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@starstruckstudentdemon
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Mi manchi.
Ci sono giorni in cui mi manchi come l’aria.
Ci sono dei periodi interi della mia vita segnati dalla tua assenza, dalla mancanza.
Non so dire a che punto io ti abbia amato, a che punto io ti ami ancora. Certo, sono andata avanti. Sono passati anni, dopotutto, e ne è passata di acqua sotto i ponti. Sicuramente sotto i miei.
Però... però ci sono momenti in cui ti maledico. In cui mi dico che, porco cazzo, saresti potuto rimanere qui.
Con me.
O senza di me.
Mi dico che non mi importerebbe non averti se sapessi che tu fossi qui. Se sapessi che tu fossi qui accanto a me, distante ma vicino. Solo vederti, a volte, sarebbe già abbastanza.
E invece no, maledizione.
Tu e la tua testardaggine, la tua convinzione, le tue motivazioni che ti spingono ad uscire da ogni sentiero già tracciato per trovare il tuo, l’unico che possa corrisponderti davvero.
Dici a volte di essere scemo: non lo sei. Sei sicuramente una delle poche persone nella mia vita che avessero intelligenza e scemenza, spirito pratico e artistico. Non per niente mi sono innamorata. E tu lo sai che io mi innamoro come porto rancore: come una vera donna del sud, silenziosamente e per sempre.
Perdonami, amore mio. A volte devo scriverti perché altrimenti non riuscirei ad andare avanti. A vole, solo pensarti è abbastanza.
Quella volta che. . .
Quella volta che abbiamo portato S. al centro sociale
Era un sabato sera come tanti altri. Ero uscita in centro con N e S, volevamo prenderci una birra, giocare a biliardino e ridere tra amici sparando stronzate come facevamo la maggior parte del tempo.
Poi a N, in pieno stile terrone come ben siamo, gli prende lo sghiribizzo di vedere se ci fossero eventi in programma per quella sera. E allora vai giù di facebook e google, seduti davanti a due pinte di bionda, mentre S continuava a dire che a lui non andava, che preferiva tornarsene a casa.
Troviamo una serata allo squat più attivo della città.
Io all’improvviso mi illumino: mi ci aveva portata R ed io avevo adorato tutto, la posizione, il palazzo, il terrazzo enorme, l’aria di libertà che si respirava tra le zaffate di fumo, alcool ed erba.
Decidiamo di finire le birre ed andarci, io che guidavo gli altri nelle stradine appena fuori il centro.
Arriviamo, e troviamo F e D appena dentro, che fanno la coda per i bagni. Loro sono conoscenti, ci ho fatto qualche serata, con F anche qualche scopata, ma siamo sempre rimasti in buoni termini, amici visto che sul piano dell’intesa sessuale qualcosa mancava. Felicissima, la loro presenza contribuisce ad aumentare la mia aspettativa per la serata.
Ignoro i borbottii di S al mio fianco, e ci inoltriamo nella folla.
C’è tanta, troppa gente per una serata Punk, ma è il bello del centro sociale: l’incognita.
Saliamo i due piani di scale che portano allo squat vero e proprio, e ci dirigiamo verso la terrazza: la serata è magnifica, calda e frizzante, è febbraio ma sembra aprile.
Mi continuo a guardare intorno per vedere di trovare delle facce conosciute e, proprio sulla porta della terrazza, lo vedo: R è qui.
La mia serata migliora in modo esponenziale dopo che le sue labbra si sono posate sulle mie guance in un saluto sorpreso ma caloroso.
Poi scompare, e noi ci inoltriamo nella folla. Prendiamo una birra, ci uniamo agli altri ragazzi. Non lo vedo per un po’, lo sto cercando con lo sguardo e in un attimo, lo vedo in aria, sollevato a fare stage diving. Il gruppo che suona è il vero motivo per cui siamo andati lì, sono una bomba, ma le mie orecchie non registrano la musica, troppo impegnate a capire cosa mi stia dicendo R al di sopra dei bassi.
Mi è arrivato vicino, trascinandomi a prendere una seconda birra. Ci provochiamo, ridiamo. Ogni tanto lancio un’occhiata a S che, palesemente, non è a suo agio.
Mi dispiace, perchè in qualche modo contorto che non riesco a capire - figurati a spiegare - ci tengo a lui, e mi piacerebbe che si divertisse, o che almeno ci provasse, ma è troppo lontano dalla sua idea di serata tranquilla per poterci provare. È anche troppo di destra per immaginarlo, figurarsi provare.
