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@nonpenso
Ho così tanti angeli che mi proteggono, così tante anime strappate bruscamente dalle mie mani che oramai ho perso il conto. Parlo a voi...a voi che nel giro di pochi mesi vi siete riuniti tutti nel posto più bello che ci sia. Lo so, non sono perfetta, ho mille difetti. Sono permalosa, spesso talmente assorta dai propri pensieri da non prestare attenzione, sono quella che vive di piccoli gesti e non di grandi avventure perché sono convinta che ogni minimo gesto porti con sé un’avventura da raccontare. Non so fare le lavatrici, non ho voglia di studiare, spesso facilmente irascibile, sono debole, forse troppo sensibile. Sento la musica, ovunque io vada, è con me, la sento...nei colori, nelle voci, negli oggetti, negli occhi, nel vento, la sento nei passi, nel suono brusco di una frenata, nei chicchi di caffè, nel lenzuolo che si poggia morbidamente sul ventre. Questa sono io. Cerco di fare del mio meglio per essere una persona migliore, o almeno degna di me, cerco ancora assiduamente me stessa come se avessi perso i regali di Natale il giorno della Vigilia, spesso mi chiedo cosa pensi la gente di me, e io vorrei solo sparire, ma so che voi, da lassù non mi giudicate mai.
So che mi osservate, giorno e notte, che mi ascoltate, che conoscete i miei pianti nascosti, i miei pensieri velati, le mie parole sussurrate e i miei gesti curiosi...so che ci siete. In questo momento, più che mai, ho bisogno di voi...una piccola spinta non sarebbe male perché in questo momento di distruzione interiore e in mezzo a questa serie di sfighe (passatemi il termine), ho bisogno di una piccola lucina in mezzo al tunnel...
Mi conoscete meglio di chiunque altro, sapete che ci sono sempre per tutti ma che non essendo fatta di roccia, dopo un po crollo...mi manca una lucina in fondo al tunnel che mi faccia ben sperare e che mi dia la giusta carica per riuscire a superarmi... Mi mancate, vi aspetto.
Qui. Sul balcone. Come ogni notte.
I miei occhi come specchio
Ed eccomi qua, a scrivere di te: la mia boccata d’aria fresca in questo turbinio di emozioni contrastanti. Mi dici sempre che i miei capelli riflettono anche la mia testa, e come darti torto? Un insieme di casini, incertezze, incomprensioni, paure, che si ingarbugliano non lasciandomi neanche il tempo per prendere fiato. E poi arrivi tu, come la mia tanto amata Mary Poppins: “praticamente perfetta in ogni aspetto” (e ora probabilmente mi starai maledicendo, dicendo che ti mitizzo, ma ti prego, lasciami finire). Mi sono mangiata le mani per non essermi “aperta” prima con te, per non essermi esposta, per non essermi avvicinata...ora però, non ti lascio più andare via. Mi ero ripromessa che un giorno o l’altro ti avrei fatto capire in qualche modo quanto fossi incredibilmente fantastica, una donna così forte da cui prendere esempio, una mamma esemplare che oramai, sento un po’ mia. Quegli occhi che ascoltano, che brillano, che ti fanno sentire amata in ogni modo, quegli occhi che non ti giudicano mai ma che sono sempre pronti a cogliere ogni tuo piccolo aspetto, anche il più nascosto. Quel sorriso, che non ti ho mai visto togliere neanche nei momenti più bui, una maschera che riesce a dare sollievo anche ad un’adolescente con crisi d’identità, quel sorriso che mette allegria e che diventa contagioso, un sorriso di quelli che non si dimenticano ma che ti rimangono impressi per sempre. Quelle mani che con dei piccoli gesti ti fanno capire la dolcezza di una madre (perchè come dici tu, prima di tutto sei una mamma), quelle mani che mi passi sul viso e che trasmettono così tanto amore. Per non parlare dei tuoi abbracci, ci passerei le ore tra le tue braccia, così confortevoli che...mi sento a casa. Quelle braccia che chiunque vorrebbe nei momenti bui, braccia forti che ti sostengono, che riescono a dare degli abbracci così intensi che parlano da soli e ti dicono :” Stai tranquilla, ci sono qua io, sfogati, non ti giudicherò”. Sai quanto io fatichi a mostrarmi in lacrime davanti alle persone, sai anche che solo poche persone mi hanno visto davvero in condizioni estreme e beh, con te, non avrei problemi. Ed è strano perchè di solito ci metto anni per fidarmi ciecamente, ma con te, tutto è diverso, sei la realtà che supera ogni aspettativa. Quante frasi non ti ho detto per paura di disturbarti, quante volte mi sentivo persa e avrei voluto scriverti: MI MANCHI e urlarlo proprio perchè ero al limite, ma per paura di disturbarti, non l’ho mai fatto. Perdonami. Mamma Benni, a