No war

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@t-osta
No war
Aeroporto riaperto oggi.
E a me tocca spazzare 🙄
05/07/2026
Aeroporto chiuso e spettacolo assicurato.
Encephalitozoon cuniculi
L'Encephalitozoon cuniculi è una malattia causata da un microsporidio intracellulare che infetta soprattutto i conigli, ma può colpire anche altri mammiferi, inclusi roditori, carnivori e, più raramente, esseri umani con sistema immunitario compromesso. È una delle infezioni più comuni nei conigli domestici e può rimanere asintomatica oppure causare disturbi neurologici, oculari e renali.
Trasmissione e ciclo dell'infezione
Il parassita si diffonde principalmente attraverso spore eliminate con l'urina degli animali infetti. L'infezione avviene generalmente per ingestione o inalazione delle spore; è possibile anche la trasmissione dalla madre ai piccoli durante la gravidanza. Dopo l'ingresso nell'organismo, il microrganismo invade le cellule e tende a localizzarsi soprattutto in cervello, reni e occhi, dove può provocare infiammazione e danni ai tessuti.
Segni clinici
Molti conigli infetti non mostrano alcun sintomo. Quando la malattia si manifesta, i segni più frequenti includono inclinazione della testa, perdita dell'equilibrio, movimenti involontari degli occhi (nistagmo), difficoltà a camminare, convulsioni, perdita della vista dovuta a infiammazione dell'occhio e segni di insufficienza renale come aumento della sete e della produzione di urina. Questi sintomi non sono esclusivi dell'infezione e possono essere causati anche da altre patologie.
Diagnosi e trattamento
La diagnosi richiede una valutazione veterinaria e si basa sull'insieme di esame clinico, test sierologici, eventuali analisi molecolari e diagnostica per immagini, poiché un test positivo indica esposizione ma non sempre una malattia attiva. Il trattamento può comprendere farmaci antiparassitari, cure di supporto, controllo dell'infiammazione e fisioterapia nei soggetti con problemi neurologici. La prognosi è variabile: alcuni conigli recuperano bene, mentre altri possono mantenere deficit neurologici permanenti.
Insomma, se noti qualcosa di diverso dal solito non associarla subito al troppo caldo ma portalo immediatamente dal veterinario, che se sei fortunato come me, ti capita di sabato sera costretta, quindi, a portarlo in una clinica veterinaria che vorrà una barca di soldi per fare quello che potresti benissimo fare a casa, ma in quel momento sei preoccupata e acconsenti al ricovero. Restando giornate intere senza avere notizie e se per caso telefoni vieni anche rimproverata, perché chiameranno loro, nel frattempo tu muori di ansia.
Adesso è a casa, ha ripreso poco poco a mangiare e inclina meno la testa, speriamo si riprenda presto.
Che gran spavento hai fatto prendere Noèl.
Tramonti italiani di un’estate appena iniziata.
Verso casa.
24/06/2026
53676 Cinquantatremilaseicentosettantasei delinquenti, con tutto il rispetto per i veri delinquenti.
Il fatto che sia privato fa pensare che sia uno di quei gruppi di supporto in cui tra uomini ci si racconta quanto si sia bravi a usare il cazzo.
Stanno già cercando di blindarli o anche qua scatta la scusa del libero pensiero, della rievocazione storica, della goliardia...
eh ma signora mia la sinistra istiga all'odio ed è violenta... mentre noi siamo solo goliardici...
QED
Noèl, senti caldo ?
Passione Astronomia
"Eh, ma è estate, è normale che faccia caldo!", "Ogni anno la solita storia...", siamo invasi da affermazioni come queste. Non solo sono false, ma ignorano completamente la fisica dell'atmosfera. No, le estati di oggi non hanno nulla a che fare con quelle della nostra infanzia. E no, non è "stato sempre così".
