Questo lungo weekend è stato super stancante, ma è stato un altro di quelli in cui penso:"Madonna CHE BELLO VIVERE!".
Sono cose che non penso mai, la maggior parte delle volte preferirei morire, quindi avere questa sensazione di vita addosso è per me raro e allo stesso tempo commovente, tanto bella è.
Poco prima di iniziare a scrivere il post, mi è venuta improvvisamente in mente una serie di pensieri che si sono susseguiti in un micro secondo uno dopo l'altro ed è stata come una rivelazione, anche se banale: ho sempre detto a chiunque che l'anno che ho vissuto a Tokyo fosse stato il più bello della mia vita. Riflettendoci, lo è stato soprattutto perché ho fatto queste stesse cose che sto facendo adesso... quindi, è grazie a Tokyo se mi posso sentire così piena di vita? Magari a Milano potrei fare bene o male le stesse cose, però avendo solo vissuto in cittadine e paeselli, non saprei dire se l'origine di tutto sia il vivere in una metropoli o proprio vivere ed essere qui, in questo paese, con questo ambiente e questo contorno. Più probabilmente la prima, però.
Comunque sia, ieri sera avevo in programma di incontrare una mia amica italiana che sta ospitando un'altra italiana che ha studiato giapponese a Napoli con lei (io ero in un'altra classe), che ora vive in Francia e da questi giorni girerà il Giappone per 2 mesi. In più, questa ragazza all'aeroporto ha conosciuto una ragazzina che tra qualche giorno andrà a Kyoto per cominciare un homestay di 6 mesi. Dal passare la sera insieme, la proposta è diventata quella di andare a fare nottata in un locale. Per cui siamo partite da un piccolo club sperduto ad Harajuku per poi passare per Shibuya, dove abbiamo letteralmente trovato uno che si è messo a fare un DJ set IN MEZZO ALLA STRADA, ALLE 3 DELLA NOTTE. Così. Quando i giapponesi sanno mandare a fanculo le regole, lo sanno fare meglio di chiunque altro. Per cui ci siamo messe a ballare un po' lì in mezzo alla strada esattamente come se fossimo state in un club e poi ci siamo spostate in un club vero e gigante con vari piani e stili di musica diversi. Come programmato, abbiamo preso il primo treno delle 5 del mattino (se non lo sapete, in Giappone non esistono né bus né treni notturni ma solo Uber e taxi) e siamo tornate a casa.
Peccato che io avevo in programma di andare a pranzo con una nuova giapponese che non avevo mai incontrato prima (e il pranzo in Giappone è come quello del Nord Europa, tipo le 12 massimo 13). Quindi ho letteralmente dormito 4 ore in culo e sono andata. Avrei potuto cancellare, ma mi sentivo un po' in colpa e quindi non l'ho fatto. E ho fatto bene.
Non posso dire che stia andando tutto liscio, ma ho l'impressione che dopo quasi 3 anni ultimamente sto incontrando e conoscendo i giapponesi giusti. Alcuni di base vivono lontano (tutti al sud... niente da fà, quelli del sud so più simpatici, scialli e amichevoli OVUNQUE) e vengono a Tokyo per lavoro ogni tanto e vabbè, però questa donna che ho incontrato oggi per la prima volta mi ha fatto pensare che possiamo diventare amiche VERE, nel vero senso del termine.
Qui amicizia significa principalmente passare il tempo insieme, parlando del più e del meno, senza mai andare a fondo. Per noi, per me, questa non è amicizia. Li chiami "amici" per comodità, però se ci pensi dici: ma che amicizia è? Eppure questa, qui è la base... Deprimente.
Di questa cosa (come di altre) ultimamente me ne sto lamentando in giapponese in un'app di scambio linguistico. Spesso vengo letta e capita a parole, ma di fatto non così tanto. Tant'è che pure se li incontri non riescono ad essere molto diversi dagli altri. Questa donna però è stata diversa.
Innanzitutto è di una schiettezza che fa spavento, per una giapponese. Qui è difficile ti vengano dette cose direttamente per evitare di offendere/ferire/essere troppo diretti ecc, lei invece mi ha detto chiaramente come la pensa su varie cose. In più, nonostante fosse solo la prima volta che ci siamo incontrate, abbiamo parlato anche di argomenti più seri (per noi saranno pure normali, però qui non so perché ma non li fa mai nessuno). Mi ha chiesto la mia opinione su alcune cose e mi ha detto la sua su altre. Cose NORMALI, ma, giuro, qui non così tanto.
Abbiamo parlato talmente tanto che: la gola mi fa quasi male, la testa è in pallone perché ho parlato tutta la giornata SEMPRE E SOLO GIAPPONESE parlando di cose complesse da dire pure in italiano (e in più, ho solo 4h di sonno addosso).
Abbiamo (ho) pure mangiato assai: gli ankake udon a pranzo, il gelato italiano per dessert (quella coppetta così piccola 770¥ li mortacci delle mamme vostre - Mennella a Napoli allo stesso prezzo mi fanno una coppetta che mi pare un secchio) e mi sono lasciata tentare da una turisticata che solitamente non prendo mai: un matcha latte (ma di quelli fatti bene e poco turisticato).
Riassunto finale: ho speso un sacco di soldi, ho ballato e camminato un sacco, conosciuto persone interressanti sia di passaggio che per restare, mangiato altrettanto, dormito pochissimo e sono talmente stanca che muoio, ma...
CHE BELLO VIVERE COSÌ.











