Ci si impegna spesso a spiegare, ci si adopera per chiarire, si impiega tempo nel farsi capire. Nonostante le migliori intenzioni, alla fine, ci si ritrova incompresi. L'incomprensione può essere davvero tremenda, a volte devastante, perché crea un divario tra le persone che può portare a conflitti, solitudine o errori irreparabili. Quante tragedie, nella vita reale come nella letteratura, nascono da un malinteso, da parole non dette, da intenzioni fraintese o gesti interpretati male. Figuriamoci sui social in cui una buona rappresentanza di analfabeti funzionali vegeta, una frase scritta può essere interpretata in vari modi. Quello che fa male è che, oggi, si tende a interpretare ciò che si legge nel peggior modo possibile. Intravedendo la cattive intenzioni ovunque. Questo può essere un peso silenzioso, da portare per chi si sente incompreso a chiudersi in sé stesso, o un’esplosione, come in una lite che sfugge di mano.
Si possono avere le migliori intenzioni, i sentimenti più cristallini ma quando una mente è offuscata dalla malafede traduce ogni parola, detta o scritta, in qualcosa di brutto. Un'interpretazione quanto di più lontana si possa, da quello che erano le intenzioni. L'incomprensione fa male all’anima, quando è profonda, perché tocca quel bisogno umano di essere visti e capiti, di comunicare e condividere.













