“In effetti, [...] forse la musica non ci cambia fino a quel punto e nemmeno la grande arte. Piuttosto ci ricorda chi abbiamo sempre saputo di essere e chi siamo destinati a restare, a dispetto delle nostre pretese e dei nostri dinieghi.
Ci ricorda le tappe salienti che abbiamo sepolto e nascosto e poi perso, ci ricorda le persone e le cose che contavano nonostante le nostre bugie, nonostante gli anni.
La musica non è altro che il suono dei nostri rimpianti tradotto in una cadenza che stimola l’illusione del piacere e della speranza. E’ la cosa che ci ricorda con maggiore evidenza che siamo qui per un brevissimo lasso di tempo e che abbiamo trascurato o ingannato le nostre vite, o peggio ancora, non le abbiamo vissute.”