Un tempo, l'estate italiana era dominata dall'Anticiclone delle Azzorre: un sistema di alta pressione di origine oceanica che portava sì il sole, ma mantenendo le temperature gradevoli e lasciando respirare la notte. Oggi quel sistema è quasi sparito dal Mediterraneo, sostituito stabilmente dall'Anticiclone Africano. Quella che stiamo subendo in queste ore non è una normale ondata di calore, ma una vera e propri cupola di calore (heat dome) che pompa aria sub-tropicale desertica e la "inchioda" sopra le nostre teste, comprimendola e surriscaldandola giorno dopo giorno come in un forno a microonde.
I dati della climatologia e i modelli di attribuzione (come quelli del programma europeo Copernicus) sono spietati: la firma dietro l'estremizzazione, la violenza e l'anticipo a giugno di queste ondate di calore è inconfondibilmente dell'uomo. Le nostre emissioni da combustibili fossili hanno alterato la dinamica delle correnti a getto (Jet Stream), rendendo questi blocchi atmosferici bollenti molto più frequenti, duraturi e feroci rispetto all'era pre-industriale.
Chi continua a ripetere che "è sempre stato così" sta semplicemente rifiutando di guardare i dati termici degli ultimi 40 anni.
Fonti: Copernicus Climate Change Service (C3S) / ECMWF; ISAC-CNR (Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche)
Cpernicus è una fonte ridicola perchè è pagata per dimostrare che esistono cambiamenti climatici di origine antropica. Ciarlatani prezzolati
Certo, come la totalità della comunità scoentifica
un consiglio a tutti i @lutonpart2
La lobby dei termometri
Per tutti quelli che sostituiranno gli immigrati a raccogliere pomodori Wannacci regalerà una bambola gonfiabile.
Se il mondo cancella gli orrori di Gaza
Lontano dagli occhi del mondo si muore tra bombe, fame, sete e repressione
Ci siamo dimenticati di Gaza e ci stiamo dimenticando del Libano, negli stessi momenti in cui l’esercito israeliano lo sta attaccando sempre più duramente. Non servono più anni o mesi a dimenticare, a mettere in secondo piano, a fare scomparire nell’indifferenza le tragedie più grandi. Le ricordiamo un attimo solo, e quando il televisore si spegne sulle immagini di morte e distruzione, queste smettono di essere reali.
E invece non c’è stato arresto alle distruzioni, il sangue continua ad essere sparso. In Libano, nonostante un’altalena di tregue e riprese, dall’inizio delle ostilità, ad oggi sono morti oltre tremila libanesi, molti dei quali civili, molti dei quali bambini. È di due giorni fa l’uccisione di un’intera famiglia, con due bambini piccoli. È morta colpita dal fuoco israeliano anche l’ambientalista di quasi ottant’anni Mona Khalil, che si è per anni occupata delle tartarughe marine. Un’altra terrorista? Come già a Gaza, l’esercito annuncia, anche se non sempre, di essere sul punto di bombardare e ordina l’evacuazione in tempi ristrettissimi. Questo è ciò che anche da noi alcuni definiscono come la prova che non esiste volontà genocidaria da parte del governo israeliano. Nell’ultima ripresa di bombardamenti, seguita due giorni fa all’uccisione da parte di Hezbollah di quattro soldati israeliani, il ministro della Difesa Katz ha dichiarato che ogni lacrima di una madre israeliana sarà pagata con le lacrime di mille madri libanesi. Tanto poco valgono le loro lacrime rispetto a quelle delle madri ebree? Tutto il Libano brucerà, ha aggiunto. Intanto nelle tendopoli di Gaza, con intorno l’80% delle case distrutte, si continua a morire. Il cessate il fuoco dell’ottobre 2025 non ha fermato, solo diminuito, i bombardamenti, come non ha consentito che a una parte dei rifornimenti di entrare nella Striscia ad alleviare la fame dei suoi abitanti. Quasi mille palestinesi sono morti sotto le bombe israeliane dall’ottobre ad oggi e oltre 3.000 sono stati feriti, secondo la rivista israelo-palestinese di opposizione +972 Magazine, che cita fonti ufficiali palestinesi. Nelle ultime settimane, al resto si è aggiunta la carenza drammatica di acqua. Il che significa epidemie, in un contesto privo di strutture sanitarie. La bella intervista sulle pagine recenti di questo giornale di Francesca Mannocchi ad un poeta e scrittore di Khan Younis, Muhammad al-Zaqzouq, ci svela dall’interno non solo la situazione concreta di Gaza, fra continui sfollamenti da una tendopoli all’altra, ma anche la disperazione dei suoi abitanti, la loro percezione del disastro che li ha sommersi. Emerge nell’intervista la consapevolezza, vera o meno che sia, che Gaza non potrà mai più risorgere. Che cosa succederà quando questa consapevolezza diventerà concreta disperazione di tutti?
