“Navi. Le navi del vecchio mondo, le navi della ricca Europa. Navi cariche di soldati, per conquistare il nuovo mondo, che era il vecchio mondo per chi ci viveva. Migliaia di spettri con armi d’acciaio scesero dalle navi e sterminarono 80 milioni di indigeni nelle americhe. Le navi che per secoli partirono piene di soldati tornarono sempre cariche d’oro, d’alabastro, di caucciù, di refurtiva. Altre navi, sempre rigorosamente europee, trasportarono 12 milioni di schiavi africani nell’atlantico, 4 milioni morirono nelle stive, fu quello che gli storici chiamano l’Olocausto africano. C’è da avere paura delle navi. E paura ne hanno quei poveracci a Mogadiscio quando vedono a largo delle coste somale navi del primo mondo scaricare rifiuti tossici, perché sanno che porteranno malattie agli occhi alla pelle e malformazioni. É pieno il mondo di navi che navigano da nord a sud cariche di rifiuti tossici e radioattivi, è pieno il mare di navi che trasportano le merci confezionate dai nuovi schiavi in India o in Cina, e per quelle navi i porti sono sempre aperti. Navi cariche di petrolio, navi cariche di Coltan, navi di rapina. Nessuno qui ha paura di quelle navi. La ragazza nella foto si chiama Carola Rackete, è il capitano della nave Sea Watch 3, e trasporta 42 poveracci, disarmati, senza soldi, stanchi e affamati. Siete sicuri che sia questa la nave da fermare? Siete sicuri che sia questa la nave che deve farci paura?”