Giorno 1 a Brasov. Sono in Romania per lavorare, nessuno mi crede. Mi ci ha portato Aiesec qui, un’associazione di studenti universitari. Sono stronzi e impreparati. Arrivo in casa alle 10.00 di sera, portato in macchina.Chiedo al mio buddy, quello che dovrebbe aiutarti un po’ ad orientarti, se domani possiamo vederci alle 9.00. Ho fame, non mangio dalle 5.00 del pomeriggio. Mi dice ridendo “ Ahahaha, non sarò libero prima delle 3.00 del pomeriggio”. Maledetto. Nella stanza non ci sono coperte o cuscini. Dormo con il lenzuolo di riserva e 2 cappotti addosso. Il giorno dopo mi lazo alle 7, affamato come un lupo. Esco di casa alla ricerca di un supermercato. Non ho nemmeno cambiato i soldi, e in Romania si usa il leu. vedo un kaufland in lontananza. Mi avvio ma sbaglio subito strada e mi ritrovo in un cortile privato. Esco, girovago in giro. Ho Google maps, ma la maps non corrisponde alle strade, il sistema è troppo approssimativo. Vedo l’immagine di un castello dipinta su un cartello e penso che “Magari lì c’è il centro”. Mi inerpico in collina con la neve fredda che arriva alle ginocchia e arrivo fin in cima alla collina, dve c’è questo posto, che poi mi hanno detto essere un ex manicomio. Se passavate di lì lunedì mattina potevate udire “PORCODDIO UN SUPERMERCATOOOOOO” urlato a pieni polmoni. Alla fine sono finito per sbaglio di fronte alla LIDL. Affamato e impaurito, ho prelevano al bancomat l’equivalente di 20 euro in LEU e sono andato a comprarmi qualcosa per la colazione ed il pranzo. Al ritorno ho preso la stessa strada che ho fatto all’andata, e mentre scendevo dal monte un cane ha iniziato ad abbaiarmi dietro in maniera furiosa. Sapevo, grazie ai tutorial di Youtube, che è inutile correre, anche perché il cane sulla neve sarebbe stato molto più veloce di me. Lo guardavo negli occhi mentre mi veniva incontro ringhiando, io nel frattempo avevo messo la busta della spesa tra me e lui. Ad un certo punto mi fece un mezzo giro attorno, come avevo visto fare a certi cani di campagna prima di sparire. Ma questo continuava a girare, e io a urlare in italiano. Fece un altro mezzo girò e tentò un morso che andò a sbrindellare la busta tra me e lui. Nel frattempo vedevo una figura venire su dalla salita innevata con altri due cani che facevano eco all’abbagliare di quello che mi stava di fronte. Iniziai ad urlare “help” ininterrottamente per 10 minuti, mentre il cane continuava a girarmi attorno, e a lanciarmi attacchi, sperando di prendermi o alle spalle o di ferirmi.Alla fine l’uomo capì e richiamò a sè il cane, che comunque non la smetteva di abbaiare. Raccolsi la roba per terra e urlai all’uomo “hey!”, indicando la salita da cui proveniva chiesi “ Its’ ok?” e lui mi fece “ yes ,yes”Me ne andai terrorizzato. Avevo fatto 10 kilometri a piedi, affrontato dei cani per mangiare caffè biscotti e una pizza.










