Si cerca un pretesto per resistere.
Basta un silenzio morbido, un sorriso, un ricordo, una nostalgia.
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Si cerca un pretesto per resistere.
Basta un silenzio morbido, un sorriso, un ricordo, una nostalgia.
©b.b.s
Sai cos'è un sovrappensiero?
È un pensiero che nasce spontaneo e come un velo leggero si posa sulle cose e le rende un po’ meno nitide.
Non ti impedisce di pensare ad altro, ma sfuma i contorni di ogni altro pensiero.
Non è prepotente ma è pervasivo, non è ossessivo ma è persistente.
Attecchisce come un dolce sottofondo al quale il tuo udito pian piano si abitua, così tanto che quasi te ne scordi, ma poi all'improvviso - per inspiegabili motivi - alza il volume e allora non puoi più far finta che non ci sia.
Perché il tuo sovrappensiero - se è un vero sovrappensiero - se ne sta sempre lì, assopito, in un angolino della mente, pronto ad infiltrarsi ovunque senza preavviso.
S'infila nei tuoi ragionamenti, nei discorsi degli altri, nelle canzoni, negli oggetti, nelle scene dei film, nei paesaggi, nelle allusioni.
E magari ti distrae a volte, altre volte ti confonde e un po’ ti (dis)turba, ti fa sbagliare strada, ti fa rileggere la frase, ti fa ripetere la domanda perché non hai ascoltato la risposta, ti mette una strana malinconia addosso oppure ti fa sorridere senza motivo.
Un sovrappensiero non è qualcosa a cui pensi, è qualcosa che ti torna in mente mentre pensi ad altro. Con un pretesto qualsiasi, che apparentemente non c'entra nulla, ecco che ritorna.
Come un ritornello che non ti levi dalla testa per tutto il giorno e, mentre ragioni su tutt'altro, ecco che inizi a canticchiarlo di nuovo senza nemmeno rendertene conto.
Tu sei così, il mio sovrappensiero più dolce e fastidioso.
Io non ti penso, lo giuro.
Io non ti penso, ma dappertutto c'è sempre qualcosa che - chissà perché - ti riporta alla mia mente.
Io non ti penso. Io ti “sovrappenso”.
(Nicole)
"Ma se io avessi previsto tutto questo
Dati, causa e pretesto
Forse farei lo stesso..."
- L'avvelentata, Guccini
(In "Note di viaggio" cantata da Manuel Agnelli e Mauro Pagani 🙌🎶🔝)
La gente parla, avrà sempre qualcosa da ridire, troverà sempre qualche pretesto per aprire la bocca e giudicare, criticare, sparlare. Facendo trapelare la loro insoddisfazione quotidiana riguardo la propria vita. Nel frattempo preferisco fare quel cazzo che mi pare.
Matteo Dal Porto
Il razzista, proseguì Sartre, è un uomo che ha paura della sua vita, della sua libertà, della sua responsabilità, del mondo che cambia, non vuole meritare niente e pensa che tutto gli sia dovuto per nascita, «e l'ebreo qui è solo un pretesto: altrove ci si servirà del negro e del giallo».