Siamo la società in cui se sei su un autobus e ci sono due posti, uno isolato e uno affianco ad un’altra persona, ti metti in quello da solo, con le cuffie nelle orecchie.
La società in cui contano di più i “mi piace” su Instagram che le relazioni vere.
La società in cui l’affetto che provi per una persona è dimostrato in base a come l’hai salvato in rubrica, o da quanti cuori mandi nei messaggi.
La società in cui basta che uno sia diverso, anche solo nel più piccolo particolare, per essere attaccato o deriso.
La società che discrimina quelli che non la pensano come te, e poi ti ricorda che siamo tutti liberi.
La società in cui più sei stronzo, più sei figo.
La società in cui se insulti sei il meglio.
La società dei falsi moralisti, dei ruffiani, delle foto e delle amicizie flash.
La società che urla aiuto, ma si zittisce da sola con le proprie azioni.
La società delle bestemmie, delle false promesse, dei “ti amo” lasciati al vento.
La società di chi cerca la ragazza seria e poi va con la prima Troia che passa.
La società che ama per gioco, per noia.
La società dei messaggi da far venire il diabete, tra persone che si vomitano le peggiori cattiverie alle spalle.
La società delle doppie facce e dei lunatici.
La società dell’autolesionismo e dell’alcool.
La società dei tredicenni che fumano e dei se sedicenni che muoiono per overdose.
La società che ti dice di distinguerti dalla massa, e che ha individui tutti uguali.
La società dove la gente parla per dare aria alla bocca, e non sa quello che dice.
La società che si dispera per lo schermo di un cellulare rotto, e che quando distrugge il prossimo nemmeno se ne accorge.
La società che tutto sommato ignora la realtà.
Siamo la società più avanzata, che sta arretrando sempre di più.