Resta con me, In questi tempi di odio. Resta con me, Anche se tutto questo ci cambierà.
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@maddavvero
Resta con me, In questi tempi di odio. Resta con me, Anche se tutto questo ci cambierà.
Rivedere le immagini del proprio dolore è qualcosa di devastante.
Un vuoto lacerante che parte dall'interno.
Nessuno ti capisce, nessuno sa leggere i tuoi occhi, che spesso sono inondati di lacrime.
La compagnia sembra nulla.
L'amore solo qualcosa da fare.
Il benessere non è mai totalmente soddisfacente.
La bellezza sembra non apparire mai in quello specchio.
La mente risulta essere sempre inondata da una tempesta.
Nulla sembra avere più un senso, ormai.
Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.
Polaris, The North Star
Alla luna O graziosa luna, io mi rammento Che, or volge l’anno 1, sovra questo colle Io venia pien d’angoscia a rimirarti: E tu pendevi 2 allor su quella selva 5 Siccome or fai, che tutta la rischiari. Ma nebuloso e tremulo dal pianto Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci 3 Il tuo volto apparia, che travagliosa 4 Era mia vita: ed è, nè cangia 5 stile, 10 O mia diletta luna. E pur mi giova 6 La ricordanza, e il noverar l’etate del mio dolore 7. Oh come grato occorre 8 Nel tempo giovanil, quando ancor lungo La speme e breve ha la memoria il corso 9, 15 Il rimembrar delle passate cose, Ancor che triste, e che l’affanno duri 10! [1]. or volge l’anno: si compie ora un anno. [2]. pendevi: stavi sospesa. [3]. alle mie luci: ai miei occhi. [4]. travagliosa: piena di tormento. [5]. cangia: cambia. [6]. mi giova: mi è di conforto. [7]. il noverar l’etate del mio dolore: ricordare attimo per attimo il tempo della mia sofferenza. [8]. grato occorre: torna gradito. [9]. ancor lungo … il corso: quando la speranza ha ancora un corso lungo e la memoria uno breve. [10]. ancor … duri: anche se sono state dolorose e anche se l’angoscia continua.
Vivi la tua vita, non esitare.
Quando tutto ti sembra andare per il verso giusto, ma, siccome sei pessimista di natura, inizi a cercare dietro quale angolo si trovi la fregatura, io ti dico:
S M E T T I L A !
Vivi i momenti, goditi le sensazioni belle, goditi il dubbio, la speranza che continui così, i momenti belli spettano anche a noi.
Viviamo positivamente, pensando e diffondendo la positività, state certi che tornerà.
I miss you like air in my lungs.
Talvolta siate egoisti, per favore, pensate al vostro cuore.
Ciascuno di noi faceva il suo lavoro giorno per giorno, fiaccamente, senza crederci, come avviene a chi sa di non operare per il proprio domani (Primo Levi, Il sistema periodico).
Se condividi possiamo parlarne, se non bevi caffè gira al largo.
Studio.
Studio per colmare l'abisso che ho dentro.
L'odio
Un fenomeno che emerge in modo importante nell’attualità di oggi, è quello dell’odio in rete che si esprime attraverso l’uso di un linguaggio aggressivo, violento e accessibile a tutti. Da dove viene questo fenomeno e perché sta diventando così diffuso?
Il fenomeno è ‘a chilometro zero’, cioè siamo noi. L’odio fa parte dell’essere umano, di tutti noi; è uno dei sentimenti naturali innati nelle persone anche se amiamo pensare che non sia così. Pensiamo ai bambini piccoli, per esempio, che quando non hanno ancora acquisito l’impostazione sociale dettata dal buon senso e dall’educazione, sanno essere a volte davvero ‘crudeli’ nella loro naturale sincerità. L’odio non arriva dal nulla e tutti possiamo esserne vittime o perpetratori. Ma l’odio deriva anche da un condizionamento mass mediatico che continua da decine di anni. La televisione, la radio, i giornali hanno assunto nel corso dei decenni degli atteggiamenti sempre più ‘scomposti e sguaiati’. Una volta una parolaccia in prima serata, ad esempio, sarebbe stata sanzionata, ora è visibile a tutti il fatto che si va ben oltre alla parolaccia. Oggi assistiamo a vere e proprie arene radiofoniche o televisive in cui due fazioni si scontrano apertamente e senza mezzi termini aggredendo verbalmente (e non solo a volte) chi ha un parere diverso. Se questo è il modello proposto dai mezzi di comunicazione di massa come possiamo pretendere che le persone ‘comuni’ online siano pacate e misurate? Attorno a noi c’è un mondo che urla e quello che noi proponiamo online è esattamente questo modello di comunicazione, sopra le righe, becera, scomposta, non curante di quello che una parola è in grado di scatenare. La differenza sta nel fatto che ci sono alcuni di noi che riescono a fare una distinzione tra un contesto privato e uno pubblico qual è quello dei social. Il grosso lavoro da fare oggi è quello sulla consapevolezza. Chi ha educato questi, che spesso sono adulti, a stare online? Chi li ha educati alla percezione di essere in un contesto pubblico, a capire che quello che scrivono ha delle conseguenze anche fattuali? C’è bisogno di formare queste persone allo stare online proprio come si formano queste persone allo stare in società.
