Vorrei trasferirmi a Napoli.
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Vorrei trasferirmi a Napoli.
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Cambiare casa, vita, amici, routine, avere più responsabilità...
Niente di questo mi pesa.
Sono io che ho scelto questo cambiamento, nessuno mi ha costretto e anzi cambiare è la cosa che voglio di più al mondo, solo che ho paura.
Ho paura di perdere quello che ho qui.
Forse cambierà tutto o non cambierà niente...
Sono sicura della mia scelta ma come sempre quando sono vicino a un cambiamento c'è sempre un freno che non so come sbloccare.
Forse la scelta più giusta è farsí che le cose facciano il loro corso senza pensieri, ma nonostante tutto non riesco a mollare questa realtà con leggerezza.
Ho paura ma è un rischio che voglio correre, non posso fermarmi qui.💭
Resoconto Giorno 74
Mal di testa. Oggi però ho dormito un’ora in più. Zero incubi.
Alle nove babbo ha portato i cornetti per la colazione. È ritornato alle undici, per stare un po’ insieme. A mezzogiorno mamma e mia sorella sono andate al nuovo supermercato di mio cognato situato a Casoria, per guardarlo e congratularsi con lui. All’una faccio per preparare il pranzo e ricevo una chiamata da mio cognato che mi dice “non cucinare, andiamo a mangiare a Bacoli”. Ho subito spento il fuoco e sono corsa a lavarmi e a vestirmi. Quando mi sono vestita e mi sono guardata allo specchio ho sorriso parecchio... mi sono piaciuta! In questa settimana sono anche dimagrita e allo specchio ho visto una figura nuova.
A Bacoli, alla villa, non ho parlato molto. Avevo lo sguardo fisso sul Lago Lucrino alla sinistra e il golfo alla destra. Mi sono persa tra le mille sfumature di blu dell’acqua e del cielo e il verde e il marroncino delle montagne.
Siamo tornati a casa alle cinque, avevo freddo e mi sono messa sotto le coperte. Mi sono messa ad ascoltare le canzoni consigliatemi da alcune persone qui su Tumblr, ho editato foto, familiarizzato con i sentimenti e giocato con Lola. Ora Suburra con Vitto. Abbiamo visto due puntata. Abbastanza tranquille e lente, aggiungerei. Ce ne mancano tre per concludere la prima stagione.
Più passano i giorni e più penso all’eventuale trasferimento da papà e più mi sale ansia. Dirlo a mamma, che ancora non lo sa, assistere e affrontare una sua reazione... non mi piace per niente. Avrò così tanto stress aggiuntivo in quel periodo... Lei sarebbe capace anche di non parlarmi per un po’ o di trattarmi freddamente per il cambiamento. Non è ancora il momento e per ora non voglio pensarci, o almeno ci voglio provare.
Domani finalmente ricomincio a lavorare, ma da casa, tramite videochiamata.
Pronoia: È la sensazione che tutto, nell'universo, giochi a nostro favore, la sensazione di essere protetti da entità esterne a noi.
08 Novembre
Sehnsucht
Vi capita mai di pensare a come sarebbe stata la vostra vita se aveste fatto scelte diverse? A me si, continuamente in quest’ultimo periodo, sento di aver sbagliato a scegliere riguardo il mio futuro, e adesso spero solo che questa sensazione sia sbagliata e in realta` sia tutto giusto.
Ci sono attimi in cui mi fermo, mi blocco e l’unico pensiero che mi viene in mente e` : “ Voglio tornare a casa.” Un pensiero alquanto stupido ma giusto: per quanto io mi sforzi a far finta che casa mia sia qui dove mi sono trasferita, ogni tanto torna quella voglia di tornare nella mia vera casa, dai miei veri amici.
Ed e` un pensiero alquanto stupido per il semplice fatto che io dove sono ora non sono sola, ho la mia famiglia, il mio ragazzo che fa di tutto per rendermi felice, ma la verita` e` che la vita di qua non mi basta. E tutto cio`dura un attimo e poi sparisce ma la sensazione mi resta per un bel po’.
E` cosi` che si vive perennemente divisi in due. Che frustrazione.
2019.
È stato l’anno che mi ha fatto toccare il fondo e mi ha spinto a superare i miei limiti.
È stato l’anno in cui ho avuto il coraggio di essere finalmente me stessa, senza preoccuparmi del giudizio degli altri.
L’anno della maturità.
È stato un anno di cambiamenti, andare via di casa, trasferirsi in un’altra città, abbandonare la tanto amata monotonia, i luoghi e gli amici di sempre.
