Professo amore. Disturbi di una mente alterata.
Il colle davanti alla mia stanza di notte ha tutto un altro sorriso, le luci illuminano il castello, si annullano i palazzi davanti alla finestra e il panorama non è più un ondeggiare di antenne, diventa una salita luccicante che conduce al medioevo.
Cagliari la notte è silenziosa, Cagliari è una bambina che deve crescere, vorrebbe essere grande e fare le ore piccole ma a mezzanotte crolla. Cagliari certe volte mi piace anche così, davanti al computer in silenzio, finestra spalancata su una città che dorme, è più facile far fluire i pensieri.
Cagliari è una poesia che spesso ha paura e si nasconde dietro una prosa sgangherata. Prendo un autobus e ritrovo colore. C'è un segreto nell'acqua di questa Cagliari un po' matta: forse chi la beve impazzisce un poco, questo continuerò a pensarlo sempre.
C'è Is Mirrionis, è un quartiere, è il mio. È quel posto che la gente chiama casa, è malandato e aggressivo ma nasconde un grande cuore. C'è Sonia che conosce un sacco di canzoni ma questo nessuno lo sa, chiede sempre due euro e nessuno glieli dà. C'è poi il Pirata, certo è un tizio strano, l'età cambia ma il giaccone mai; la sua voce si sente poco e si offende come un bimbo quando qualcuno lo rifiuta in malo modo. C'è poi il solito mendicante che sta davanti al market, è un ragazzo giovane e aitante, dispensa complimenti tutti uguali e la notte lo vedi scavalcare un edificio abbandonato.
C'è poi il centro città, nasconde tutta la storia di questo grande paese e la racconta con discrezione. C'è Maullu, di mestiere fa il poeta vagabondo, inventa parole e si arrabbia con poca eleganza se decidi di andar dritto al suo passaggio; ci hanno rubato i colori e lui li restituisce con la poesia. C'è un ragazzo che gira scalzo, col suo cappotto e il suo peluche, ti coglie da dietro all'improvviso con un miagolare umano spaventoso, poi decide di scappare.
C'è poi il centro nuovo, quartiere per persone IN, lo shopping fa da padrone e la sua personalità non l'ho mai capita. Incontro Laura, ha una triste storia, una volta mi ha raccontato della bellezza dell'amore; su di lei tante leggende, l'unica certezza è che ha sofferto.
Alzo lo sguardo. Quattro anni son passati da quando ho deciso che Cagliari sarebbe stata anche un po' mia. Casteddu regala poesia dietro insospettabili figure. È una città ma è anche una filosofia, quella dell'essere lenti ma solo quando serve. È una ragazzina delle scuole medie che ancora non ha capito cosa fare, vorrebbe essere un porto di mare per turisti di ogni tipo ma ha difficoltà ad accogliere studenti tutti uguali. Quasi la vorrei abbracciare, questa città timida che ha paura di crescere e cambiare.
Professo amore per questa città che sa di vento e mare.