"Franz Joseph I, Emperor of Austria", black ink and alcohol markers on paper, 18 x 24 cm

#dc comics#batman#dc#bruce wayne#dick grayson#tim drake#batfam#batfamily#dc fanart



seen from United States
seen from China

seen from Singapore

seen from Canada
seen from China
seen from United States
seen from India
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from China

seen from United States

seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from Philippines
seen from United States

seen from Singapore

seen from Malaysia
seen from Türkiye
"Franz Joseph I, Emperor of Austria", black ink and alcohol markers on paper, 18 x 24 cm
presidente operaio
imperatore imbianchino è da quando studiava latino sui banchi del liceo che davide vuol fare l'imbianchino da grande. dopo lunghi anni di gavetta e apprendistato, oggi ha finalmente coronato il suo sogno: è titolare della sua impresa, l'ha chiamata davide e tempera. (da Le famiglie arcobaleno che si incontrano sul treno e altri racconti, anonimo, sec. xxi)
(questa è sottile, è per pochi, è per veri intenditori)
And now that I am dead And have left the life I led I can finally understand Holy Mother, I am back To the symphony of death Don't assume the very worst Of this loving universe You need never fear your fate No matter goes to waste We've withstood the very worst Of this wrathful universe We have all endured such hurt Ever since we left the dirt
L’AMORE È UN IMPERATORE NON UN MENDICANTE
Tutti vi chiedete amore a vicenda.
Il vostro essere è un mendicante che chiede a qualcun altro di amarlo.
La moglie chiede al marito di amarla e il
marito lo chiede alla moglie, la madre chiede al figlio di amarla e il figlio lo chiede alla madre, gli amici chiedono agli amici di amarli.
Tutti vi chiedete vicendevolmente amore, senza comprendere che proprio
l'amico, cui lo chiedete, vi sta chiedendo amore.
Siete come due
mendicanti che, in piedi uno di fronte all'altro, si tendono la ciotola dell'elemosina a vicenda.
Fino a quando chiederai amore, non sarai in
grado di darlo: proprio la tua richiesta dimostra che in te non c'è alcuna sorgente d'amore.
Altrimenti, che bisogno avresti di chiederlo
all'esterno?
Può dare amore solo colui che si è elevato al di sopra del bisogno di essere amato.
L'amore è una condivisione, non un mendicare.
L'amore è un imperatore, non è un mendicante.
L'amore conosce solo il verbo dare, non conosce affatto il verbo chiedere.
Conosci l'amore?
L'amore che viene chiesto non può essere amore.
E ricorda: colui che
chiede amore non l'otterrà mai in questo mondo.
L'amore si presenta solo
alla soglia di una casa da cui sia scomparso il desiderio di essere amato.
L'amore comincia a inondare la casa di chi ha smesso di chiedere amore.
~ Chandra Mohan Jain, Osho
Fra' Dolcino da Novara
Fra’ Dolcino da Novara
a cura di Cannibali e Re Quando le truppe di Raniero degli Avogadro vescovo di Vercelli penetrarono nel fortilizio sul Monte Rubello, il 23 marzo 1307, massacrarono tutti gli eretici che vi si erano rintanati. Tutti tranne tre: Fra’ Dolcino, la sua compagna Margherita e il suo secondo Longino. Gli ultimi due vennero arsi vivi, mentre il primo dopo aver assistito al rogo venne torturato, evirato…
View On WordPress
François Gérard, Napoleone I imperatore (1805-10), Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli.
‘Dopo che ce ne saremo andati ti sposerò e ti renderò la mia imperatrice.’
📜 VOCI DI ROMA 📜
CONTRO LA REGALITA' TARDO ANTICA
"Voglio dire che nulla in altri tempi ha così minato l'impero romano come ore il teatrale apparato per la persona fisica del basiléus che anche per voi [Arcadio] si appresta, come se si officiasse un culto, in segreto, perché poi essa venga esposta al pubblico alla maniera barbarica [...].
Codesta maestosità vostra, unita al timore di assimilarvi ai mortali, ove mai divenisse abituale spettacolo al pubblico, vi tiene rinchiusi, volontariamente segregati [...]. Sino a quando disdegnerete la misura umana non raggiungerete neppure la perfezione umana".
✍️ Sinesio, Orazione prima sulla regalità, 14 (a cura di Carlotta Amande e Luciano Canfora), Sellerio Editore, Palermo 2000.
(Nell'immagine: il Missorio di Teodosio, un piatto decorato di largizione, prodotto nel 388 o 393 d.C. a Costantinopoli per i decennalia o i quindecennalia di Teodosio I, raffigurato in trono dinanzi a un tribunal, sormontato da timpani triangolari e aperto in un arco al di sopra della figura imperiale e affiancato da Valentiniano II (od Onorio) e Arcadio, mentre consegna i codicilla a un alto funzionario. Nella zona inferiore del disco è raffigurata la Terra, sdraiata, con cornucopia e il volto di Teodosio I con diadema, circondato dal nimbo, è giovanile. L'opera riunisce in sé tutte le componenti della regalità tardo antica: la tradizione del culto imperiale, la maestà della persona imperiale che è esaltata, la prosperità e l'universalità del regno e l'unità della famiglia imperiale. Arco e nimbo fanno riferimento alla volta cosmica e dunque al carattere semi-divino del personaggio che sovrasta).