Presentarsi è d’obbligo
Mi presento, così non ci resta male nessuno... Anche se so già che buona parte dei lettori sono persone che mi conoscono... Ma per non essere sempre il solito polemico, faccio questo sforzo.
Dunque... la mia storia comincia una lontana domenica di 10588 giorni fa. Ariete, ascendente Gemelli, ma soprattutto nato sotto saturno come il titolo del meraviglioso volume di Margot e Rudolf Wittkover. Fin da bambino sono stato appassionato di arte, sotto tutte le sue sfaccettature: da mia madre ho ereditato l’amore per l’arte visiva, da mio padre quello per il cinema e da entrambi quello per la musica.
Ma non perdiamoci in chiacchiere futili. Non ci dilunghiamo su quella che è la mia vita, che poi sostanzialmente non interessa a nessuno, così come non interessano a nessuno le mie esperienze lavorative; si, come ho scritto sono un giovane storico e critico d’arte e, come avrete sicuramente intuito, il periodo storico che stiamo vivendo non permette a tutti di andare in smart working e tenere occupate le giornate. Da questo nasce la mia esigenza di continuare a creare contenuti (purtroppo non in formato orale, come avrei preferito) e renderli disponibili per i tanti che da anni ormai seguono con interesse il mio lavoro.
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Fatta questa premessa, il mio nome è Valerio, anche se Vale o Valex vanno per la maggiore; per molti sono il Dottor Vitale (per fortuna solo in ambiente lavorativo, anche perché la cosa mi mette particolarmente a disagio), per molti altri sono Hank.
Ecco lancio questo primo post rispondendo ad una domanda che in molti mi fanno e alla quale non rispondo mai:
PERCHE’ UTILIZZI DA UNA VITA IL NICKNAME HANK?
Conoscete questo signore? Lui è il grandissimo Henry Charles Bukowski, o se vogliamo l’altra faccia della Beat Generation. Era il lontano 2009, ero innamorato alla follia di Jack Kerouac e della sua vita sulla strada. In quella calda estate sognavo anche io il momento in cui sarei andato via dal paesello e avrei cominciato l’università, che in quegli anni la immaginavo come una esperienza on the road (magari fosse stata così). In ogni caso, tra le pagine di Kerouac, le note di De Andrè e i miei sogni di anarchia, trovai un anello di congiunzione nella figura di Fernanda Pivano.
Fernanda Pivano, detta Nanda, genovese di nascita ma torinese di adozione, è stata figura chiave per la diffusione della letteratura americana nel nostro Paese. E’ grazie a lei se molti dei miei scrittori preferiti, sono diventati i miei scrittori preferiti. Senza di lei probabilmente non li avrei mai conosciuti. Tra le altre cose, Fernanda Pivano e la Beat Generation dovevano essere argomento della mia tesi di laurea triennale, se la prof non avesse dato questo tema alla ragazza che a ricevimento era arrivata prima di me. In ogni caso, tornado a Nanda, tra i suoi scritti, vi è un libro/intervista che più di ogni altro ho amato alla follia, ovvero “Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle”, ovvero l’intervista che chiunque avrebbe voluto fare a Charles Bukoski. Ma chi era costui? Decisi di informarmi... Da quella ricerca ne sono uscito con l’acquisto di tutti i suoi libri. letti e riletti, a tratti consumati, quei testi sono diventati qualcosa di assolutamente prezioso per me, al punto da non riuscire a stare senza. Ma la cosa che mi ha sempre colpito più di ogni altra, era il fatto che dietro Henry “Hank” Chinaski, - un misantropo, alcolizzato, mostro spesso in condizioni di instabilità e sempre in viaggio da un capo all’altro dell’America -, si celava l’alter ego di Bukowski stesso.
Con il tempo mi sono legato sempre di più a quel nome, che è diventato un pò parte di me; doveva continuare ad essere parte della mia storia così come lo sono i libri di Buk. Tutto questo inconsapevole del fatto che il protagonista di Californication, Hank Moody, altro non è che un chiarissimo rimando a tutto quello che ho scritto fino ad ora; stessa cosa dicesi per Paolo Pavanello, chitarrista dei Linea 77, il cui nome d’arte è Chinaski.
Quindi questo è, più o meno in sintesi, il motivo per cui il mio nickname sui social è Hank.
Sperando che questo esperimento prosegua, non mi resta che darvi appuntamento a domani.
Valerio Hank Vitale

