volte mi capita di pensare se mai mi dovessi trasferire e spesso ho paura che tu possa dimenticarmi o non volermi più, e questa è una delle mie più grandi paure se devo essere sincera. E cazzo se mi sento stupida in questi momenti, ma che ci vuoi fare, la mia mente va e lascia spazio ad ogni pensiero, dal più brutto al più bello. Ti penso. Mi chiedo come stai. Cosa io possa fare per renderti felice perchè la tua felicità è ciò che mi importa di più. Ora, dopo questa sottospecie di lettera, vorrei concludere ringraziandoti sentitamente per OGNI singola cosa che fai e che hai fatto per me, sei la mia bussola, il mio punto di riferimento e non dimenticare che per te farei davvero qualsiasi cosa. Ti amo, non dimenticarlo mai
S.x
Mi manchi. Mi manchi da morire. Ho l'immagine del tuo viso davanti a me ogni volta che apro e chiudo gli occhi: quei lineamenti così perfetti, quegli occhioni così espressivi e delle magnifiche lentiggini che ahimé odiavi tanto. Ricordo le telefonate, le risate assieme, il tuo cane che mi odia, il tuo sorriso ogni volta che ci veniva un esercizio, la torta al cioccolato con il fiorellino di zucchero, sentire tua mamma fischiettare dalla cucina e scoppiare a ridere, sentire Samu parlare alla televisione, le risate quando parlavamo dei messaggi di tua mamma in cui si firma sempre. Ricordi? I mille tatuaggi che volevi farti, la tua passione per la danza, la tua voglia di visitare il mondo e in particolare Londra, la voglia di crescere, di diventare grande, il famoso "cosino" che volevi assolutamente fosse nero per scriverci sopra con la scolorina e che io sto ancora aspettando di vedere. Ricordi? Mi dicevi che ti alleggerivo, che era tutto più facile, che ti facevo sorridere e mi ringraziarvi ogni volta che varcavo la soglia di casa tua. Mi manchi. Riesco a vederti e riesco a sentirti nei sogni, ti vedo, ti parlo, ti abbraccio..il sonno tarda sempre ad arrivare ma quando finalmente mi prende ogni singola fibra e muscolo del corpo, ti vedo. Ti cerco ogni giorno, vengo a trovarti ogni giorno e ti parlo inginocchiata su quella stramaledetta ghiaia, osservo la foto, la bacio. Ti racconto le giornate. Penso. Osservo i fiori, li annaffio un po', ti faccio sentire la NOSTRA canzone, una cosa così intima e speciale che ci lega. Osservo la girandolina che faccio girare con le dita, le farfalle, le libellule sul vetro. Ti penso. Sempre. Mi manchi. E come sempre mi sento in colpa, quel sentimento mi travolge e riempie le mie lacrime. Ti voglio bene principessa, Ti voglio bene angelo mio❤
"L’hanno chiamata adolescenza perché ‘otto anni di seghe mentali depressione lasciatemi stare voi non mi capite porca troia e sti cazzi’ era troppo lungo."
Cit. (via ubriacadisperanza)
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Sono io.
8 marzo
Forse non si sá davvero il vero motivo per cui si festeggi la famosa "festa della donna", forse non tutti sanno di quel famoso incendio del 1911, ormai é diventata una festa simile a San Valentino dove il ragazzo in questione si sente in dovere di regalare una rosa accompagnata da mimose alla propria amata...che poi... Non a tutte piacciono le mimose. A me piacciono molto e sinceramente trovo che la mimosa sia un fiore molto particolare e delicato, altre non la pensano così è vi assicuro che ne conosco! Ma..tralasciando questa breve introduzione, esattamente 365 giorni fa, 1 anno esatto si festeggiava, come ogni anno la "festa della donna", la casa brulicava di mimose, mazzi gentilmente regalati da papà, altri da morosi/e, altri semplicemente da amici... Andai a trovare la nonna, dovevo farle gli auguri e la trovai lì, distesa su un letto che non riusciva ormai più a parlare, ci provava, ma invano. Sul comodino di quella stanza si poteva notare uno splendido color giallo canarino. Mimose. Portate dalla sorella prima della ricorrenza, almeno 5 giorni prima...forse sapeva che non avrebbe resistito a lungo. Andai a cena fuori per festeggiare, pizza per noi...su ogni tavolo c'era un mazzolino di mimose per ogni cliente, arrivò una telefonata nel bel mezzo della cena. Nonna non c'era più. Mi bloccai, non riuscii a finire il piatto, rimasi cosi, immobile e mi sentii il sangue arrivare fino alla punta dei capelli... É passato 1 anno e da poco ti ha raggiunto anche il nonno...mando un bacione a entrambi, e...mi mancate, Dio se mi mancate... So che siete sempre con me, ogni giorno, ogni secondo, ogni istante... Buona festa della donna nonna, e...conoscendo il nonno, anche da lassù ti ha riempito di mimose e attenzioni.