Quando R sparisce di nuovo, ne approfitto per intrufolarmi tra N e S, e ascoltare la loro conversazione. Io so bene come sto: mi sento gli occhi brillanti di felicità, la mascella che mi fa male a forza di sorridere. S sembra che abbia appena perso il gatto. N si sta divertendo come quei sinistroidi che si riempiono la bocca ma che poi i centri sociali li hanno visti una volta da fumati. Lo adoro, davvero. Cerca di dissimularlo, ma non ci riesce tanto bene.
Mentre N è a prendere l’ennesima birra, io mi avvicino a S e gli lascio un bacio a stampo, piccolissimo, sulle labbra. Lui risponde, e poi mi stacco. C’è R in giro, e per i rapporti fragilissimi che stiamo cercando di costruire, e nel caso di R ricostruire, è meglio che io resista un po’ ai miei istinti.
Verso le 11, N e S decidono di andarsene. Io, alla quarta o quinta birra, registro distrattamente la loro partenza, ma realizzo che adesso posso veramente rilassarmi e divertirmi. F ha rimorchiato una bionda grazie al suo accento da buzzurro romano, e D sta parlando da mezz’ora con me in napoletano, e io sono grata per la distrazione. Completamente ubriaca, mi metto a parlare di S con lui, e da quel poco che mi ricordo, la descrizione non è stata delle più lusinghiere.
Parliamo di sesso, ovviamente. Sono le 11 di un sabato sera, ad una serata dove siamo tutti ubriachi, di cosa dovremmo parlare se non di sesso?
E io, completamente andata, gli racconto di quando io e S abbiamo scopato, e dei problemi che c’erano stati per me. Mi sento, in modo molto lontano, mentre gli dico “Non mi tocca le tette e non sa leccarla”.
Della serie, come toccarla piano. Per tutta risposta, D mi bacia, e procede col mostrarmi che, invece, a lui le mie tette piacciono molto.
Mi stacco con non poche difficoltà, non perché non mi sia piaciuto ma perché c’è R in giro da qualche parte. Che poi, per il tipo di persone che siamo diventate, non ce ne potrebbe fregare di meno di farci vedere con altra gente, ma nel mio cervello di ubriaca, tutto si è mescolato.
Lo volete sapere qual è il problema di fondo?
Tutti gli uomini che io abbia mai avuto non reggono il confronto di R.
È triste, ma vero.
Per quanto tra noi non ci possa mai essere altro che sesso e qualche serata/mattinata buttata qua e là - per questioni troppo lunghe da spiegare adesso - quello che ho provato per lui sarà sempre più forte di tutto. E non guasta il fatto che sia capace di farmi vedere le stelle e di mandarmi il cervello in pappa semplicemente sfiorandomi.
F e la bionda vanno via, R torna e mi vede ubriaca. Con entrambi chissà quanto alcool in corpo, ci buttiamo su un divano, ci giriamo una sigaretta. Si prende cura di me.
D rimane un altro po’ in giro, ma ad un certo punto va via anche lui.
Quindi io torno a casa con R, io vado da lui. Finiamo dal kebabbaro sotto casa sua, alle 2, a mangiare come porci per riprenderci dalla sbronza colossale e poi a letto, abbracciati stretti, a rivivere la serata e, quando la sua mano scende un po’ troppo verso sud, a scopare come non mai.
Ho imparato a non farmi scappare queste occasioni, perchè sono poche e rare, e se me le perdessi non mi perdonerei mai. È come un tacito accordo tra di noi, quando ci ritroviamo in gruppo. Che sia da me o da lui, la serata la finiamo insieme.
C’è una versione di me prima e dopo R.
Prima, non avrei mai potuto immaginare un rapporto del genere, men che meno averlo.
Dopo, da quando è entrato nella mia vita, sono cambiata. Penso che ognuno di noi abbia un’anima gemella, se non altro affine, con la quale non dobbiamo stare per forza insieme, ma che ci illumini la strada. Può essere un fratello, un amico, un fidanzato. Una sorella, una amica, una fidanzata. Per me, è stato lui.
I love this gif. They're so cute
Requested by @blav527 ♡
Not starstruck, STARK-struck.
