“Sur la vérité physique J’écris ton nom”
“La storia dell’anima è storia di schiavitù e di violenza. In quanto personaggio, Anima fa la sua prima effettiva comparsa, sulle scene della scrittura, nelle Metamorfosi di Apuleio. È Psiche, la fanciulla perseguitata. Certamente non la prima fanciulla perseguitata della tradizione narrativa, ma altrettanto certamente la prima fanciulla perseguitata a chiamarsi esplicitamente Anima sul filo di una incontrovertibile strategia allusiva alla scrittura e al pensiero in cui l’anima e le sue vicende sono diventate oggetto filosofico: i dialoghi e la speculazione platonici.
Se la filosofia di Platone, che pure tanti mythoi ha narrato, non ne ha raccontato alcuno sull’Anima –ed è un elemento che richiede spiegazione e inchiesta–, Apuleio ha invece voluto fabbricare intorno ad essa il celeberrimo intreccio che tutti conosciamo, colmando in qualche modo il vuoto o rompendo l’interdetto platonico. Il risultato dell’operazione apuleiana è una fiaba all’interno di un racconto più vasto il cui protagonista, come è noto, è un fanciullo perseguitato, Lucio.
Già l’esito dell’atto narrativo di Apuleio è in sé significativo. La storia di Anima-Psiche è un racconto chiuso nel racconto, clôture semiotica che allude alla situazione di effettiva clausura del personaggio: innanzitutto l’ascoltatore della favola, la fanciulla, Càrite, anch’essa perseguitata come Psiche, fatta prigioniera e ridotta in catene dai ladri, che l’hanno rapita dalla sua bella casa. Il luogo in cui la ragazza è reclusa è una caverna spaventosa, che funge da nascondiglio per i banditi.
L’altra reclusa è, appunto, Psiche: reclusa nel carcere d’oro dello splendido palazzo di Cupido, dove presta un vero e proprio servitium amoris, un servizio erotico, nei confronti di qualcuno che lei non conosce, che non vede né può vedere, un padrone o meglio, un carceriere invisibile, del quale è a completa disposizione. L’atmosfera incantata del palazzo magico non può ingannare sulla condizione di schiavitù sessuale cui Psiche è costretta. Propp ha chiaramente individuato il contenuto sessuale della storia di Amore e Psiche, dietro cui si adombra una vicenda rituale di rapimento, stupro e morte.
E se poi dovessero ingannare gli splendori del palazzo meraviglioso, ogni illusione svanisce nella seconda parte della fiaba, quando Psiche cade nelle mani di Venere...”
Massimo Stella - La schiava del filosofo: sventure dell’anima e della giustizia. Apuleio, Platone, Sade