Bundan istiyorum ya..
Adrenalina. Pura adrenalina.. Ricordi le nostre mani che si stringevano tanto da non sentirle più, quando affrontavano una discesa di decine e decine di metri sulle montagne russe? Quell’adrenalina che saliva e ti rendeva invincibile? Pensavo fosse un’emozione legata alla caduta libera, al librarsi nel vuoto e pensavo che non l’avrei più sentita un’emozione così, se non ritornando lassù in cima a quelle montagne russe pure a testa in giù, con tutte le mani sudate… Mi sbagliavo… Adrenalina.. Pura adrenalina. Ho ritrovato questa emozione su uno stupido e fatiscente treno che non ricorda neanche vagamente quell’ebrezza, eppure il pensiero di vederti, di poter rivedere quegli occhioni azzurri, mi fa salire il cuore in gola, la respirazione accelera, il battito non parliamone, le mani fredde, i brividi sulla schiena, il tempo che non passa mai, lo stomaco che si chiude. Mi guardo attorno e mi rendo conto di essere l’unica così emozionata nel prendere un trenord… Sembro un bambino nel paese dei balocchi… Quell’adrenalina che mi sale nonostante io abbia dormito sì e no 1 ora…quella voglia di spaccare tutto… Quell’adrenalina che esplode quando il treno si sta fermando e i freni fischiano…la voglia di cercare il tuo sguardo e finalmente dopo tanto tempo incrociarlo.. Bloccare la fila delle persone che vogliono scendere dal treno perché mi salti addosso subito, così, appena mi vedi, senza darmi il tempo di scendere le scale, e come biasimarti? Di tempo effettivamente ne aspettiamo sempre tanto.. Lascio sempre i miei problemi dentro a quel treno e finalmente posso respirare, quel peso sul petto e quel nodo in gola se ne vanno, scompaiono così…all’improvviso.. Non saprò mai come ringraziarti abbastanza per tutto, ma un giorno, spero di riuscirci e lo farò! Riuscirò a ripagarti di tutto ciò che fai per me, e, in attesa di quel giorno, posso solo dirti: GRAZIE
"Deve farti dimenticare di riprendere fiato".
La nostra è una favola che farebbe invidia a chiunque
La parte migliore di me
VI
Ci siamo conosciute tanto tempo fa e forse, era destino che ci reincontrassimo.. Le tue ansie, le tue pare, i tuoi sorrisi, i tuoi occhi.. Era tutto quello che sognavo.
Ogni persona ha un piccolo sogno nel cassetto, un sogno che ci insegnano da piccoli a coltivare sempre, un sogno che rimarrà sempre lì, chiuso...perchè nessuno ci insegna nella vita che alla fine siamo noi chiusi in un cassetto e tutto il mondo è là fuori..
Io, avevo tanti sogni, molti dei quali oramai sono pieni di polvere, ma...forse il mio sogno più grande era quello di poter trovare una persona come te. Fondamentalmente molto diversa da me, caratterialmente parlando..sul fisico non mi soffermo perché viaggiamo proprio su due lunghezze d'onda differenti.
Oggi, oggi è successo qualcosa, e non saprei spiegarti cosa...forse la paura di perderti mi rende così, così assente dal mondo, così distante dal reale ma in cui io mi identifico perfettamente. Ridi, scherzi, ti accendi una sigaretta e vorrei fare qualcosa, qualcosa di più..ti tengo la borsa, ti abbraccio, ma vorrei fare di più... Non fraintendetemi, niente di fisico, niente idee strane o bizzarre, semplicemente vorrei fare di più per te, per renderti felice, per farti sentire amata ed apprezzata ogni giorno e ogni secondo sempre di più. Sei in buone mani e so che forse, anzi, senza forse, so che questo non è compito mio ma di chi per ora custodisce il tuo cuore e so per certo che è in buone mani. Posso solo essere contenta di tutto ciò.