E sono stato senza te Ma tu c'eri sempre Seppellita nel mio domani come fossi un seme Sei cresciuta lentamente Era Agosto e ti ho sentita Avevo sabbia nelle mani Il tuo nome fra le dita Per sentirmi ancora vivo
Voodoo Love
ITALY AT EUROVISION (2019) - A guide by xliveterna
In the name of pasta, pizza and mandolino
Fabrizio Moro - La leva calcistica della classe ‘68 (Sanremo 2017, cover day)
«Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore Non è mica da questi particolari Che si giudica un giocatore Un giocatore lo vedi dal coraggio Dall'altruismo e dalla fantasia.»
On this metamoro day in which the singers play football (– PARTITA DEL CUORE– for charity and to receive funds for research against diseases) I wanted to remind you of this cover by Fabrizio Moro. Talk about football (soccer). But not football as star, popularity and success. But of constancy, effort, fantasy, affection for that sport. Genuine. And I love how Fabrizio was able to seize this essence of the song.
Fabrizio Moro answered: “@/ ermalmetamusic Beautiful my pal ❤”
so as aforementioned the Magicians books are extremely straight but I did find this gem of a juxtaposition
✨✨✨💙💙💙
“I need to believe” title of future Fabrizio new song
The only acceptable reason for this is if this character is actually a demon who seduces men and then eats them. [source]
who wrote this, expose him
my breasts are nicely separated. Completely divided, every year they move apart by half an inch.
My breasts are nicely separated though they still fight for custody of the children.
I,,a woman,,,am WiDeR LOweR dOwN
That was difficult to read.
My name is Ebony D'arkness Dementia Raven Way, and my breasts are nicely separated
OH MY GOD WHAT IS THAT AND HOW ON EARTH DID IT GET PUBLISHED
You can always tell when it’s a man writing a description because they focus oddly on the breasts. There will always be something about breasts and I can’t tell you how many times I’ve read historical or fantasy fiction and they talk about “her breasts hanging freely under her tunic” or what the fuck ever and it’s like…women don’t do that? We don’t describe ourselves by saying “I have blonde hair and blue eyes and my breasts hang freely under my tunic”. I kind of feel like we should counter by awkwardly mentioning all male character’s balls in their description. It’s kind of in the same vein.
“I have auburn hair and hazel eyes and my copious nicely separated balls hangs freely under my breeches”
G E T W I D E R L O W E R D O W N
“To get back to my body”
This is the first time I saw this post with art and I am in tears.
Reblogging again because IT HAS BEEN ILLUSTRATED NOW 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
Im actually laughing so hard omg
end harpy shaming 2k18
Reblog if you're a fanfic writer and you wanna know what your followers' favorite story of yours is ❤
Fellas
Are you a rolled up sleeves gay or cuffed pants gay?
and let’s take a moment to appreciate the fact that michelangelo had probably never seen a girl naked and when he want to sculpt or paint them his mentality seems to be “wow, everyone likes women….they must be like…..buff dudes. i love buff dudes. women are buff dudes but with little chest lumps and no wiener”
“nailed it.”
And my personal favorite, Adam and Eve
he literally painted adam and steve
I am in the absolute SHITTIEST mood right now, but this actually made me laugh out loud.
The NYC Met museum had an exhibition where a projection of the Sistine chapel was paired with a bunch of Michelangelo’s sketches.
My friends… EVERYONE KNEW HE WAS GAY. He wasn’t even trying to hide it.
He drew portraits of and for his crushes and boyfriends. He had KNOWN lovers and he definitely had a thing for young brawny men.
Historians: “oh, I’m such a genius, this man is referenced as his favourite. His love must have been a lecherous secret. Dirty, perverted, secretive.”
Michelangelo:
I am laughing so much rn bless this
Michelangelo the original “horny on main” artist.
You: powerful men in history cant be gay
Suleyman The Magnificent, greatest sultan of the ottoman empire and also a known bisexual: ,actually
Alexander The Great, emperor of the Macedonian empire, also a known bisexual: i beg to differ
Basically every roman emperor: maybe fact check that
(to Ermal) “Last year you were here with Fabrizio Moro and you won, and now Fabrizio Moro will do a duet with Ultimo. (to Simone) This year, he’ll be a sort of an opponent of yours, even for you who did the duet with them last year.”
Simone: “(joking) Look, we saw each other backstage earlier and we had a fist fight. We’re all from Rome (note: stereotype of the passionate, impulsive person), so we started slapping each other in front of everyone in order to compromise the performance. Tripping each other, slapping each other. (seriously now, talking about Ermal and Fabrizio) When I saw the two of them meet and hug it was very beautiful, because it reminded me of their victory last year.”
(source)