Io non ho parole per descrivere questo concerto magnifico. Mi sono servite ore per elaborare che si, io posso dire di esserci stata, e mi sento così fortunata. Ho avuto finalmente la possibilità di ascoltarlo dal vivo, io che vivo ogni giornata ascoltando almeno una sua canzone, perchè non c’è niente da dire, il suo sound è l’unico che fa per me. Più puntuale di un orologio svizzero sale sul palco in tutta la sua umiltà, creando una performance da brividi con solo la sua voce e la sua chitarra, ingrediente segreto: il loop pedal. Insomma “Less is more” più che mai stavolta è una frase vincente. Nonostante non sia stata nel mio amato parterre, mi sono goduta lo show, canzone per canzone, senza sosta. Un live dalle mille sfaccettature: intenso, carico, romantico, malinconico, emozionante,energico, sensuale, ritmico, acustico, perfetto direi. La scaletta (finalmente svelata) mi ha regalato una gioia immensa, ha racchiuso tutte le canzoni più importanti per me di questi tre album. Insomma, il concerto della vita. Da Castle on The Hill a The A-team, da I’m A Mess (da brividi, ma sarò di parte perchè la mia preferita da sempre) a I See Fire, poi Shape Of You (con il loop pedal che madò) e il mio momento power quando intona Galway Girl e vabbè parto tutta fiera di aver imparato perfettamente il testo con i scioglilingua tipici da Ed, e i momenti da limone duro delle mie due coppie di innamorati a fianco con Perfect e Thinking Out Loud e poi i momenti di delirio con Sing dove ogni singola persona cantava a ballava insieme a lui. Sentirsi parte di qualcosa, insieme, questa è la vera musica. A pensarci ancora mi emoziona, credo sia questo che si dovrebbe provare quando si assiste ad un concerto del genere: non è solo la canzone, non è solo l’artista, c’è qualcosa di più che accomuna tutti quanti, la bellezza di trovarsi nello stesso posto,nello stesso istante, a cantare la stessa canzone, con il tuo cantante preferito e tante altre persone insieme a te. Quella carica che pervade il tuo corpo, non si dimentica. Puoi dimenticarti i volti, i nomi, le persone con cui hai passato ore e magari non ti sei nemmeno presentato, sconosciuti con cui condividi parte di un emozione. E dopo il momento di carica massima con una lunga performance di You Need Me, I Don’t Need You (magnifica), arriva la frase che una come me non vorrebbe mai sentirsi dire “the last song” e allora li la carica passa al massimo e vai con What Do I Know?. E poi fine, Ed semplicemente lascia la scena così come semplicemente l’ha calpestata all'inizio. E si accendono le luci. E ti rendi conto che no, non tornerà per il bis. E nel momento ci resti male, ma ora penso sia giusto così. Bisogna tornare all'essenziale nei concerti, bisogna tornare ad essere umili. Bisogna avere il coraggio di non velarsi dietro belle coreografie, ballerini, strumenti sofisticati. Bisognerebbe essere più come Ed: da solo, con in mano solo una chitarra, gli occhi solo su di lui in tutta la sua umiltà e originalità. Essere veri è questo. E quindi non posso che avere solo commenti positivi per questo show, e volevo condividere il mio pensiero e le mie emozioni, questa non è una recensione, è solo il pensiero di una fan come tante altre che hanno visto il loro idolo per la prima volta.