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E un'altra cosa ho visto sotto il sole:
invece del diritto, il crimine
e nel luogo della giustizia, il sopruso.
L’ineguaglianza, quasi inesistente nello stato di natura,[…] diviene infine stabile e legittima con l’istituzione della proprietà e delle leggi.
Il primo uomo che, avendo recinto un terreno, ebbe l’idea di proclamare questo è mio, e trovò altri così ingenui da credergli, costui è stato il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie, quanti orrori avrebbe risparmiato al genere umano colui che, strappando i pali o colmando il fosso, avesse gridato ai suoi simili: "Guardatevi dall’ascoltare questo impostore; se dimenticherete che i frutti sono di tutti e che la terra non è di nessuno, sarete perduti!"
Jean Jaques Rousseau, “Discorso sulle origini della disuguaglianza fra gli uomini“, 1754
((( via aitanblog )))
Persone meschine, piccole e grette che in ogni discussione cercano il punto debole del proprio interlocutore (e, se non lo trovano, lo inventano), anziché argomentare sui fatti in questione. Galletti da combattimento che abbattono l'altro e lo calpestano per poi guardare il mondo dall'alto del mucchio di individui lesi e offesi accatastati sotto le loro luride zampe. Galletti che cercano visibilità attaccando persone che non sono in posizione di potere. Forti con in deboli e deboli con in forti. Chi è dotato di valore proprio, tende la mano agli altri per portarli al suo livello. Non schiaccia chi è in situazione di disagio per farsi più bello!
"Chiamano violento il flusso impetuoso del fiume. Ma nessuno chiama violenti gli argini che lo costringono." (Bertolt Brecht)
Siamo abituati a vedere solo un tipo di violenza: quella reattiva, visibile, immediatamente mediatizzata. Spesso dimentichiamo l'altra: quella sistemica, preventiva, invisibile, che prepara il terreno allo scontro.
A partire dai fatti di Torino, una riflessione sul "cerchio stretto della violenza". Non per giustificare, ma per comprendere. Perché rispondere alla forza con la forza, oggi, significa spesso regalare al potere esattamente le immagini e la narrazione che desidera.
Leggi qui il mio tentativo di analisi:
A proposito dei fatti di Torino e di una strategia della tensione vecchia quanto il sopruso e l’oppressione
Da "Totò e i re di Roma", film del 1951 diretto da Mario Moniceli e Steno.
Quando arrivi ad accettare l’inaccettabile diventi parte integrante del meccanismo. Se ti abitui a un’ingiustizia diventi ingiusto anche tu. Se ti abitui alla falsità diventi falso anche tu. Se ti abitui al sopruso non sei più vittima, diventi oppressore. Allora la mia rivoluzione sarà un’instancabile, costante, testarda reazione. Forse non posso cambiare il mondo. Ma posso evitare che il mondo cambi me.
- Ossimorσ Tσssicσ.
I soprusi, le violenze, le ingiustizie, la poca considerazione...puzzano quanto un mazzo di mimose.