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Ho paura di parlare
Di parlare a voce alta
Perché dentro di me parlo in continuazione
E quando dopo aver rimuginato più e più volte mi decido a cacciare la voce mi ascolto in maniera strana
Se vedo che l'interlocutore mi sta ascoltando mi prende un po' di panico e penso "oddio vuole davvero sapere che cosa voglio dire e mo cosa faccio" per un attimo le parole tanto chiare in testa fino ad un attimo prima si ingarbugliano, sbaglio a coniugare verbi, mi scappa qualche frase in dialetto e mi affretto a finire il discorso prima di fare qualche gaffe. Mi sento così impacciata e goffa da pentirmi di aver cacciato la voce e ci ripenso spesso nell'arco della giornata o anche dopo.
È sempre stato così ad un'interrogazione ho sempre preferito una verifica scritta
Ad una chiamata ho sempre preferito scrivere in chat, ho più possibilità di correggermi così, di riflettere sul come articolare la frase nel miglior modo, ma a voce si complica sempre tutto. Cerco sempre di parlare il meno possibile, e ricordo come un evento memorabile quella telefonata di 6 ore con quella che era la mia migliore amica alle superiori era tutto così sciolto mi sentivo libera di dire ogni cosa mentre ora anche quando faccio un vocale con le mie amiche mi sento come dei fari puntati addosso su un palco e spesso mi pento di non aver detto quella cosa per iscritto. Cosa sto diventando?! Arriverò al punto in cui veramente non parlerò più e l'unico modo che utilizzerò per comunicare sarà scrivere? Spero di no ma mi rendo conto che sta diventando sempre più così.
Dò un peso infinito alle parole e se ho detto qualcosa di sbagliato e poi resto in silenzio per il resto del giorno vuol dire che ci sto ripensando tutto il tempo, che quella frase o la risposta di rabbia da parte dell'interlocutore di turno mi sta torturando il cervello.
Sarà per questo che a voce cerco di esprimere i pensieri più mediante le canzoni, comunico di più con testi scritti da altri che imparo a memoria.
E mi hanno pure definita logorroica ma solo quando scrivo.
_mylittleworld
09/01/18-23:05
Ormai il semestre è finito e tanto vale togliersi un peso: tizio della quarta fila mi sono presa una sbandata per te che la metà bastava.
Spero non aver fatto troppe figuracce davanti a te, ma purtroppo sono un’impacciata cronica.
It has been a pleasure.
ma quanto sono impacciata aiutoo
L'hai amata, vero? Lui sospirò. Come posso risponderti? Lei era matta. Si passo la mano tra i capelli. Dio se era tutta matta. Ogni giorno era una donna diversa. Una volta intraprendente, l'altra impacciata. Una volta esuberante, l'altra timida. Insicura e decisa. Dolce e arrogante. Era mille donne lei, ma il profumo era sempre lo stesso. Inconfondibile. Era quella la mia unica certezza. Mi sorrideva. Sapeva di fregarmi con quel sorriso. Quando sorrideva io non capivo più nulla. Non sapevo più parlare ne pensare. Niente, zero. C'era all'improvviso solo lei. Era matta, tutta matta. A volte piangeva. Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio, Lei no. Lei si innervosiva. Non so dove si trova adesso, ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni. Era matta, tutta matta. Ma l'ho amata da impazzire
Charles Bukowski
Perché io so che se ci fosse da scegliere, tu sceglieresti lei. È molto più attraente e carismatica, ha quel qualcosa per il quale i ragazzi farebbero di tutto per lei. Io invece sono goffa e impacciata, un'insicura numero uno, una di quelle che nessuno si fermerebbe a guardare nella folla. C'è sempre qualcuno migliore di noi. Dobbiamo solo trovare la persona che ci riterrà la prima scelta in ogni caso. La migliore della sua vita.