È stato l’anno in cui ho trovato la mia strada e ho avuto il coraggio di seguire i miei sogni, nonostante tutti abbiano provato a tagliarmi le ali.
È stato un anno che mi ha fatto crescere, mi ha sbattuto in faccia la cruda realtà.
Ma un pensiero va soprattutto a te lassù amico mio, manchi come l’aria.
Rendersi conto di quanto sia precaria la vita a 19 anni ti cambia, ti rendi conto che non tutto va sempre per il verso giusto, sfidare la sorte a volte ti costa la vita. Quella notte sarebbero potute andare in maniera diversa un sacco di cose ma purtroppo è andata così, in quell’auto c’eri proprio tu.
Malgrado il dolore la vita va avanti, e tutto ciò mi ha fatto capire di essere molto più forte di quanto pensassi. Vivrò io per te la vita che non hai potuto vivere e ti renderò fiero di me.
Perciò basta paranoie, basta rimpianti, basta farsi troppe domande, pensare alle conseguenze, è arrivato il momento di vivere, rischiare, buttarsi.
È stato l’anno in cui ho capito che con l’impegno, la passione e il sacrificio i sogni si possono realizzare.
Fino a due anni fa dicevo di voler fare la tatuatrice, c’era sempre qualcuno a farmi tornare con ‘i piedi per terra’, e invece eccomi qua, e a tutti quelli che mi dicevano “non si campa di sogni” voglio dire soltanto una cosa: fanculo.
*È il primo tatuaggio che realizzo, non è perfetto ma è proprio questo a renderlo speciale, nella sua imperfezione mi ricorderà sempre da dove sono partita.*
Già, sono arrivata finalmente a Venezia.
Appena arrivata mi sono sentita tale e quale a circa 2 anni fa, quando misi piede a Tōkyō, con la differenza che tutti parlano la mia lingua e conosco il cibo al supermercato ecc.
Diciamo che ho cantato vittoria troppo presto, però. Per iscriversi in palestra qui molti richiedono il certificato medico per attività sportiva non agonistica, ed è ok. Il problema è che non trovo un cavolo di posto che lo faccia! Non ho qui il mio medico di base quindi dovrò pagare e ok, ma anche privatamente possibile non ci sia nessuno?! Se chiedo tutti mi dicono:"Facile vai in un ambulatorio, paghi e te lo danno!". Ok ma DOVE?! Informazione impossibile. In pratica sto girando Venezia in lungo e in largo da giorni ma nessuno è in grado di dirmi o la procedura per richiederlo o un posto dove sicuramente mi possono fare sto cavolo di certificato medico.
Vabbè, sclero per palestra a parte (in qualche modo devo pur mantenere il mio bel sederone), non sento nessuno della mia famiglia da quando sono partita. Mio padre mi ha semplicemente chiesto se sono sana e salva e mia madre mi ha contattato una volta ma abbiamo finito col litigare. Mio fratello morto (che poi, in fondo, anche quando ero a Tōkyō per 1 anno intero ci siamo solo visti quando è venuto, ma mai sentiti... boh). Nel caso fortuito decidessero di venirmi a trovare continuando ad ignorarmi, giuro che non li piscio manco di striscio. Poi se dico "tanto viva o morta cosa cambia?" non rispondono, quando stesso mia madre tornata a casa da pochissimo dal Giappone e parlando di una madre che era andata in panico perché il figlio fuori sede a Milano non le rispondeva, mi dice:"Per me quando non c'eri era proprio una cosa normale. Cioè ci sei o non ci sei non cambia niente, non è che vado di matto". Che è come dire:"Anche se non ci sei non mi manchi mai e puoi andare a fanculo che per me è lo stesso, mica mi preoccupo per te." Insomma, grazie mamma per essere così sincera e delicata come un'accetta che colpisce la spina dorsale. (Quelle parole non le dimenticherò mai, credo.)
La vita da fuori sede senza soldi è ufficialmente iniziata e io la devo smettere di buttare i miei soldi nei supermercati (potrei vivere senza vestiti ma MAI senza cibo). Spero mio padre si ricordi che ha una povera lontana, perché purtroppo ho troppo orgoglio e vergogna per chiedergli dei soldi (sono una persona un tantino complicata, ma questo si era già capito).
Ah, in ultimo: le pizze a Venezia sono piadine condite e metterle a 7-10€ è un furto bello e buono. Bastardi.
Non mi importa dove
Ma andró
Questo posto non fa per me.