Nce ne jammo. E nfaccia ‘a porta
Veco tanto n’avuciello,
gruosso quant’a nu cavallo,
e cu ‘e scelle ‘e cestariello.
Saglie ngroppa, statte attiento,
e a, scrive bboni ccose,
me dicette Santu Pietro;
e che ssiano rispettose!
Nun fa’ diebbete, va chiano,
e rispetta ‘e Sacramente;
fatte sempre ‘o fatto tuio,
e n’ave paura ‘e niente!
Chi cammina p’ ‘o dderitto
Nun po’ mai ntruppechià!
Chisto è frateto ca parla!
Che te pozzo aggevulà?
-Santù Piè… na grazia voglio…
-Va dicenno, figlio mio…
-‘O cerviello e ‘a bbona sciorta…
-E va bbuò, lassa fa’ a Dio!
E stennènnome na mano
me dicette: – Afferra ‘a bbriglia!
Tiene forte, e buon viaggio!
Tanti ossequii alla famiglia!
Real Fabbrica d’armi Torre Annunziata
Nel 1758 Carlo III di Borbone decretò l’istituzione della Fabbrica d’Armi a Torre Annunziata nei pressi della Real Polveriera e divenne la più importante fabbrica per la fornitura militare di armi bianche e da fuoco di tutto il Regno delle Due Sicilie.
L’attività della fabbrica iniziò nel 1761 e di lì a breve venne fondata a Torre anche la Fonderia o Ferriera ubicata nei pressi de castello dei d’Alagno poco distante dal mare. Dalla Real Fabbrica d’Armi di Torre dipendevano gli stabilimenti di Lancusi dove si fabbricavano lame per sciabole e baionette. Gli altri opifici militari come quelli della Mongiana in Calabria, di Poggioreale e la Real Montatura di Napoli erano tutti uniti da una collaborazione produttiva gestita principalmente dalla struttura di Torre. Della qualità produttiva locale fu testimoniata dalla stampa e dai documenti dell’epoca, che annotano sistematicamente modifiche apportate ad alcune armi di origine francesi e belga conferendo ad esse uno stile “napoletano” le cui soluzioni tecniche furono molto apprezzate in tutta Europa.
La testimonianza storica di questa attività è tuttavia oggi attualmente custodita nella Sala d’Armi sita nell’antico edificio della Real Fabbrica d’Armi . Sono circa 70 le armi da fuoco lunghe conservate tra cui pregiati fucili Vetterli, Martin Rumeno, Doersh-Bauwgatten e Mauser 71, oltre a pistole, sciabole, daghe, baionette e pannelli d’indiscusso valore didattico raffiguranti i diversi stadi di lavorazione delle armi e relativi strumenti di lavoro e attrezzi di verifica-funzionalità. La Real Fabbrica d’Armi di Torre Annunziata, che in seguito assunse il nome di “Spolettificio” subì negli anni successivi, varie trasformazioni produttive. Dal 1947 a pochi anni fa si producevano a Torre Annunziata, oltre alle spolette ed artifizi vari, bombe a mano tipo SRCM mod.35 .
Un progressivo ed inarrestabile smantellamento operativo e cognitivo oggi ha ridimensionato e azzerato del tutto l’utilizzo di tale struttura, relegandola ad una semplice officina di recupero e riparazione di mezzi di trasporto militare. Degli “ingegni” tecnologici che ne erano pieni i vetusti locali, manco più l’ombra, il tutto è stato rimosso. Sono rimasti solo i locali dell’antica struttura architettonica, che sperando in una sana politica di recupero, vengano utilizzati, almeno intelligentemente, in Museo permanente degli Ori di Oplonti. Nel pieno dell’emergenza covid, i locali dello stabile furono utilizzati per la produzione delle mascherine.
Da oggi inizia un altro capitolo per la storia di questo importante polo napoletano che persegue l’obiettivo di realizzare un innovativo sistema storico-archeologico-ambientale nel centro storico di Torre Annunziata. L’accordo siglato, infatti, prevede di annettere al Sito archeologico di Oplonti alcune porzioni dello Spolettificio non più utili alle attività amministrative del Ministero della Difesa. Negli edifici dello Stabilimento prenderanno vita nuovi spazi: alcuni destinati ai servizi culturali, una scuola di restauro, ampi depositi per i rinvenimenti archeologici, sale espositive e nuove aree per le attività ricettive e di promozione locale.
Per migliorare la viabilità cittadina, inoltre, saranno incentivati gli interventi di mobilità sostenibile. Nello specifico sarà realizzato un nuovo collegamento pedonale fra il Rione Provolera ed il Rione Murattiano attraverso il sottopasso che taglia longitudinalmente lo stabilimento militare, agevolando il percorso che porta i cittadini verso i diversi edifici scolastici collocati sul territorio.
Inizia a prenderti cura di te come faresti con un caro amico o un familiare. Faresti di tutto per farli stare bene, farli sorridere e sentire a loro agio, no? Allora fai lo stesso con te. Conosciti e diventa amico di te stesso, senza critiche e senza prenderti per pazzo. Piantala col vederti come un nemico dal quale scappare, tu sei molto più di questo! Sei la persona più importante della tua vita.
L’unica chiave per aprire ogni porta è anche questa, essere amici di se stessi.anche perché dopo viene tutto più spontaneo.