Yokai by Yuji Watanabe (2024)
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@vicolizena
Yokai by Yuji Watanabe (2024)
Investigation of a Citizen Above Suspicion (1970)
New transparency obligations apply, and the AI Office opens complaint and whistleblower channels.
IL PROBLEMA DELL'ITALIA SONO ACQUA E CIBO, NON MIGRANTI E SICUREZZA
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Italia, abbiamo un problema. E no, non sono i migranti. E nemmeno la legge elettorale. Molto semplicemente, abbiamo sempre meno acqua e sempre meno cibo. Abbiamo il 60% del territorio in siccità e coi raccolti decimati, con rese che in alcuni casi arrivano a lambire il -70%. Abbiamo bacini idrici in sofferenza, con il 30% di acqua in meno rispetto al normale, laghi semivuoti e il Po in secca. Abbiamo gli incendi che sono più che raddoppiati, arrivando a bruciare circa 75mila ettari di boschi e pascoli dall’inizio dell’anno – e da ieri su Fanpage abbiamo una mappa che ve li mostra in tempo reale. E abbiamo il cuneo salino che continua a risalire il Po, bruciando campi un tempo fertili e rendendoli progressivamente deserto.
Ora, magari tutto questo vi lascia indifferenti, e un po’ lo capisco: non c’è persona che legga questo articolo, credo, che abbia mai associato il concetto di scarsità a cibo e acqua in vita sua, nemmeno per un giorno. Ma, se va avanti così, e se lasciamo che la crisi climatica dispieghi i suoi effetti senza fare nulla, questo è quel che ci toccherà in sorte, senza nemmeno dover aspettare troppo: un Paese senz’acqua per coltivare campi sempre più aridi e sempre meno fertili. In altre parole, un Paese che non è più in grado di produrre cibo.
Mal comune in questo caso non è mezzo gaudio: e sapere che anche in Francia, ad esempio, la produzione di mais è inferiore del 35% rispetto al 2025, e che a fine anno il raccolto sarà il peggiore dal 1980 a oggi non ci può e non ci deve rassicurare. Perché la Francia è, insieme alla Germania, l’unico Paese europeo tra i quindici Paesi al mondo che da soli, contribuiscono al 75% del fabbisogno alimentare globale. Perché vuol dire, banalmente che il cibo ce lo dovremo andare a prendere sempre più altrove. E altrove non se la passano bene, tanto quanto noi.
(...)
E ok, forse una critica all’attuale governo può sembrare fuori luogo di fronte a tutto questo, quasi strumentale. Però, avete notizie dal nostro ineffabile ministro della sovranità alimentare? Avete notizie di decreti d’urgenza, richieste di intervento in Europa, di lettere promosse e firmate da 22 Paesi? Di patti europei per il cibo e per l’acqua? O anche solo contezza che qualcuno, di grazia, se ne stia occupando?
Quando chiediamo che il governo si occupi della crisi climatica, banalmente, intendiamo questa roba qua. Non un condizionatore per ogni italiano, ma una politica che metta in sicurezza gli standard minimali di benessere di ciascuno di noi – uscire di casa, nutrirsi, bere – e che agisca sulle cause, impedendo che le cose peggiorino velocemente, di anno in anno.
Quando dicono che questa sarà la migliore estate del resto della nostra vita, non esagerano. Come non esageravano anni fa, quando ci dicevano che se non avessimo fatto nulla, avremmo presto vissuto estati come questa. Quanto aspetteremo ancora, prima di fare qualcosa?
Francesco Cancellato
A volte servono altri “Big Bang” sopratutto quando sono molto più circoscritti del primo, ma sono comunque piuttosto critici. Come le sonde
“A te che hai vent’anni e mi chiedi cos’è il fascismo, vorrei non doverti rispondere.
Vorrei che la risposta a questa domanda la sapessimo già tutti, ma se me lo chiedi è perché non è così.
So perché me lo domandi. Credi che io sia intollerante se dico che il fascismo è reato e deve rimanerlo sempre. Credi che “se il fascismo e il comunismo hanno causato entrambi tanto dolore nel corso della storia devono essere considerati reato senza distinguo”.
In un certo senso è dunque colpa mia se me lo chiedi.
Colpa del fatto che non ti ho detto che il fascismo non è il contrario del comunismo, ma della democrazia. Dovevo dirtelo prima che il fascismo non è un’ideologia, ma un metodo che può applicarsi a qualunque ideologia, nessuna esclusa, e cambiarne dall’interno la natura. Mussolini era socialista e forse non te l’ho spiegato mai. Non ti ho detto che si intestava le istanze dei poveri e dei diseredati. Ho omesso di raccontarti che i suoi editoriali erano zeppi di parole d’ordine della sinistra, parole come “lavoratori” e “proletariato”. Non ti ho insegnato che anche un socialismo che pretende di realizzarsi con metodo fascista è un fascismo, perché nelle questioni politiche la forma è sempre sostanza e il come determina anche il cosa. Per questo il fascismo agisce anche nei sistemi che si richiamano a valori di sinistra e anzi è lì che fa i danni più grandi, perché non c’è niente di più difficile del riconoscere che l’avversario è seduto a tavola con te e ti chiama compagno.
Dire che il fascismo è un’opinione politica è come dire che la mafia è un’opinione politica; invece, proprio come la mafia, il fascismo non è di destra né di sinistra: il suo obiettivo è la sostituzione stessa dello stato democratico ed è la ragione per cui ogni stato democratico dovrebbe combatterli entrambi - mafia e fascismo - senza alcun cedimento. Tu sei vittima dell’equivoco che identifica il fascismo con una destra ed è un equivoco facile, perché il fascismo è la modalità che meglio si adatta alla visione del mondo di molta della destra che agisce in Italia oggi. Ma guai se questo ti rendesse incapace di riconoscere i semi del pensiero fascista se li incontri quando sei convinto di guardare da qualche altra parte.
