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I miei audio WhatsApp non sono semplici audio sono podcast 🤣
Sei logorroica! Ma se non ho detto nulla ! I tuoi occhi. Sono assordanti.
(Michelangelo Da Pisa)
Molti mi definiscono “diversa”, io semplicemente, penso di essere “rara”; ho dei difetti, ne ho parecchi, ma ho anche dei pregi, forse pochi.
Sono una persona di cuore, lo sono troppo. Non do mai tanto quanto gli altri danno a me, se posso e se voglio do tutta la mia vita. E no, non me ne pento mai, se c’è una cosa che voglio lasciare dentro una persona è il mio bel ricordo. Amo lottare per chi penso possa valerne la pena, e non mi tiro indietro al primo problema, anzi, abberei muri e cancelli.
Lascio agli altri la libertà di farmi del male, non sono stupida e nemmeno una fifona, purtroppo vedo del buono anche nelle brutte persone provando a tirar fuori il loro meglio, vorrei davvero che le persone fossero come realmente le vedo io. Sono un’ingenua, basterebbe solo aprire un po’ di più gli occhi. Le brave persone, quelle che ti amano soprattutto, non ti farebbero mai lo sgambetto.
Sono testarda, quando mi impunto non c’è verso che io cambi idea, ho bisogno di sbattere contro un palo e di cadere 1000 volte, per far sì che ascolti i consigli degli altri. Non ho paura del giudizio altrui, anzi non mi tocca minimamente, ma voglio sbagliare e camminare con le mie gambe, voglio poter capire da sola quali sono le cose che ostacolano il mio cammino e non mi lasciano passare.
Sono impulsiva, maledettamente impulsiva. Se c’è qualcosa che odio sono le bugie e le doppie facce. Ho bisogno di dire tutto ciò che penso, non riesco a trattenermene una. A volte questo mio lato viene “condannato”, non a tutti piace la verità sbattuta in faccia, eppure penso si vivrebbe meglio. Viviamo in un mondo fatto di menzogne.
Odio il grigio, o è bianco o è nero, le mezze misure non mi piacciono. Quando chiudo una porta, butto via la chiave, non torno indietro, tendo a farmene una ragione sin da subito.
Sono la persona più paziente al mondo in assoluto, sopporto fino a quando non scoppio, ma quando mi incazzo non mi trattengo, ma d’altronde, sono un’ariete. 😏
Sono una romanticona, mi piace l’amore, io amo l’amore. Odio le sdolcinatezze, non mi si addicono per niente (sono quasi una scaricatrice di porto). Preferisco il cinema alla discoteca, un film con una pizza piuttosto che una cena a lume di candele al ristorante. CHE IMBARAZZO!! Sono passionale, mi piace fare l’amore con la persona per la quale mi batte il cuore. Sono una sognatrice, mi piace immaginare cose che per la maggior parte delle volte non accadono, però mi fanno star bene, meglio di niente, no?
Mi chiudo a riccio quando non conosco qualcuno, sono sfiduciosa verso il genere umano, ma quando prendo confidenza divento logorroica e inizio a parlare di tutto il mio albero genealogico e della mia vita dalla mia prima parola.
Sono insicura, non sempre mi convincono le decisioni che prendo e spesso, tendo a cambiare idea facilmente anche mentre la sto cambiando, mi sento una pazza!!
Sono folle, mi piacciono le pazzie, d’amore ma anche con gli amici, quelle follie belle da morire che ti fanno salire l’adrenalina a mille.
Sono una persona gelosa, non morbosa ma controllata, so cosa è giusto e cosa è sbagliato, nei limiti.
Sono complicata, è vero, ma non chiedo né pretendo nulla da nessuno, sono questa PRENDERE O LASCIARE.
12.05.2019 h00:00
@im-perfect-wonder
Quando comunicate verbalmente, scegliete con cura le parole che usate. Il linguaggio è il nostro biglietto da visita, lo strumento indispensabile per ogni forma di pensiero e azione articolato.
Nell’orale è normale lasciarsi sfuggire più errori, più ripetizioni, perché sentiamo l’impellente bisogno di comunicare il contenuto prima della forma, quindi è vagamente scusabile entro certi confini.
Questa sera ho trascorso il mio tempo a parlare con una ragazza che ripeteva a mitraglia l’espressione “fidati che”.
Ora, premesso che non la conosco così bene da potermi fidare ciecamente di alcuna cosa, ma chi si vuole fidare?! Anteporre questa espressione a qualsiasi concetto è diabolico, vuol dire “non pensare a quello che ti dico, affidati alle mie parole” e onestamente, no. Se comunichi con me devi lasciarmi analizzare, ribattere, pensare, dubitare.
Non mi faccio fare la morale da ragazzine più piccole. Cazzo?!?!
