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Paese sicuro dove alla polizia non viene impedito di fare il suo lavoro
eh lo so che c'è gente che pensa che se non "facevano niente" non avrebbero avuto niente da temere... è la stessa gente che si lamenta della STASI e che qua avrebbe guardato i fasci torturare.
Salvo magari scoprire di pensare di non aver fatto niente e invece...
Nel dipinto 🖼️, Bonaparte davanti alla Sfinge, di Jean-Léon Gérôme, 1868 🎨
Napoleone si trova a cavallo dinanzi alla Sfinge. La sua figura è minuscola rispetto al monumento perché Gérôme intende mostrare tanto una scena realistica quanto la grandezza dell'antichità.
Il paesaggio, reso in maniera meravigliosa con colori caldi, amplifica il senso di isolamento di Napoleone.
Un capolavoro 🖼️ 🎨
📍Egypt, Temple of Karnak, Luxor
" Nell'aprile del 2000, il quotidiano “al-Shaab”, organo del Partito laburista islamico egiziano e, dal 1987, quando il partito optò per una linea clericale, portavoce degli islamisti, pubblicò un clamoroso articolo di prima pagina dal titolo Rimarrai fedele fino alla morte?. Questa frase faceva riferimento a un’usanza praticata nella storia dai soldati delle armate musulmane prima di scendere in battaglia, quando giuravano al capo che avrebbero combattuto “fino alla vittoria o alla morte”. Il quotidiano chiedeva in pratica ai lettori di giurare lealtà perché era appena uscito un romanzo che, secondo il giornale, conteneva un affronto all'Islam. Il libro in questione, scritto dal siriano Haidar Haidar, s’intitolava Una festa per le alghe, ed era uscito originariamente a Damasco nel 1982 senza suscitare grande scalpore. Ma quando fu ripubblicato diciotto anni dopo dal ministero della Cultura egiziano, “al-Shaab” protestò con forza contro certe frasi messe in bocca a un protagonista del romanzo, un membro del Partito comunista iracheno che scappa in Algeria dove ha una relazione con una donna del posto. Essendo l’iracheno ateo, mi sembra più che naturale che esprima opinioni antireligiose. Eppure questa “blasfemia” scatenò una possente ondata di proteste e la popolazione si scagliò sia contro il romanzo sia contro il ministero, perché pubblicava libri che offendevano l’Islam.
Una festa per le alghe diventò la massima preoccupazione nazionale: i parlamentari dei Fratelli musulmani esternarono la loro rabbia, e gli islamisti dell'Università Al-Azhar organizzarono imponenti manifestazioni in altri atenei egiziani. I predicatori nelle moschee di tutto il paese richiesero a gran voce che le masse egiziane facessero prevalere la propria religione sul protagonista ateo del romanzo, e altre voci ancor più stentoree pretesero che fosse sequestrato il libro e venissero processati i responsabili della sua pubblicazione. Il Gruppo di ricerche islamiche dell'Università Al-Azhar arrivò addirittura a rilasciare una dichiarazione secondo la quale “questo romanzo incita a infrangere la sharia e rappresenta un distacco grottesco dalla pubblica morale perché incoraggia al sesso fuori dal matrimonio ed è di per sé un’offesa a Dio e al suo Profeta”. Dopodiché il comunicato passava a condannare il ministero della Cultura per aver pubblicato il libro, che fu subito ritirato dal mercato. Il responsabile della sua pubblicazione fu licenziato e addirittura mandato a processo. La cosa strana di tutto questo pasticcio è che nessuna delle persone così scandalizzate dal romanzo capiva, o forse preferiva rifiutarsi di capire, che il romanziere non è responsabile delle opinioni dei suoi protagonisti. Uno dei primissimi insegnamenti della teoria letteraria è che ogni personaggio agisce in base a una propria logica, e un ateo esprimerà pertanto sentimenti antireligiosi proprio come un credente parlerà in maniera positiva della fede. In ogni caso, non compete ai lettori ritenere responsabile il romanziere delle opinioni dei suoi personaggi fittizi. Ma forse l’aspetto più assurdo è che quasi tutti coloro che infierirono contro il romanzo non l’avevano nemmeno letto. I conduttori dei talk show ebbero un’infinità di curiosi battibecchi con il pubblico. I telespettatori inferociti chiamavano per ripetere a pappagallo le parole del dittatore ed esigere che il libro fosse immediatamente sequestrato, ma quando il conduttore chiedeva a chi telefonava se avesse letto il libro, quest’ultimo di solito rispondeva che non avrebbe mai letto nulla che offendesse la sua religione. Un caso del genere evidenzia, per tornare al gergo medico, la grave esacerbazione di una malattia cronica. "
ʿAlāʾ al-Aswānī, La dittatura. Racconto di una sindrome, traduzione di Giancarlo Carlotti, Feltrinelli (Collana Serie bianca), ottobre 2020. [ Libro elettronico ]
[ Edizione originale: The Dictatorship Syndrome, Haus Publishing, London, U.K. (December 29, 2019) ]
Piramide di Cheope
Cairo, Egitto 🇪🇬
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Elena Percivaldi Una porta d’accesso a un mondo perduto, dove la vita e la morte non erano che tappe di un unico, infinito cammino verso l’eternità. A spiegarlo con dovizia di particolari è la mostra “Egitto. Viaggio verso l’immortalità”, che ha appena aperto i battenti nel Palazzo Sarcinelli di Conegliano, splendida cittadina della Marca trevigiana (e dove resterà visibile fino al 6 aprile…