Può esserti utile sapere come riconosco io il fascismo quando lo incontro: ogni volta che in nome della meta non si può discutere la direzione, in nome della direzione non si può discutere la forza e in nome della forza non si può discutere la volontà, lì c’è un fascismo in azione. In democrazia il cosa ottieni non vale mai più del come lo hai ottenuto e il perché di una scelta non deve mai farti dimenticare del per chi la stai compiendo. Se i rapporti si invertono qualunque soggetto collettivo diventa un fascismo, persino il partito di sinistra, il gruppo parrocchiale e il circolo della bocciofila.
Nessuno è al sicuro, se non dentro allo sforzo di ricordarsi in ogni momento che cosa rischiamo tutti quando cominciamo a pensare che il fascismo è solo un’opinione tra le altre.”
Michela Murgia
Samuel Beckett’s silent interview after he won the Nobel Prize in Literature. (Swedish Television, 1969)
Non capisco: il caro Don Quixote è affetto da psicosi, vede i giganti e non scambia i mulini per essi, trova una "ragione" per il suo fallimento (il perfido mago che gli ha fatto sparire i libri): forse il mio livello di lettura è superficiale ma le varie interpretazioni della "lotta contro i mulini" più che appartenere a un secondo livello di lettura sembrano delle forzature. Di sicuro pecco di ignoranza, devo studiare di più il romanzo e Cervantes.
[Torno alla lettura]
Ogni tanto mi riguardo 'sto video
Digital sewer socialism
If you'd like an essay-formatted version of this post to read or share, here's a link to it on pluralistic.net, my surveillance-free, ad-free, tracker-free blog:
https://pluralistic.net/2026/08/08/find-yourself-a-city/#to-hack-in
Hardly a day goes by without my getting an email from someone looking for a way to do good with technology. From computer science students thinking about post-grad careers to seasoned coders with decades of experience, there's an army of hackers looking for a way to turn their expertise into public goods.
There's a name for this movement: it's called "Public Interest Technology" and the people who work in it are called "public interest technologists." There've always been techies who understood the link between tech and public wellbeing and who committed themselves to working for the betterment of society, but their numbers swelled as Big Tech companies saturated their markets and switched from growing by making products people like, to locking in their users and then extracting more value from their technological prisoners:
https://pluralistic.net/2024/04/24/naming-names/#prabhakar-raghavan
It was the era when (in the words of Facebook's Jeff Hammerbacher) "The best minds of my generation are thinking about how to make people click ads":
https://quoteinvestigator.com/2017/06/12/click/
For organizations like the Electronic Frontier Foundation, the growing cohort of hackers who wanted to hack for good was great news. Our staff technologist group swelled from a couple of overworked computer scientists helping lawyers and activists with campaigns to a series of increasingly ambitious software projects, from Privacy Badger (a tracking-blocker that every web user needs):
https://privacybadger.org/
To Let's Encrypt and Certbot, projects that forever changed the internet's default state, so that today, nearly all online communications are encrypted and resistant to mass surveillance:
https://certbot.eff.org/
Other opportunities for public interest technologists proliferated. Bruce Schneier created the canonical resource page for Public Interest Technologists, including career opportunities for would-be public interest technologists:
https://public-interest-tech.com/
But the motherlode of public interest technologist opportunities wasn't the nonprofit sector – it was the public sector. It started with the UK's Government Digital Service, a group of public-spirited hackers (many of them ex- of the BBC, where they'd been tempest-tossed by endless internal power-struggles over the role of the internet in public service media) who retooled many of the UK government's most important administrative front-ends. For several glorious years, Britons delighted to the daily marvel of having their routine interactions with their government transformed from clunky, broken web-pages to slick, superbly thought through online processes that had all the polish of Amazon or Google, but without any of the gamesmanship, manipulation or privacy invasions:
https://en.wikipedia.org/wiki/Government_Digital_Service
Viste le recenti visioni, potrei anche illudermi di aver sviluppato una specie di sesto senso che mi guida nella scelta dei film. È il caso di Feels Like Home, film ungherese visto ieri (lo trovate su @twittacinema-archive. No non si tratta di un palloso film balcanico, ma di un thriller psicologico in cui la situazione surreale è già inquietante di suo. Per intenderci, mi ha ricordato le atmosfere di Dogtooth e Miss Violence.
Straconsigliato.
Antonio Lo Frasso - Wikipedia
hey white people . if u dont know how to pronounce an ethnic persons name *google it* or if its someone ur talking directly to *ask them*. dont fucking do that "erm i dont know how to pronounce but __" or "im gonna butcher this haha" or "im not even gonna bother trying" . ur not funny. do u know what poc think when they hear u saying that ? u sound like a loser asshole and we dont want to spend time with u . im so fucking tired of watching youtube videos about media from my country and hearing those phrases. im tired of people saying that to my face . i respect someone who clearly looked it up and is tryong but says my name wrong over someone who just goes with whatever bad first guess they had without trying. u have too many resources at ur disposal to keep doing this. for the love of god just Fucking Try. if ur confused Just Try.
I highly recommend Forvo.com, the website where native speakers of a language contribute their time and voices to read words and names in their own language. It is a fantastic way to expand your world, open up your ears, and it's way more likely to nab a hit than just googling.
wow , I didn't know this existed, thanks so much for sharing the resource !! I will absolutely be using it now too 🖤
OK, now I go back to read Don Quixote
Luckily we have Electric Callboy releasing amazing songs and videos.
Enjoy!