Nel Libano, a cui i ministri di Netanyahu vorrebbero riservare la sorte di Gaza, la situazione è ancora lontana dall’essere quella della Striscia. Ma quanto a lungo, se non si metterà fine a questo massacro? I bombardamenti in Libano, accompagnati dall’allargamento delle zone occupate e dallo sfollamento forzato degli abitanti, (da 800.000 a un milione, secondo stime Onu) sono divenuti il mezzo con cui Netanyahu cerca di fermare le trattative diplomatiche tra Usa e Iran: l’Iran denuncia la violazione degli accordi e chiude Hormuz, Trump impone nuove tregue, subito violate. Ma il costo in termini di vite umane è altissimo. E nessuno nel mondo sembra curarsene.
Ma c’è un altro fronte anch’esso ignorato, quello della Cisgiordania occupata. E non solo per le continue aggressioni di coloni ed esercito. C’è anche il problema dei 150.000 lavoratori che dai territori si recavano ogni giorno a lavorare in Israele prima del 7 ottobre. Molti lavoratori rimasti disoccupati tentano di scavalcare illegalmente il muro. Prima del 7 ottobre – c’erano infatti restrizioni e divieti anche prima – venivano per lo più arrestati. Ora l’esercito spara e il numero di quanti muoiono per andare illegalmente a guadagnarsi il pane cresce ogni giorno. Il ministro Ben Gvir ha dichiarato che si tratta di un ottimo risultato.
Quando finirà questa immane rappresaglia che colpisce tutto un popolo per vendicare l’attentato, orrendo che sia, del 7 ottobre? O, meglio, per usarlo senza vergogna per raggiungere il progetto politico della “grande Israele”?
Anna Foa , " La Stampa " , 22/06/2026
Sant’Anna di Stazzema.
Poi si chiedono perché il fascismo non può essere un’opinione.
La giornata più calda mai misurata in Francia
Martedì vicino a Bordeaux sono stati superati i 44 °C, e oltre cinquanta dipartimenti sono stati messi in allerta rossa
Ma il cambiamento climatico non esiste.
È un'invenzione della lobby delle vacanza in montagna.
Don't look up
Il mio limone continua a vivere secondo la filosofia del minimo indispensabile: foglie sì, frutti no. Quello di mia madre, invece, ha deciso di sfidare l'agricoltura moderna e produce limoni a ritmo industriale. Tra torte, sorbetti e limonate, sto cercando di arginare l'invasione prima che i limoni inizino a pagare l'IMU.
Non ho più l'età di chi deve dimostrare qualcosa. Il tempo ha lasciato qualche segno, un po' di stanchezza negli occhi e molta meno voglia di inseguire ciò che non conta.
I miei occhi non sono azzurri, non hanno mai avuto il privilegio di certe bellezze immediate, ma hanno imparato a parlare. Hanno visto abbastanza da non aver bisogno di alzare la voce.
Osservo spesso come la tristezza attiri più attenzione della serenità e come l'apparire venga premiato più dell'essere. Ma non è una gara che mi interessa vincere.
Non cerco consensi, non colleziono approvazioni. Mi mostro così come sono, senza filtri che nascondano il tempo e senza artifici che raccontino una vita diversa dalla mia.
Ci metto la faccia semplicemente perché è la mia. E, dopo tanti anni, la verità mi sembra ancora la forma più elegante di bellezza.
Provate a rubare la foto e vi denuncio.
Gente che vuole accaparrarsi i meriti di altri. Tze.
Etna
©foto mia
18.06.2026