Credo di sapere come si sentano i libri, stipati insieme vicinissimi, eppure così lontani, separati da copertine, a volte rigide, a volte flessibili e sottili, ognuno contenente un universo completamente distinto, ricco, meraviglioso. Penso di sapere come si sentano, nello stare lì, su quello scaffale magari impolverato, silenziosi, ma così pieni di urla, sogni, lotte e bisbigli al loro interno. Penso di sapere come si sentano i libri, fermi su quello scaffale, in perenne attesa che qualcuno li liberi, soffi via la polvere, li apra, li sfogli, li comprenda, li ami.
Penso di sapere come si sentano, quei libri, perché anche io sono lì che sto aspettando. Per questo ti chiedo di aprirmi, sfogliarmi, comprendermi, amarmi.