Francesco de Mura (Italian, 1696-1782) Angelo Custode, n.d.
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Francesco de Mura (Italian, 1696-1782) Angelo Custode, n.d.
“Take care that you do not despise one of these little ones, for I tell you that their angels in heaven gaze continually on the face of my heavenly Father."
Mt. 18:10
Artwork: William Arthur Breakspear, The Guardian Angel
“E chi te fa sorridere mentre staje lacremanno è n’angelo custode, però ca nun tene l’ale.”
Geolier - Che sole oggi
le-frasi-rap
Maria Valtorta – Quaderni 1945-50 - 20 gennaio 1946: Anima mia, comprendi come nacque il Male? Dalla volontà libera, e rispettata tale da Dio, di uno che non era “tutto amore”.
Mentre lavoro d’ago, contemplo mentalmente la figura morale di Gesù Cristo. Penso che se potessi avere un quadro dipinto di Lui, secondo le mie indicazioni e perciò il più vicino possibile a quale era il suo Ss. Volto d’Uomo, vorrei fargli scrivere sotto una frase che fosse “tutto” ciò che era Gesù di Nazaret. Penso a “Venite a Me”, a “Io sono la Via – Verità – Vita”, a “Sono Io, non temete”. Ma sento che non è ancora ciò che l’anima mia vuole per indicare “il Cristo”.
S. Azaria mi parla:
«Gesù è il Compendio dell’amore dei Tre. Gesù è il Compendio di ciò che è la Ss. Trinità e Unità di Dio. È la Perfezione dei Tre compendiata in Uno solo. È l’infinita, multiforme Perfezione compendiata in Gesù. Un abisso di Perfezione davanti al quale si prostrano adorando le milizie celesti e le beate moltitudini del Paradiso. Un abisso di Amore che poté essere, e può essere, compreso e accettato solo da coloro che posseggono amore.
Onde qui si spiega come poté divenire Spirito del Male l’arcangelo che era spirito benigno e santo. Ma non santo al punto da esser tutto amore. È la misura dell’amore, che uno ha in sé, che dà la misura della sua perfezione e della sua refrattarietà ad ogni corruzione. Quando l’amore è completo, nulla più può entrare a corrompere. La molecola che non ama è breccia facile per l’infiltrarsi dei primi elementi che non sono amore. Ed essi sforzano, allargano e allagano e sommergono gli elementi buoni, fino ad ucciderli. Lucifero aveva una incompleta misura d’amore. Il compiacimento di sé occupava uno spazio in lui, uno spazio in cui non poteva essere amore. E fu la breccia per la quale entrò, rovinosa, la sua depravazione. Non poté, per essa, comprendere ed accettare il Cristo-Amore, Compendio dell’infinito, unico, trino Amore. E che al giorno attuale più sia vasta l’eresia che nega l’Umanità Divina della Seconda Persona e fa di Lui un semplice uomo buono e saggio, si spiega facilmente con questa chiave: la mancanza di amore nel cuore umano, l’incapacità di amore, la povertà del possesso d’amore.
Osserva, anima mia, che, sia nel tempo di Cristo come poi nella sua èra, due furono sempre i punti in cui più si impuntò l’intelletto protervo dell’uomo che non può credere se non è umile e se non è amoroso: che il Cristo fosse Dio e Uomo e facente azioni unicamente spirituali e per le quali fu odiato anche dai suoi più intimi e perciò tradito, e che abbia creato il Sacramento dell’Amore. Allora, ora, sempre, i “senza amore” ereticamente dissero e diranno che Dio non può essere in Gesù e che Gesù non può essere nella Ss. adorabile Eucarestia.
Perciò, anima mia, se avessi a fare scrivere una parola sotto l’effigie dell’Uomo-Dio, dovresti fare scrivere: “Io sono il Compendio dell’Amore”.»
E S. Azaria tace, adorando.
Che pace! Che pace in me, che luce, che sensazione di benessere mentale, di un pensiero che si acquieta per una risposta che lo persuade totalmente, si fanno durante e dopo la lezione angelica! Col mio tesoro chiudo il quaderno e torno al lavoro manuale mentre la mente contempla, appagata, la lezione avuta.
Rileggo più tardi, medito e mi impunto sulla frase: “Lucifero non santo al punto da essere tutto amore”. Nel concetto sublime che ho io degli angeli non riesco a capire come uno spirito quale è lo spirito che è angelo abbia potuto avere manchevolezze. È sempre stato un invincibile stupore il mio davanti al peccato degli angeli! E mai nessuno mi ha dato una spiegazione che mi persuadesse del come degli esseri spirituali, creati dal Volere perfetto di Dio, in un creato dal quale mancava l’elemento “Male” che ancora non si era formato, contemplanti l’eterna Perfezione, e quella sola, abbiano potuto peccare. Ora la frase: “…non santo da essere tutto amore” mi arresta, suscitando di nuovo il mio: “Come poté essere ciò?”.