Ci siamo viste...avevo voglia di vederti e un bisogno irrefrenabile di abbracciarti dopo il discorso fatto ieri sera alle 2, quasi 3...di notte. Di notte riesco ad esprimermi alla grande, senza filtri ne censure. Ma...tornando a noi, ci siamo viste e io tornavo da una lunga chiacchierata con amici. Di che abbiamo parlato? Di me, delle mie pare, dei miei disturbi mentali e interiori perché si sà, molti mi definiscono come una persona interessante, creativa, un'artista...ma pochi sanno che essere così "artisti" porta davvero tanta sofferenza. Artista è colui che senza provare emozioni non riesce ad esprimersi...belle o brutte, prima o poi capitano...
La mia paura è tanta, paura di perderti nel caso in cui dovessi trasferirmi in un'altra città, paura di un possibile rimpiazzo...quando mi dici che sei gelosa di me, la cosa è reciproca..molto reciproca...
Guai a chi ti tocca e soprattutto a chi ti fa del male.
Ho mille pare e, lo so, forse non dovrei averle e faccio pazzie...dopo anni e anni di insulti rimanendo passiva, stasera non ce l'ho fatta e un pugno è partito...cazzo di capelli di merda, prima o poi giuro che mi raso a zero, anche a costo di sembrare un deportato, non m'importa, non ne posso più. Ho un limite anch'io...
Ti guardo come non ho mai guardato nessuno, o forse sì, un paio di volte ma ti assicuro che quello sguardo esce davvero poche volte, non so che effetto mi fai ma mi tranquillizzi, mi sento a casa.. Magari risulto assente e distaccata, oppure non ti accorgi neanche che i miei occhi sono sempre vigili ad osservare un possibile commento negativo sul tuo conto o cose simili...faccio un po la guardia del corpo della situazione e vorrei proteggerti da tutto..
Mi dici che sono prevedibile e in certi aspetti hai ragione...forse anche queste mie parole le avevi già previste ma, avevo bisogno di sfogarmi, bisogno di scrivere... Bisogno di prendere una boccata d'aria, che puntualmente arriva quando incrocio il tuo sguardo.
Ti voglio un bene immenso
GRAZIE
Forse il problema del genere umano è che di per sè è troppo orgoglioso e questo fa sì che molto spesso le persone non riescano a dire GRAZIE.
Una parola che ci viene insegnata fin da piccolini ma che con fatica riusciamo a tirare fuori. IO, beh, sono qui per ringraziare, in particolare per ringraziare TE.
Probabilmente non ti rendo conto davvero di quello che fai per me, non ne sei pienamente cosciente, oppure semplicemente non riesci a capire quanto siano preziosi per me anche solo dei piccoli gesti. Starmi accanto, non scappare, ascoltarmi, essere sempre presente nelle difficoltà e nelle gioie della vita quotidiana. Sei speciale... e... Ti voglio bene V.
Si potrebbe partire a volte
Anzi, lo si dovrebbe fare. Tanto per staccare la mente, per perdere le circostanze. Mi chiedo se sia la paura a frenarmi. Probabilmente è così. E tutti questi punti mi stanno sul cazzo, lo ammetto. Ma ho così tanto da dire che una riga non basta, e quindi mi fermo. E poi ricomincio. E poi di nuovo. Non è odioso? Esisterà sicuramente una qualche formula fisica per ottenere l'equilibrio. E allora mi chiedo, ma che cazzo aspettate? Trovatela e insegnatemi ad usarla. E inventatene anche una contro l'amore, che lo sappia tenere a bada. E una per chi ha fame senza avere denaro. E una per gli stronzi come me che vivono di paranoie e che si autocompatiscono. E una per dimenticare , e per vivere serenamente, e una per la felicità. E una per dirmi "Alza il culo e reagisci che tutto questo puoi trovarlo da sola. Incapace, questa è incapacità". Che razza di stupido gioco è la vita. Che te la servono su un piatto come fosse facilmente digeribile e poi hai solo due vie d'uscita: o ingoi digestivi come fossero caramelle o diventi bulimico.
E la parte più difficile, è stata lasciar andare via tutto.
Coldplay (via sorreggimisecado)