È strano come qualche anno fa volessi solo fuggire da questa realtà, non vedere quei volti e non vivere quelle abitudini mentre ora, dopo quasi quattro anni via da quella gente, dalle mie abitudini che ormai non lo sono più e da questo posto io senta quasi una nostalgia invadermi.
Non fraintendetemi, non è la mia vita, ma ogni tanto vorrei avere la spensieratezza che le persone che ho lasciato qui hanno sempre. Da un lato ci sono io: così giovane ma così ambiziosa, pensierosa, in ansia per il mio futuro e che continuo ad oscillare tra un "voglio, posso farcela" e un "ce la farò o non ce la farò mai?"; Poi rivedo quei volti spensierati come per dire "la vita è tutta qui" un po' me ne convinco e un po' li invidio.
Rivivo i momenti in cui ero anch'io come loro, o meglio: nonostante io avessi progetti e sogni, vivevo come loro; in preda all'attimo, al carpe Diem, al 'chi se ne fotte del domani, domani si vedrà'. Perché loro non ne avevano, o forse li avevano ma li hanno lasciati in quei cassetti sperduti, quelli dei sogni e delle speranze.
Io ho sempre odiato i cassetti in disordine, pieni di roba e ho sempre saputo che il mio posto non era qui e attenzione, lo penso ancora, però a volte ritornare un po' spensierati fa bene, ti toglie quel peso che preme sempre sullo stomaco e nella mente.
In questi momenti mi manca la me di un tempo, seduta su un muretto a bere birra e parlare della qualsiasi con i volti familiari, quelli che magari se avessi bisogno di aiuto sarebbero gli ultimi a venirti ad aiutare, ma sicuramente li ritroveresti seduti su quel muretto a bere la solita birra oppure a giocare a carte. Sono quelle cose che l'universo non cambia mai, a cui non riserva mai colpi di scena.
E magari un giorno tornerò su quel muretto, un po' più grande e con i miei sogni realizzati e avremo nuove cose di cui parlare.
-gonetoosoon










