The Greatest Showman (2017, Michael Gracey)
04/09/2025

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The Greatest Showman (2017, Michael Gracey)
04/09/2025
DESMONTANDO BULOS FRANQUISTAS Dos minutos desmontando mentiras y el revisionismo franquista que VOX difunde en redes y parlamentos. Ni creó los pantanos, ni la seguridad social, ni las vacaciones pagadas ni las viviendas de protección oficial. Para combatir a tu cuñado facha en Navidad. Video publicado por AntonioMaestre @AntonioMaestre
Se insegni a mangiar merda, non lamentarti che a qualcuno piaccia Putin
Leggo in un articolo di Stefano Cappellini:
«Stavo per scrivere Solgenitsin, ma non è il dissidente giusto. Mi sono ricordato cosa si diceva e scriveva, in certi ambienti, dello scrittore russo che si opponeva all'Urss: "È un reazionario! Un nazionalista!". Vi ricorda qualcosa? Esattamente quello che dicono oggi in tanti di Navalny, che in fondo un po' di gulag se lo meritava pure.»
E va beh qua ormai se scrivi qualche cosa devi per forza dire che Hamas non ti sta simpatica e che nemmeno Putin e... e... e... però c'è in giro gente che si rifiuta di dire che è antifascista "e le foibe?".
Però se uno dice che Navalny era un nazi non vuol dire che la miglior maniera per occuparsene fosse spedirlo in un gulag. Per dire, potendo, Breivik è in un carcere che a confronto dei nostri sembra un albergo. Pure da noi Licio Gelli ha scontato la sua pena detentiva nella sua Villa e Fiore non l'ha mai scontata.
Non vuol dire nemmeno che sia cosa buona e giusta gestire uno stato a suon di omicidi politici.
Però Navalny condivideva gran parte della retorica con Putin e con Salvini in maniera anche più estremista.
Solzenicyn vogliamo anche ricordarlo come ispiratore di Putin... (a detta pure dei "dissidenti russi").
Ma d'altronde pure noi potremmo ricordarci quando eravamo noi a lodare Putin come il traghettatore della Russia al capitalismo.
E niente... a furia di dire palle... "e le foibe?" e... e... e... ti trovi i fascisti al governo. Qui o in Russia... poco importa quando stai "esportando democrazia".
Un appello decisamente inascoltato da coloro che hanno il potere di porre fine alla guerra, dal momento che ogni discorso di trattativa o negoziato è scomparso dai radar della politica. Dal cosmodromo di Yurii Gagarin Putin ci ha informato che i negoziati sono in un vicolo cieco e la Russia insiste nella realizzazione dei suoi piani: «Stiamo aiutando le persone, salviamo le loro vite nel Donbass come ci eravamo ripromessi; al contempo lavoriamo per garantire sicurezza alla Russia». Tutte le fonti di informazione sono concordi che la Russia stia riorganizzando le sue forze per lanciare una massiccia offensiva nella regione del Donbass, mentre gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la NATO stanno effettuando massicce forniture di armi, sempre più sofisticate, per consentire all’Ucraina di sconfiggere la Russia in una guerra destinata (secondo Biden e Stoltenberg) a durare mesi, se non anni. Neanche Pasqua suggerisce una tregua ai belligeranti, anzi l’Ucraina censura anche la via Crucis celebrata dal Papa al Colosseo, considerando inaccettabile che la croce sia portata da una donna russa e da una donna ucraina insieme. Insomma la Chiesa deve abbandonare il Vangelo perché è inopportuno parlare di riconciliazione e di pace in tempo di guerra. La guerra non si combatte solo con le armi, da noi si combatte con le parole della politica e dei media. Così l’ANPI, Associazione italiana dei partigiani, colpevole di non essersi accodata al coro bellico, viene tradotta dal Corriere della Sera in Associazione Nazionale Putiniani d’Italia. L’ANPI è fastidiosa perché tramanda il patrimonio morale della resistenza. Ci ricorda il ripudio della guerra, una petizione di principio che Galli della Loggia non sapeva se qualificare «più bizzarra o più patetica», osservando sul primo numero di Limes (1993) che la norma sul ripudio della guerra «cerca di cancellare il dato storico di ovvia evidenza che vede da sempre la guerra come il fuoco concettuale e pratico della politica internazionale. […] È come dire l’Italia ripudia l’esistenza dell’ossigeno». A cancellare queste reminiscenze fastidiose ci ha pensato il Senato che il 5 aprile – come già ricordato su queste pagine (https://volerelaluna.it/allarmi-son-fascisti/2022/04/12/il-parlamento-gli-alpini-il-fascismo/) – ha dato il via libera, con un solo astenuto, all’istituzione, il 26 gennaio, della Giornata nazionale dedicata alla memoria e al sacrificio degli alpini. L’intento è di celebrarla ogni anno in ricordo dell’eroismo dimostrato dal corpo d’armata nella battaglia di Nikolajewka del 26 gennaio 1943, durante la seconda guerra mondiale. Facendosi scudo del Corpo degli Alpini, sostanzialmente si vuole celebrare l’avventura dal corpo di spedizione italiano inviato in Russia da Mussolini per sostenere l’aggressione della Germania nazista contro l’Unione sovietica. Contestualmente la giornata si propone di «promuovere i valori della difesa della sovranità e dell’interesse nazionale nonché dell’etica della partecipazione civile, della solidarietà e del volontariato, che gli alpini incarnano». In realtà in Italia una giornata della memoria ce l’avevamo già, anzi due (l’olocausto e le foibe) e non si sentiva il bisogno di istituirne un’altra. Il 20 luglio del 2000 fu approvata una legge che istituiva il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, come “Giorno della Memoria”, al fine di «ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati». Questa giornata si proponeva di «conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, affinché simili eventi non possano mai più accadere». Adesso questa memoria è stata cancellata e sostituita da un’altra memoria. La Repubblica celebra un evento opposto alla liberazione di Auschwitz e introduce una sorta di santificazione del sovranismo, cioè di una impostazione politico-culturale antitetica ai valori della Resistenza e più consona all’avvenuto sdoganamento della guerra, che non è più un tabù. Scriveva Milan Kundera: «Per liquidare i popoli si comincia con il privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra storia. Dopo di che il popolo s’incomincia lentamente a dimenticare quello che è e quello che è stato!». È proprio quello che sta succedendo in Italia!
