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Radici invisibili
Ti ho amata nel silenzio,
quando il tuo corpo fuggiva da sé stesso
e le parole pesavano più del pane.
Ti ho cercata nei passi leggeri del corridoio,
nei respiri trattenuti tra un singhiozzo e il sonno,
nelle notti che non finivano mai.
Ogni giudizio era un vetro sottile,
ogni consiglio un eco lontano.
Solo io sapevo il suono delle tue paure,
il tremito del cucchiaio sul tavolo,
la carezza che non osavi chiedere.
Ti ho amata stanca, senza risposte,
quando il mondo era una stanza chiusa
e la speranza un filo d’acqua nella gola.
Hai detto “è vuoto”.
E io ho capito.
Ho smesso di spiegare, ho iniziato a restare.
Ho imparato che l’amore non salva,
ma accompagna, non ripara, ma ascolta.
Ti ho vista tornare a piccoli passi,
una forchettata di vita alla volta,
un sorriso timido come un primo mattino.
Ora la luce ti veste di nuovo,
e le ombre non fanno più paura:
le porti con grazia, come parte del tuo disegno.
Ora la tua voce torna lieve,
come un’alba che non chiede permesso.
Io ti guardo fiorire, non senza ombre,
ma con la luce che hai scelto da sola.
Io ti guardo e taccio.
Perché so che sei oltre la mia paura,
oltre il mio bisogno di capire.
Ti ho amata nel dolore
e continuerò a farlo nella quiete.
L’amore, l’ho scoperto, non guarisce.
Resiste.
Trasforma.
Radica nel tempo,
invisibile …indistruttibile.










