Vorrei restare in questi luoghi e scordarmi del mondo ....
Chi vorrebbe venire con me? 😊
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Vorrei restare in questi luoghi e scordarmi del mondo ....
Chi vorrebbe venire con me? 😊
Non ho neanche più la forza di soffrire.
#Punto di non ritorno.
Un-equilibrista-delcielo
È vero, al limite potrei fare a meno della letteratura, dell’arte, del vino e della musica.
Al limite potrei fare a meno anche degli amici, del mare, delle albe e dei tramonti.
Sì, sì, non c’è dubbio, potrei farne a meno, perché in fondo in fondo potrei fare a meno anche del tuo amore o della vita mia.
Al limite…
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Da In et sub limine (vitae) - Reductio ad limitem
[Di balzi in avanti e passi indietro.]
Trasloco
Ci siamo scambiati i ruoli di continuo. Abbiamo attraversato il bianco e il nero, dilaniati tra razionalità e abbandono totale, in una storia tutt'altro che lineare. Ci siamo lasciati trasportare mossi dalla tentazione e dal desiderio irrefrenabile e ci siamo fusi senza alcun filtro sulla scia di emozioni che emergevano vivamente,al di fuori di ogni controllo e di pulsioni impossibili da tenere a freno.
Ci siamo attraversati, cercando dovunque appigli per rimanere e poi ne siamo usciti fuori in un attimo, ritrovandoci smisuratamente distanti, ai due estremi di quella compartecipazione emotiva iniziale. Isolati in un luogo irriconoscibile e disordinato, in uno spazio nero, denso e claustrofobico, senza più una casa in cui ritrovarci.
Abbiamo trasformato frammenti di discorsi amorosi in dialoghi aperti e veritieri in una contiguità interminabile e poi ci siamo persi dietro a frasi balbettate, parole sospese a mezz'aria negli spazi ampi e ventosi dell’incomprensione, limitandoci a coglierle per quello che erano senza volerne interpretare il senso, senza voler leggere dietro le righe. Ci siamo guardati con occhi di sfida in energiche prese di posizione: abbiamo evitato confronti diretti, pensando fosse meglio non mettere in discussione le nostre interpretazioni, il nostro modo di vedere le cose o il nostro modo d’essere. Ci siamo chiusi nelle ombre scure dei nostri silenzi, divisi tra due coscienze opposte e poi le abbiamo scrutate tutte, confrontandole con la realtà e capovolgendola ancora una volta.
Ci siamo guardati con rispetto e giurati fedeltà e poi abbiamo tradito tutte le nostre promesse con metodicità e continui inganni, senza preoccuparci più di tanto delle conseguenze, senza scomodarci troppo.
Abbiamo trepidato insieme come due bimbi, sbirciando, a volte, dietro le quinte del nostro amore e poi siamo rimasti fermi e muti, con lo sguardo obliquo e l’espressione gelida di fronte ai titoli di coda, osservandone l’evanescenza.
Ci siamo ritrovati più volte sul punto di esplodere con l’espressione di chi non aveva assolutamente idea di quello che avrebbe fatto dopo ma poi ci siamo venuti incontro, abbiamo cambiato prospettiva, facendo entrambi un passo indietro. Abbiamo indossato le vesti di un pazzo da manicomio dando in escandescenze, esagerando, portando tutto al limite della sopportazione e anche oltre e poi ci siamo rivestiti di dolcezza e comprensione estrema durante le sospirate riappacificazioni.
Abbiamo vissuto giorni contraddistinti da grande leggerezza e disinvoltura, in modo tutto nostro, pensando a come costruire un mondo migliore, esattamente su misura per noi, in un progetto tanto complesso quanto ambizioso. Giorni di grande familiarità e consuetudini, sovranamente distaccati da qualsiasi interferenza esterna, seguiti da giorni rovinati da un’estrema pesantezza, in cui non ce ne fregava proprio niente di provare ad aggiustare le cose. Giorni in cui ci impartivamo le istruzioni a vicenda su quello che sarebbe stato opportuno dire o fare, affliggendoci per la mancata esecuzione e giorni in cui tutto sembrava fin troppo semplice da essere reale. Giorni di estrema stanchezza, presagio di un’intima estenuazione e giorni in cui abbiamo dato noi una direzione naturale al nostro destino.
Abbiamo abitato lo stesso cielo e, ora che non si vedono nient’altro che nuvole ad oscurarlo, ne rimpiangiamo uno.
Mi piacerebbe essere bella.. sarebbe bello essere apprezzata da qualcuno, non da tutti, ma almeno da qualcuno... e invece no, mi ritrovo qui in questa quarantena continuando mi a promettere di mangiare mano, ammazzandomi di esercizi, ma non basta, ancora non basta per mandar via tutto questo grasso. Mi faccio schifo, chissà come ci si sente ad essere belli...
La lacrima che fa traboccare il pianto
Ho raggiunto il limite della sopportazione. Odio tutti. Inizio a non credere più nell’amicizia. Continuo a domandarmi che senso ha, e forse la mia unica vera amica sarà la solitudine. Instagram: @sarcasmatt_
Sono stanca, ma non ho quella stanchezza che se ti riposi per qualche giorno torni a stare bene. Io ho quella stanchezza che ti schiaccia piano piano, ti fa sprofondare, ti porta al limite senza che tu te ne accorga.
"Sai quando scopri di essere al limite? Quando un giorno per una stupiditá inizi a piangere."