Cnosso venivano chiamati sempre Minosse allo stesso modo che quelli dell’Egitto si chiamavano tutti faraone. Secondo James Frazer grande esperto di magia e di religione ogni otto anni Minosse si arrampicava fino alla grotta sul monte Ida e rendeva conto del suo operato di re a suo padre divino Zeus. Ma qual è il significato da attribuire a tale tradizione? La tradizione in questione faceva chiaramente riferimento al fatto che senza quel "rinnovo” ogni otto anni avrebbe rischiato di perdere il trono. Perché ogni otto anni? Perché secondo Frazer soltanto una volta ogni otto anni la luna piena coincide con il giorno più lungo o con il più corto dell’anno. Tale fatto fa pensare che i minoici avevano tenuto registrazioni esatte del sorgere e del calare del sole e della luna intuitivo che tra quel rinnovo del potere del re e il tributo di giovinetti e fanciulli ogni otto anni da parte di Atene dovesse esserci un nesso concreto. Questo è un motivo per sospettare che la leggenda del Minotauro non era del tutto falsa. Ma che cosa accadeva a quei ragazzi e a quelle ragazze ateniesi una volta arrivati a Cnosso? Frazer pensava che quei giovani giocassero un ruolo in un rito orribile. A tale riguardo Frazer scrive: ”Forse venivano arrostiti vivi dentro l’immagine improvviso di un toro o di un uomo dalla testa di toro al fine di rinnovare la forza del re. Questo in tutti i casi è suggerito dalla leggenda di Talo il gigante di bronzo che abbracciava gli uomini e si gettava con loro nel fuoco. Si diceva che fosse stato messo da Zeus a guardia dell’isola di Creta di cui faceva il giro tre volta al giorno. Secondo un racconto era un toro. Non è escluso che le vittime umane da sacrificare al l’idolo venissero arrostite dentro il suo corpo vuoto”. I greci dicevano che Talo era un gigante di bronzo il quale teneva lontani gli stranieri da Creta scambiando grossi massi contro le navi che si avvicinavano all’isola oppure si diceva che diventa incandescente e chi sconfinava veniva bruciato a morte dal suo abbraccio. Se la gente di quel tempo credeva effettivamente a tale racconto tale credenza poteva spiegare l’assenza di fortificazioni sull’isola dal momento che nessuno avrebbe mai osato avvicinarsi a Creta. Inoltre alcune leggende mettevano in relazione Talo col grande inventore Dedalo dal momento che sostenevano che Talo era nipote di Dedalo. Secondo altre legende Talo era l’apprendista del grande inventore. In ogni caso qualunque fosse la verità che si nascondeva dietro quelle leggende Minosse Talo e l Minotauro del labirinto facevano sì che Creta sembrasse quando mai poco invitante verso gli stranieri. Prof. Giovanni Pellegrino Read the full article
Un po' di archeologia a Creta
Trovandoci a Creta, è d'obbligo fare qualche tappa nel mondo dell'archeologia. Ovviamente si parte con il sito archeologico più importante dell'isola, il famoso Palazzo di Cnosso le cui rovine furono riscoperte prima dall'archeologo cretese Minos Kalokerinos e poi i lavori proseguirono con l'archeologo britannico Sir Arthur Evans che ricostruì alcune parti del sito andato distrutto.
Altro luogo interessante scoperto grazie ad un partecipante del gruppo è stato un sito archeologico in cui degli studiosi hanno trovato delle impronte simili a quelle di ominidi che stanno mettendo in discussione la storia dell'evoluzione umana primitiva finora conosciuta.
Ultima tappa al Museo Archeologico di Heraklion, con una collezione che abbraccia oltre 5500 anni, compresi alcuni tesori provenienti dal sito di Cnosso.
The oldest road in Europe is located on the island of Crete and is a remarkable engineering masterpiece from over 3,500 years ago. This Minoan road stretches for about 50 kilometres, connecting the ancient city of Knossos with Gortina and Lebena. What makes this road extraordinary is its advanced construction. It has lateral canals to manage water runoff, which helped to preserve it for millennia. The road bed consists of a floor of 20-centimetre thick sandstone blocks, tightly interlocked and bound with a strong mortar of clay and gypsum. Above this foundation, a layer of basalt slabs was laid to provide a smooth and resistant surface. The inclusion of separate shoulders, a rare feature at the time, demonstrates a sophisticated understanding of road design, ensuring safe and efficient travel.
(English / Español / Italiano)
La carretera más antigua de Europa se encuentra en la isla de Creta y es una notable obra maestra de ingeniería de hace más de 3.500 años. Esta calzada minoica se extiende a lo largo de unos 50 kilómetros y conecta la antigua ciudad de Cnosos con Gortina y Lebena. Lo que hace extraordinaria a esta calzada es su avanzada construcción. Cuenta con canales laterales para gestionar la escorrentía del agua, lo que ayudó a preservarla durante milenios. El lecho de la calzada consiste en un suelo de bloques de arenisca de 20 centímetros de grosor, fuertemente entrelazados y unidos con un fuerte mortero de arcilla y yeso. Sobre esta base se colocó una capa de losas de basalto para proporcionar una superficie lisa y resistente. La inclusión de arcenes separados, una característica poco común en la época, demuestra una sofisticada comprensión del diseño de carreteras, garantizando un viaje seguro y eficiente.
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La strada più antica d'Europa si trova sull'isola di Creta ed è un notevole capolavoro ingegneristico di oltre 3.500 anni fa. Questa strada minoica si estende per circa 50 chilometri, collegando l'antica città di Cnosso con Gortina e Lebena. Ciò che rende questa strada straordinaria è la sua avanzata costruzione. Presenta canali laterali per gestire il deflusso dell'acqua, il che ha contribuito a preservarla per millenni. Il letto stradale è composto da un pavimento di blocchi di arenaria di 20 centimetri di spessore, strettamente incastrati e legati con un resistente malta di argilla e gesso. Sopra questa fondazione, fu posato uno strato di lastre di basalto per fornire una superficie liscia e resistente. L'inclusione di spalle separate, una caratteristica rara per l'epoca, dimostra una comprensione sofisticata del design stradale, garantendo viaggi sicuri ed efficienti.
Croce di marmo e Rhyton a Cnosso
Croce di marmo, oggetto di culto minoico (1700-1400 a.C.), dalle Tesorerie Sacre del Palazzo di Cnosso, – Iraklion (Creta), Museo Archeologico, foto di Rendel Simonti. Continue reading Croce di marmo e Rhyton a Cnosso
Cnosso, Marco Mellace fa rivivere in 3D il Palazzo e la città simboli della civiltà minoica
Cnosso, Marco Mellace fa rivivere in 3D il Palazzo e la città simboli della civiltà minoica
Cnosso, Marco Mellace fa rivivere in 3D il Palazzo e la città simboli della civiltà minoica L’opera ha fatto conoscere in tutto il mondo il lavoro multimediale di riscoperta del passato da colui meglio conosciuto con il soprannome di Flipped Prof di Marco Di Marzio Per Marco Mellace, nella vita insegnante di sostegno all’Iss Luca Paciolo di Bracciano, è l’opera che l’ha fatto divenire celebre…
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