«Su decreto degli Angeli e su ordine dei Santi, con il consenso di Dio, che Egli sia lodato, e con il consenso dell'intera Santa Congregazione, davanti a questi sacri libri, noi scomunichiamo, espelliamo, malediciamo e danniamo Baruch de Spinoza e di fronte ai libri sacri, in nome dei 613 precetti in essi contenuti, noi lo scomunichiamo con l'anatema che Giosuè scagliò su Gerico, con la maledizione con cui Eliseo maledisse i fanciulli e con tutte le imprecazioni scritte nei libri della Torah. Maledetto sia egli di giorno e maledetto sia di notte; maledetto sia quando si corichi, maledetto sia quando si levi; maledetto sia quando esca e maledetto sia quando entri. Il Signore non lo perdonerà ma la sua collera e la sua furia si scateneranno contro di lui, sul suo capo si abbatteranno tutte le maledizioni scritte nei libri della Torah e possa Adonai cancellare il suo nome da sotto i cieli. Possa Adonai scacciarlo, con sua sfortuna, da tutte le tribù d'Israele, con tutte le maledizioni del firmamento scritte nei libri della Torah. E voi invece, fedeli ad Adonai, possa Dio mantenervi tutti in vita. Guardatevi però dal parlargli, né a voce né per iscritto, né concedetegli alcun favore, né trovatevi con lui sotto lo stesso tetto, né a distanza inferiore a quattro cubiti, né leggete alcun testo fatto o scritto da lui.»
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Traduzione del testo col quale il Consiglio della sinagoga di Amsterdam impartiva la scomunica (cherem) e l'espulsione di Baruch Spinoza la sera del 27 luglio 1656.












