| CONFALONIERI E' IN ANSIA PER DELL'UTRI | Oggi ci siamo svegliati presto. Il mattino ha l'oro in bocca e offre lo spettacolo di un settembre consuetudinario e piovoso. Aria d’estate che se ne va. Aria di un qualcosa che sta per ripartire o cominciare. Aria di caro libri. Aria di quelle pubblicità di dieci anni fa con le collezioni da comprare in edicola.
Aria di compleanno per Marcello Dell’Utri che finalmente vede il sole a scacchi per la buona pace di Marco Travaglio (reverenze massime al collega). Sfogliando il Corriere di ogni giorno, emerge che Fedele Confalonieri, in seguito ad una visita al carcere, ha potuto constatare lo stato di frustrazione dell’amico e << chiede giustizia >> . Bando alle ciance, approfittiamo per spararci qualche info sul soggetto e qui ve ne proponiamo un riassuntino.
Indissolubilmente legato alla figura di Berlusconi , è detenuto nel carcere di massima sicurezza di Parma, lo stesso di Totò Riina, per intenderci. Nel suo portfolio di ex senatore vanta un numero considerevole di condanne, processi, accuse, arresti, latitanze ed estradizioni (!!!). Elencare in dettaglio tutte le pendenze con la legge che ha quest’uomo significherebbe tediare perfino il giurista più incallito. Ci limitiamo a dire che è colui che nel ormai lontano 1993 ha fondato Forza Italia con Silvio Berlusconi e che già nel ‘95 veniva arrestato per una questioncina riguardante la sua attività precedente, certo, un a cosuccia da poco quella dei fondi neri di Publitalia ‘80. La sua poca dimestichezza con la legge, tuttavia, ha radici ben più profonde. Dell’Utri, è stato condannato a sette anni di reclusione perché - secondo la sentenza definitiva della Cassazione - dal 1974 al 1992 è stato garante << decisivo >> dell’accordo tra Berlusconi e Cosa Nostra. Ma questa è solo la punta dell’iceberg rappresentato da quest’uomo che la Corte Suprema definisce << di particolare pericolosità sociale >>. Scorrendo la sua biografia si trovano nomi e luoghi sfortunatamente familiari; a partire da Ciancimino passando per Previti fino a Gaetano Corallo (il mafioso catanese con cui è stato trovato a casa nel 1983, esattamente un anno dopo la nomina a Presidente e Amministratore Delegato di Publitalia ‘80) e << Mi manda dell'Utri >> frase pronunciata dal boss trapanese Vincenzo Virga nell’intento di riscuotere un credito in nero da Vincenzo Garraffa (ex senatore del Partito Repubblicano e presidente della Pallacanestro Trapani) e via così, a briglie sciolte fino ai nostri giorni tra frodi fiscali e false fatture, corruzioni e piroette legislative. Nel 1994, la Procura di Palermo inizia le indagini a suo carico per concorso esterno in associazione mafiosa. Il 1996 è l’anno dell’accusa definitiva; l’anno dopo inizia il processo. Nel 2004 arriva la condanna a nove anni di reclusione (il volpone era stato nominato senatore della Repubblica nel 2001). Tra varie vicende si celebra il processo di secondo grado ed in questo frangente spuntano i nomi dei tre diavolacci della Natural Burella mafiosa: Bontade, Riina e Provenzano. La pena si riduce comunque a sette anni. Frattanto Dell’Utri, uomo dal grande fiuto e di natura franca (mi si conceda di fare dell’ironia), aveva ammesso di aver iniziato la carriera politica al solo scopo di proteggersi dai processi che, chissà, forse un giorno avrebbero potuto dargli del filo da torcere. L’anno successivo, siamo nel 2013, si conferma la condanna a sette anni in appello. E nel 2014, dopo quattro (fantozziane) ore di camera di consiglio, si pronuncia la condanna definitiva della Cassazione e, vivaddio, vola dritto (da Beirut dove si dedicava alla latitanza) in gattabuia .
Ed eccoci qui. Caffè e il giornale con l’articolo su Fedele Confalonieri, number one del gruppo Finivest e compagno di frodi (poi affiancato dal pettinato e tirato a lustro Berlusconi jr.), che dice che ormai << è giunta l’ora della giustizia >>, che Marcello in carcere studia, fa il bibliotecario e la prossima settimana c'ha l’esame di storia medievale, che lo vede smagrito ma speranzoso per il << caso Contrada >> e che il poraccio ha bisogno d’aiuto (ci risiamo, cazzo?) perchè si sente << sequestrato >>. E dai di ironia! Dai dai dai! Dell’Utri è al diciottesimo mese di reclusione ed ha 74 anni e questo causa a Confy non poca preoccupazione anche perchè << il suo è un caso particolare >>.