S. Azaria mi dice:
«Gli angeli sono superiori agli uomini. Dico “uomini” per dire gli esseri così chiamati, composti di materia e di spirito. Allora siamo superiori noi, tutto spirito. Ma ricorda che quando nell’uomo vive la Grazia e circola il Sangue del Mistico Corpo il cui capo è Cristo, mentre i sette Sacramenti lo corroborano dalla nascita alla morte, per ogni stato e per ogni fase della vita, allora in voi, “templi vivi del Signore”, noi vediamo il Signore e adoriamo Egli in voi, e allora voi siete superiori a noi, “altri Cristi” siete, e avete ciò che è detto “Pane degli angeli” ma solo degli uomini è Pane. Mistica, insaziata fame d’Eucarestia che è in noi e che ci fa stringere a voi, quando di Essa vi nutrite, per sentire la fragranza divina di questo Cibo perfetto!
Ma, per tornare al punto iniziale, ti dico che negli angeli, diversi in natura e perfezione a voi, vi è, come in voi, libertà di volere. Dio nulla ha creato di schiavo. In origine nel Creato non era che Ordine. Ma l’Ordine non esclude la libertà. Anzi nell’Ordine è perfetta libertà. Nell’ordine non è neppure, ad essere costrittrice, la paura di un’invasione, di un’intrusione, di un’anarchia di altre volontà che possano produrre collisioni e rovine penetrando nell’orbita e nella traiettoria di altri esseri o cose create. Così era l’Universo tutto, prima che Lucifero abusasse della sua libertà e con volontà propria mettesse in sé disordine di passioni per creare disordine nell’Ordine perfetto. Se fosse stato tutto amore, non avrebbe avuto posto in sé per altro che non fosse amore. Invece ebbe posto per la superbia che potrebbe dirsi: il disordine dell’intelletto.
Dio avrebbe potuto impedire questo fatto? Sì. Ma perché violentare la volontà libera del bellissimo, intelligentissimo arcangelo? Non avrebbe allora Lui stesso, il Giustissimo, messo disordine nell’ordinato suo Pensiero, non più volendo ciò che prima aveva voluto, ossia la libertà dell’arcangelo? Dio non oppresse lo spirito turbato per metterlo con violenza nella impossibilità di peccare. Il suo non peccare non avrebbe avuto allora nessun merito. Anche per noi fu necessario il “saper volere il Bene” per continuare a meritare di godere la vista di Dio, Beatitudine infinita!
Dio, come aveva voluto al suo fianco nelle prime operazioni creative l’arcangelo sublime, e lo volle cognito del futuro della Creazione d’amore, così lo volle cognito dell’adorabile e dolorosa necessità che il suo peccato avrebbe imposto a Dio: l’Incarnazione e Morte di un Dio per controbilanciare la rovina del Peccato che si sarebbe creato se Lucifero non avesse vinto la superbia in se stesso. L’Amore non poteva che parlare questo linguaggio. Il primo annichilimento di Dio è in questo atto di voler piegare dolcemente il superbo, supplicandolo quasi, con la visione di ciò che la sua superbia avrebbe imposto a Dio, a non peccare, per portare altri a peccare.
Era atto di amore. Lucifero, già insatanassato, lo prese per paura, debolezza e affronto, per dichiarazione di guerra; e guerra mosse contro il Perfettissimo dicendo: “Tu sei? Io pure sono. Ciò che Tu hai fatto, per me l’hai fatto. Non c’è Dio. E se un Dio c’è, io sono. Io mi adoro. Io ti abborro. Io mi rifiuto di riconoscere chi non mi sa vincere per mio Signore. Non mi dovevi creare così perfetto se non volevi rivali. Ora io sono e ti sono contro. Vincimi, se puoi. Ma non ti temo. Io pure creerò; e per me tremerà il tuo Creato perché io lo scrollerò come brandello di nuvola presa dai venti, perché ti odio e voglio distruggere ciò che è tuo per creare sulle rovine ciò che sarà mio. Non conosco e non riconosco nessun’altra potenza all’infuori di me. E non adoro più, non adoro più, non adoro più altro che me stesso”.
Veramente allora nel Creato, in tutto il Creato, dall’imo al profondo, fu una convulsione orrenda per l’orrore delle sacrileghe parole. Una convulsione quale non sarà alla fine del Creato. E nacque da essa l’Inferno, il regno dell’Odio.
Anima mia, comprendi come nacque il Male? Dalla volontà libera, e rispettata tale da Dio, di uno che non era “tutto amore”. E credi che, su ogni colpa che d’allora è commessa, è questo giudizio: “Qui non è tutto amore”. L’amore completo interdice il peccare. E senza sforzo. Non fatica, chi ama, a raggiungere la giustizia! L’amore lo porta alto sopra tutti i fanghi e i pericoli, e lo purifica d’attimo in attimo delle imperfezioni appena apparenti che ancora ci sono nell’ultimo grado della santità consumata, in quello stato in cui lo spirito è così progredito da essere veramente re, già unito con spirituale connubbio al suo Signore, godendo di un sol grado meno ciò che è la vita dei beati in Cielo, tanto Dio si dona e si svela al suo figlio benedetto.
Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo.»
Fonte:
L'angelo custode
La cabala dice che abbiamo un angelo custode.
Secondo me, quando nacqui io, l'angelo custode me lo diedero d'ufficio.
Non uno di quelli blasonati e con una carriera brillante alle spalle, ma un tirocinante che doveva fare esperienza.
Per intenderci l'angelo custode è una figura che accompagna il fedele nel suo percorso di vita, dalla nascita fino alla morte.
Ora. Io mi sto ponendo serie domande sul mio latitante angelo custode. Secondo i segni zodiacali, invece, il mio angelo custode è un certo signor Hagiel. Mi sa tanto di nome del Nord Europa, uno di quei tipi discendenti dalle popolazioni del Nord molto severo e algido.
Ho letto che possiamo percepire la presenza del nostro angelo custode quando qualcuno ci aiuta, oppure quando si ha la sensazione di grande gioia e beneficio senza un motivo apparente.
Però. La sensazione di protezione che io ho avuto quando qualcuno mi ha aiutato, l'ho provata pochissime volte in vita mia. Anzi sono state di più le volte che ho aiutato, anche nei periodi in cui stavo affogando di mio.
Invece la sensazione di grande gioia e beneficio senza motivo la provo, generalmente, alla terza birra che abbia una gradazione importante. O quando prendo psicofarmaci.
Alla mia età comincio a dubitare sull'impegno profuso nei miei confronti dal mio angelo custode, vero è che mi salvò la vita quando ero un marmocchio, però poi si è come distratto.
Non so se è uno molto sbadato, un lazzarone, uno che percepisce una sorta di reddito e che "ma chi me lo fa fare" oppure è un perfetto rimbambito. In alcuni momenti ho come l'idea che il mio angelo custode sia alcolizzato.
Deve avere avuto dei problemi che io non conosco. Magari il suo problema sono io.
Tutti abbiamo un angelo custode. Dicono.
Mi chiedo allora dove sono quelli che dovrebbero aiutare quelli che stanno affogando. Quelli che tendono la mano sperando che qualcuno gliel'afferri e invece nessuno lo fa. Così affondano. Muoiono.
Riflettendoci mi sono fatto un'idea. Gli angeli custodi esistono, siamo noi. Ma attenzione non abbiamo solo il compito di salvare noi stessi, di proteggerci, no. Dobbiamo farlo anche con chi ne ha bisogno. Questo fa stare veramente bene.
Perché credo fermamente che a forza di aiutare il prossimo, troveremo altri angeli custodi tra di loro pronti ad aiutare.
Aiutare anche noi se ce ne fosse bisogno. Perché prima o poi tutti abbiamo bisogno di una mano a cui aggrapparci. Anche quelli che si sentono, o si credono, più in alto degli altri.
Comunque a parte queste considerazioni, domani invierò una raccomandata per chiedere la sostituzione di Mr Haigel.
Chiederò il gratuito patrocinio da un altro angelo custode, iscritto all'albo dei protettori da almeno due secoli.
Uno sicuro di se stesso e non uno che beve per dimenticarmi.
"Non sapevo che essere l'angelo custode di qualcuno significasse perdere le ali e non poter più volare."
-umi-no-onnanoko (@umi-no-onnanoko )
PROTEGGERE
Lo fanno le armature, gli scudi, i giubbotti antiproiet. file. I vaccini, gli antifurti, i fossati. Proteggono i maglioni caldi, le sciarpe e le benedizioni. Serre, muri, cespugli e occhiali da sole. La crema solare, il balsamo per i capelli, l'airbag, Le ginocchiere e i paradenti, i caschi, le maschere.
Le password e le combinazioni delle cassaforti, i luccheti dei diari dei tredicenni, le porte blindate. Il diritto d'autore e le assicurazioni. Gli angeli custodi - ognuno con la sua vittima da illuminare, custodire, reggere e governare - e i santi, che invece proteggono per categorie - i musicisti, i pompieri, i ciechi e i viaggiatori - a meno che tu non ne porti l'effige addosso, in un medaglione o su un santino nel portafoglio, e allora diventano custodi anche loro.
- Salvamento
Francesca Zupin
Auguri babbo , purtroppo quest'anno non potrai vedere il regalo che ti ho fatto, ma questa rosa è per te. Anche se non sei più qua con me fisicamente sei sempre nei miei pensieri. Non sei più qui con me però il tuo ricordo è indelebile. Ogni volta che ti penso, mi vengono le lacrime agli occhi. Non so quanto tempo mi ci vorrà per superare questa cosa mi manchi. Spero che un giorno ci rincontreremo e tu sarai fiero di me , mi stringerai in un abbraccio e non mi lascerai più.
Buon compleanno angelo mio spero che lassù avrai passato una buona giornata.
Ti penso sempre la tua bambina 💞