" Nel corso di una conferenza stampa tenutasi nel maggio del 1962, John F. Kennedy proclamò, nei toni che gli erano consueti, la fine delle ideologie; rispose così a due bisogni della nazione: il bisogno di credere che le decisioni politiche siano nelle mani di specialisti imparziali e bipartitici e il bisogno di credere che i problemi di cui si occupano gli esperti siano incomprensibili ai profani: «Per molti anni la maggior parte di noi è stata condizionata ad avere un’opinione politica: repubblicana o democratica, “liberal”, conservatrice o moderata. La realtà dei fatti è che la maggior parte dei problemi… che dobbiamo affrontare ora, sono problemi tecnici, problemi amministrativi. Sono risoluzioni estremamente complesse, che non si prestano a quel nobile genere di agguerriti movimenti che in passato hanno infiammato il paese con tanta frequenza. [Essi] concernono questioni che trascendono ormai la capacità di comprensione della stragrande maggioranza…»*
*Citato in David Eakins, Policy-Planning for the Establishment in A New History of Leviathan, a cura di Ronald Radosh e Murray Rothbard, New York, Dutton, 1972, p. 198.
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Christopher Lasch, La cultura del narcisismo. L’individuo in fuga dal sociale in un’età di disillusioni collettive; Nuova postfazione dell’autore, traduzione di Marina Bocconcelli, Fabbri (collana Saggi Tascabili), 1992. [Libro elettronico]
[Edizione originale: The Culture of Narcissism: American Life in an Age of Diminishing Expectations, W. W. Norton, New York City, 1979]














