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L'ignoranza è impotenza. È il male.
-SpyxFamily, S3E3.
Domanda: quanto vanno bene i post sotto forma di articoli di giornale qui su tumbrl?
Eurovision 2026, cinque Paesi verso il boicottaggio
L’Eurovision 2026 sta ultimamente facendo discutere a causa della partecipazione di Israele, che continua ad esserci nonostante il genocidio che sta mettendo in atto nei confronti della Palestina. Ma cinque Paesi hanno deciso che è abbastanza, che è ora di boicottare l’evento musicale europeo.
Nato nel 1956 a Lugano, l’Eurovision Song Contest è l’evento non sportivo più seguito al mondo, che negli ultimi anni ha registrato, a livello internazionale, tra 100 e 600 milioni di ascolti.
Oltre a trasmettere l’evento al di fuori dell’Europa, il contest ha visto la partecipazione di vari Paesi extra europei, tra i quali vi è Israele, che gareggia all’interno del contest dal 1973.
Eurovision 2026: “Se c’è Israele, noi non ci saremo”
Ma c’è chi non vuole vedere l’Israele gareggiare all’Eurovision, a causa del conflitto con la Palestina.
È, difatti, recente la notizia che la Spagna, per la prima volta dal suo debutto nel 1961, ha annunciato che non parteciperà né trasmetterà l’Eurovision Song Contest se sarà confermata la presenza di Israele.
La decisione è stata presa a maggioranza dal Consiglio di amministrazione della televisione pubblica RTVE, che rappresenta un segnale politico forte e senza precedenti nella storia del festival.
In questo modo, Madrid si unisce alla scelta già presa da Islanda, Irlanda, Paesi Bassi e Slovenia, le cui emittenti pubbliche hanno già dichiarato il boicottaggio in solidarietà con la popolazione palestinese.
Le emittenti hanno motivato la scelta come risposta diretta alle cruente azioni nella Striscia di Gaza, denunciando anche il “doppio standard” della comunità internazionale: nel 2022 la Russia venne esclusa dall’Eurovision dopo che ha invaso l’Ucraina, mentre Israele continua a partecipare.
La Spagna è il primo tra i “Big Five” a decidere di ritirarsi
La decisione della Spagna dell’eventuale ritiro nel caso in cui Israele dovesse continuare a rimanere nel contest, è una decisione che pesa tanto ed è di fondamentale importanza.
Questo perché è il primo Paese tra i “Big Five” – a cui appartiene insieme a Italia, Germania, Regno Unito e Francia – a decidere il ritiro. Questi è un gruppo che garantisce i maggiori contributi economici all’Eurovision e gode dell’accesso diretto alla finale.
Insieme a Irlanda e Norvegia, nel maggio 2024, il governo di Madrid ha riconosciuto ufficialmente lo Stato di Palestina, provocando una dura crisi diplomatica con l’esecutivo di Benjamin Netanyahu. Da quel momento la Spagna si è affermata come una delle figure più critiche all’interno dell’Unione europea.
Invece, l’Unione europea di radiodiffusione (EBU), organizzatore del festival, continua a sottolineare che l’Eurovision non ha natura politica e che le eventuali esclusioni non dipendono dai governi ma dal comportamento delle emittenti pubbliche associate.
A maggio 2026 si disputerà a Vienna, in Austria, la prossima edizione del programma. L’EBU pubblicherà la lista ufficiale dei Paesi partecipanti a dicembre, ma l’annuncio di Madrid rischia di aprire già da ora una significativa frattura all’interno della storia della competizione musicale più seguita d’Europa.
Il manga MAO di Takahashi avrà un adattamento anime
La celebre Rumiko Takahashi, autrice di manga ed anime di successo quali Lamù, Maison Ikkoku e Ranma ½, vedrà un’altra sua opera trasformarsi in anime. Infatti, Bandai Namco Filmworks ha annunciato che ci sarà l’adattamento del manga MAO, che debutterà nella primavera del prossimo anno. Ma andiamo a vedere cosa ci aspetta riguardo questo nuova trasposizione!
MAO, ciò che sappiamo dell’adattamento anime
Rumiko Takahashi, già autrice di manga di successo che sono stati adattati in anime, vedrà una nuova sua opera prendere vita. Ha iniziato a pubblicare MAO sulla Weekly Shounen Sunday a maggio del 2019, ed è attualmente arrivata a 24 volumi attivi. In Italia la serie è edita da Star Comics.
È recente la notizia che il manga verrà adattato ad anime e che uscirà nella primavera del 2026. Verrà animato da Sunrise, che già aveva animato InuYasha, per cui c’è grande fiducia nel risultato da parte dei fan.
A dirigere la serie ci sarà Teruo Sato – già noto per Yashahime: Princess Half Demon – con Yuko Kakihara alla series composition, mentre Yoshito Hishinuma (Inuyasha – The Final Act) si occuperà del character design e della direzione generale delle animazioni.
Hiroshi Kato e Izumi Hoki si occuperanno della direzione artistica, con color design di Masumi Otsuka. Tomohiro Fujie è alla direzione delle animazioni in CG, e Akane Fushihara a quella della fotografia, con Kazuhiro Nii al montaggio. La direzione del suono è stata incaricata ad Hiromi Kikuta, mentre le musiche saranno composte da Shu Kanematsu (The Café Terrace and Its Goddesses).
Faranno parte del cast dei doppiatori Yuki Kaji (Eren ne L’attacco dei Giganti) nel ruolo di Mao, Natsumi Kawaida (Kamo Noritoshi in Jujutsu Kaisen) nel ruolo di Nanoka Kiba, Hibo Shimono (Keima Katsuragi in The World God Only Knows) nei panni di Hyakka e Toshiyuki Toyonoga (Hideyoshi Nagachika in Tokyo Ghoul) per Kamon.
Trama di MAO
Per chi non conosca la trama di questo manga, ve lo spiego subito io. MAO parla di Nanoka Kiba, una ragazza di terza media che all’età di sette anni è miracolosamente sopravvissuta ad un incidente stradale.
Passando nuovamente sul luogo per puro caso a distanza di anni, si ritrova improvvisamente nell’era Taisho. Insieme ad un onmyoji incontrato sul posto di nome Mao, inizia a indagare per svelare il mistero che la circonda.
In questo modo inizia questo manga horror ambientato tra il Giappone del passato e i giorni nostri, l’era moderna, che racconta le peripezie di due protagonisti legati dal destino e costretti a fronteggiare un’oscura sorte.
I'd rather be a pig then a fascist
-Porco Rosso (Crimson Pig)
Notre-Dame de Strasbourg
Notre-Dame de Strasbourg
Mercoledì parto per Strasburgo per una settimana, non vedo l'ora di visitare la città ma, allo stesso tempo, partire mi crea tristezza e disagio. Vorrei poter reagire in maniera differente alle cose.