La memoria perduta
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Al gaypride il Cristo trans ma la statua della Spigolatrice va censurata perché il culo è troppo tondo.
B.C.
Revisionismo sinistro
Banditi, sciacalli e ladri di polli. Soprattutto traditori e vigliacchi. Da anni è in atto uno stravolgimento narrativo che ha investito il ruolo dei partigiani italiani. E mentre gli ultimi ci stanno lasciando, escono dal buio quelli che la guerra l’hanno vista solo al cinema. Ma non siamo più al “Mussolini ha fatto anche cose buone”, siamo a un inquietante e successivo livello di revisionismo, fatto di racconti falsificati, amplificati e semplificati dai social, che trasformano frasi fatte e luoghi comuni in nuove versioni della storia. Maria Teresa Merli, consigliera di Fratelli d’Italia a Imola, durante la seduta comunale ha detto che a Sant'Anna di Stazzema i partigiani provocarono la rappresaglia tedesca per poter tornare a rapinare i cadaveri. L’ha detto due giorni fa, alla vigilia del 25 aprile. Penso si sia superato il punto di rottura tra quello che a Predappio veniva definito folklore, anziché parata fascista, e la storia reale che vede Imola città medaglia d’oro alla Resistenza. Ma la storia, per Maria Teresa Merli, è probabilmente sbagliata perché è stata scritta dai vincitori, e a suo parere, forse, se avessero vinto le camere a gas, i forni crematori, gli stupri di massa, gli eccidi di donne e bambini, il mondo oggi sarebbe migliore. Scopro che la consigliera è anche responsabile della biblioteca storica di Mercato Saraceno intitolata a "Goffredo Coppola", il fascista ex rettore dell’Università di Bologna, sostenitore del regime, spia e collaboratore dei servizi segreti tedeschi, e mi è venuto il dubbio che anche lei fosse una fascista di merda, ma non si sa mai, dare del fascista a un fascista è rischioso, potrebbe dirti che sei tu, il vero fascista, perché hai dato a lui del fascista. Le parole sono importanti. E mentre penso ai 560 civili sterminati a Sant’Anna, scopro che Maria Teresa Merli è anche la caporedattrice di Ultima Crociata, la rivista dell'Associazione Nazionale Famiglie, Caduti e Dispersi della RSI, il cui scopo è onorare la memoria della Repubblica Sociale italiana e far conoscere e tramandare il pensiero e l’azione della RSI. In pratica, onorare chi ha compiuto o ha collaborato all’uccisione violenta di quasi 24.000 persone in 20 mesi, e che hanno fatto dell’Emilia-Romagna e della Toscana le prime regioni di questa triste classifica. Nel sito dell’associazione è possibile scaricare anche un calendario per ricordare “con un atto d’amore" i caduti della Repubblica di Salò. Ci sono il gladio, il fascio littorio, le aquile e perfino il giuramento di fedeltà al Duce. E niente, alla fine ci ho pensato, giuro che ci ho pensato, ma secondo me è una fascista di merda. Il resto conta poco.
Revisionismo Pentagonal: Um programa de cinco pontos
Revisionismo Pentagonal: Um programa de cinco pontos
Em anos recentes, nós temos gasto muito tempo explicando que o Satanismo não tem nada a ver com sequestro, abuso de drogas, moléstia de crianças, sacrifícios de animais ou crianças, ou quaisquer outros atos que idiotas, histéricos e oportunistas gostariam de nos creditar. Satanismo é uma filosofia amante da vida e racional a qual milhões de pessoas aderem. Agora estamos prontos para algo que vai…
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In Finlandia è stato fatto un film sul maresciallo Mannerheim, eroe nazionale del tempo dell'invasione sovietica. Sulla destra l'attore che interpreta il suo personaggio.