Oh, e un’altra cosa. Fate finire di parlare prima di interrompere un discorso. Questa sera avrò intavolato una ventina di discorsi senza poter mai partecipare a mezzo. Il risultato di queste continue interruzioni è duplice: smetto di ascoltare ciò che hai da dire, in parte perché voglio dire ciò che sto pensando ed in parte per un discorso di bilanciamento— tu non mi ascolti io non ti ascolto, ed il secondo è che non parlo più.
A che pro cercare di dialogare se vi lanciate in soliloqui da sonno? A che pro cercare il dialogo se avete sempre ragione voi?
Sono difficile non sempre dico quello che penso e per aprirmi ci metto un casino di tempo e a volte mi incazzo senza nessuna ragione apparente forse perché mi succedono cose e io non parlo forse perché mi fanno cose e io resto ferma, zitta sembra che perdoni sembra che dimentichi e invece accumulo e prima o poi scoppio. Sono difficile parlo troppo e invece a volta resto zitta per ore parlo tra me e me e dico cose che nessuno può sentire e che neanch'io, in verità se potessi sentirei: mi raccontò la verità, sono difficile cambio umore almeno venti volte al giorno e, ancora una volta, senza una ragione lo faccio perché spesso basta uno sguardo per farmi partire, per farmi viaggiare così come basta uno sguardo per farmi sentire come ad un atterraggio proprio a due passi da uno schianto. Sono difficile devi stare attento a non farmi male perché ci vuole poco, sai, ci vuole proprio poco per ferirmi davvero perché sento sulla pelle anche il dolore degli altri perché sento di tutto e di più su questa mia pelle e l'indifferenza io, personalmente non so cosa sia mi tocca tutto e anche di più. Sono difficile a volte sono ingestibile voglio starmene per conto mio senza vedere nessuno e non sopporto nessuno e voglio solo perdere un po' gli occhi nel cielo e voglio solo spegnere i rumori, sono strana non mi piace essere al centro dell'attenzione sono imprevedibile e a volte mi chiudo così tanto in me stessa che mi cerco in ogni parte di me e non mi trovo più perché mi nascondo pure da me. Sono difficile non è facile stare con me anzi, a dir la verità è la cosa più difficile che ci sia perché sono irascibile perché sono insicura e non ci credo che mi ami non ci credo subito a volte non credo mai perché non mi amo io, perché sono ipocondriaca però ti so guarire perché sono logorroica poro ti so ascoltare e sono insopportabile ma ti so capire so mettermi vicino al tuo cuore e so lasciarlo parlare e potrei correre fin dove stai per vederti sorridere e son capace di non dormire se tu non riesci a dormire se hai voglia di parlare solo un altro po' fino a che non ti tiri su io sono difficile e stare con me è pressoché impossibile ma so valerne la pena.
<i>Sono una logorroica di sguardi.<i/>
Parlo tanto lo so, ma il silenzio mi terrorizza. Due persone che non hanno niente da dirsi non sono niente. E così, appena c'è un secondo di silenzio, inizio a parlare, tanto, sperando che quel silenzio non torni più.
Ho paura di parlare
Di parlare a voce alta
Perché dentro di me parlo in continuazione
E quando dopo aver rimuginato più e più volte mi decido a cacciare la voce mi ascolto in maniera strana
Se vedo che l'interlocutore mi sta ascoltando mi prende un po' di panico e penso "oddio vuole davvero sapere che cosa voglio dire e mo cosa faccio" per un attimo le parole tanto chiare in testa fino ad un attimo prima si ingarbugliano, sbaglio a coniugare verbi, mi scappa qualche frase in dialetto e mi affretto a finire il discorso prima di fare qualche gaffe. Mi sento così impacciata e goffa da pentirmi di aver cacciato la voce e ci ripenso spesso nell'arco della giornata o anche dopo.
È sempre stato così ad un'interrogazione ho sempre preferito una verifica scritta
Ad una chiamata ho sempre preferito scrivere in chat, ho più possibilità di correggermi così, di riflettere sul come articolare la frase nel miglior modo, ma a voce si complica sempre tutto. Cerco sempre di parlare il meno possibile, e ricordo come un evento memorabile quella telefonata di 6 ore con quella che era la mia migliore amica alle superiori era tutto così sciolto mi sentivo libera di dire ogni cosa mentre ora anche quando faccio un vocale con le mie amiche mi sento come dei fari puntati addosso su un palco e spesso mi pento di non aver detto quella cosa per iscritto. Cosa sto diventando?! Arriverò al punto in cui veramente non parlerò più e l'unico modo che utilizzerò per comunicare sarà scrivere? Spero di no ma mi rendo conto che sta diventando sempre più così.
Dò un peso infinito alle parole e se ho detto qualcosa di sbagliato e poi resto in silenzio per il resto del giorno vuol dire che ci sto ripensando tutto il tempo, che quella frase o la risposta di rabbia da parte dell'interlocutore di turno mi sta torturando il cervello.
Sarà per questo che a voce cerco di esprimere i pensieri più mediante le canzoni, comunico di più con testi scritti da altri che imparo a memoria.
E mi hanno pure definita logorroica ma solo quando scrivo.