Meet Imitare, my horrible awful fake
More info I'm gonna be dropping ab him later
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Meet Imitare, my horrible awful fake
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È molto più facile cercare consensi che segnare direzioni. È molto più semplice seguire una scia, che rimanere immobili, soli, a coltivare un pensiero diverso. È molto più facile scegliere ciò che è noto, che consentire all’ignoto di portarti qualcosa di nuovo. È molto più semplice emulare qualcuno, che decidere di credere in se stessi. Eppure se vorrai essere felice, dovrai essere in grado di fare l’esatto opposto di ogni cosa. tizianacerra.com
[foto Nataliya Melnychuk, unsplash]
“Beato colui che è capace di ammirare senza invidiare, di seguire senza imitare, di lodare senza adulare, e di guidare senza manipolare.”
— William Arthur Ward
Mi ha fatto piacere.
E non erano niente male nemmeno le proposte dell'Ukraina, della Francia e degli ospiti olandesi.
Qualche simpatia pure per il Portogallo e per la Germania. Peccato abbiano optato entrambi per la lingua inglese.
E non venite a dirmi che non sono originali, che sono già sentiti, che hanno preso da questo o da quello...
Copiando si imparano un sacco di cose. Copiano anche i grandi e tante volte fanno diventare immense le piccole cose che sono state la fonte della loro ispirazione.
Niente è del tutto originale.
I mediocri imitano.
Quelli bravi rubano, selezionando la merce che sentono risuonare più forte nella propria anima e facendola propria.
Qualche volta riescono perfino a trasformare il malloppo in qualcosa di migliore o differente.
Insomma, il punto non è da dove prendi, il punto è dove cacchio la porti quella refurtiva.
Nihil novum sotto questo, queste e ben altre sòle.
Pure le considerazioni che state leggendo sono vecchie e per niente originali. Ho saccheggiato Eliot, Jim Jarmusch, Jean-Luc Godard e Don Pablo Picasso. E ho saccheggiato anche me stesso da un furto perpetrato altrove.
https://aitanblog.wordpress.com/copiare-e-copiando-ricrearsi/
Osservare, analizzare, capire, imitare…
Osservare, analizzare, capire, imitare…osservare, analizzare, capire, imitare…e poi osservare, analizzare, capire, imitare e poi ancora osservare, analizzare, capire, imitare……
Lo so, non avete idea di che cosa io stia dicendo, ma prima che inizi a provare a spiegarvelo, pensate che io quasi sempre non ho idea di che cosa voi, stiate dicendo, e nemmeno di che cosa state pensando, ma soprattutto di che cosa state sentendo, provando…
Perché osservare, analizzare, capire, imitare è il mio modo di vivere, il mio modo di vivervi, da sempre, da quando sono nato, da quando il significato dei verbi ''osservare, analizzare, capire, imitare'' ha iniziato ad essermi chiaro, più chiaro certamente della realtà che mi circondava.
Perché capirvi subito, sentire subito che cosa state sentendo, avere chiarezza su come vi sentite o su che umore avete, per me non è affatto una condizione naturale; io devo osservarvi, attentamente, confrontare l’asse di inclinazione dei vostri occhi con l’asse solito, analizzare attentamente quanto contrite o distese sono le vostre labbra, la tensione dei muscoli mascellari, la posizione delle spalle, delle braccia, delle mani e quindi (provare a) capire se siete tristi, felici o se magari avete solo freddo o se magari vi scappa solo la pipì.
Fatto questo, con tutti voi che mi circondate, se la situazione richiede una dimostrazione di appartenenza alla società, devo poi imitarvi, per assimilarmi, per evitare di offendere qualcuno, per evitare di mettervi e mettermi in imbarazzo: perché non si sorride ai funerali, lo intesi da bambino, ma nemmeno si può stare tristi alle feste e non si può rispondere ‘’perché?’’ alle vostre domande retoriche (tipo ‘’sono proprio stanca, sai?’’).
Osservare, analizzare, capire, imitare è una necessità, se voglio stare in vostra compagnia, è un modo (abbastanza) efficace per evitare di dire cose offensive (spesso solo la verità, tra l’altro, ma la verità che tutti voi dite di volere è poi la cosa che vi fa più paura in assoluto, la cosa che vi fa più arrabbiare), per evitare di fare domande che non vanno fatte, per evitare di sentirmi, un volta in più, diverso, per evitare di sentirmi, già non bastasse quanto mi sento, alieno.
Ma mentirmi, tenetelo a mente, è impossibile...se vi credo, se credo alle bugie che, ogni tanto mi raccontate, è perché ho deciso di farlo, perché vi voglio abbastanza bene, per farlo.
E di mentire, di contro, non sono capace.
Sono Alessandro, ho la sindrome di Asperger e vi osservo, vi analizzo, cerco di capirvi e, per stare insieme a voi, spesso vi imito.
Non imitare chi corre veloce; prendi esempio da chi cammina deciso.
A scimmiottare tanto lungo il coraggio, aveva finito per credere di esserlo pure lui.
Diderot, Il nipote d Rameau
"Se fosse per me lo avrei già fatto mettere la mia vita nelle mani di un altro, ma sono quasi certo che gli cadrebbe dal palmo e non sarebbe manco in grado di portarti al parco, ti ricordi le attenzioni che ti davo e ciò che non chiedevo? Sapevi che odiavo a morte guardarmi indietro perché il mio passato è uguale agli altri ma meno sereno."
Blue virus - Se fosse per me