Non fidarti
Non fidarti di quella canzone che la radio suona per caso, proprio quando sei fermo al semaforo. Non fidarti dell'odore della pioggia sulla strada calda. Sono trappole. Dolcissime, spietate trappole per il cuore.
Perché la nostalgia non chiede permesso. Irrompe. E per un istante, che sembra durare un'eternità, il mondo intorno a te si dissolve. L'aria cambia densità, ti si annoda il respiro in gola, e tu non sei più dove sei.
Sei un fantasma nella tua stessa vita.
Un visitatore silenzioso nel tuo passato. Rivedi i sorrisi di chi non c'è più, o di chi c'è ancora ma con occhi diversi. Risenti il calore di un abbraccio che oggi non sapresti più dove trovare. Rivedi te stesso, così ingenuo e così intero, e vorresti allungare una mano attraverso il tempo per sussurrarti: "Fai attenzione. Ma goditela, perché ti mancherà". Ma non puoi. Puoi solo guardare. E sentire.
Ed è qui che la nostalgia ti spezza il cuore con la sua infinita dolcezza. Nel ricordarti non solo la bellezza di ciò che hai avuto, ma anche la brutalità del tempo che lo ha reso irripetibile. È una carezza fatta di spilli. Un bacio che sa di lacrime.
Lasciala fare. Non scacciarla via. Lasciala sedere accanto a te per un po' e offrile il tuo silenzio. Se fa così male, è solo perché è stato tutto vero.
È la prova che una parte di te è rimasta a fare la guardia ai tesori che hai amato, per assicurarsi che non svaniscano del tutto. Il dolore che senti è solo l'altra faccia dell'amore che è stato.
E poter sentire ancora così tanto, credimi, a volte è un onore.
















