Dottorissimo, le scrivo perchè mia sorella (in cinta di 9 mesi) sta valutando l'opzione di non vaccinare la sua bambina, soprattutto dopo aver seguito la conferenza sulle vaccinazioni di massa tenutasi un paio di mesi fa e mediata da tale Dott. Roberto Gava (vedi il suo blog sul Fatto Quotidiano, troverai anche i link alla conferenza). Cosa mi consiglia - a parte rapire la nipote e portarla io a fare i vaccini - per dissuaderla? Grazie in anticipo!
Lo sai, vero, che quando una persona vuole trovare dei motivi per non vaccinare i propri figli perché spaventata da questi delinquenti allarmisti in cerca di notorietà non c'è evidenza scientifica che possa convincerla?
Il problema è uno ed uno solo: non esiste farmaco che sia sicuro al 100%.
Per i vaccini viene fatto un discorso di rapporto rischio-beneficio: da una parte abbiamo una lista di patologie importanti, la cui infezione può sovente portare a morte o a menomazioni fisiche definitive, dall'altra abbiamo una serie di effetti avversi dei vaccini che vanno da comuni a molto rari e che purtroppo possono accadere.(Discorso a parte meritano le farneticazioni di medici veri ed improvvisati che inventano patologie e quadri clinici ai limiti del terrorismo basandosi su studi incompleti, allucinatori ed analfabeti).
Questa è la tabella delle vaccinazioni obbligatorie a norma di legge:
Queste sono le casistiche di complicazioni dovute a queste infezioni:
Difterite: 2-4 giorni di incubazione, alta infettività. E' un'infezione acuta causata da ceppi di Corynebacterium diphtheriae produttori di esotossina che, sintetizzata nel sito della lesione, viene assorbita e diffusa in tutto il corpo dal circolo sanguigno; ma sono il cuore (con possibilità di collasso cardiaco) e i nervi periferici (con alterazioni motorie) a risentire per primi degli effetti tossici, successivamente i reni. La porta d'ingresso del Corynebacterium diphtheriae solitamente è rappresentata dalle vie respiratorie superiori, dove il germe si moltiplica sullo strato superficiale delle mucose, rimanendo localizzato nel sito dell'infezione, e lì elabora l'esotossina che causa necrosi dei tessuti circostanti. La risposta infiammatoria locale è rappresentata dalla formazione di pseudomembrane grigiastre costituite da batteri, cellule epiteliali necrotizzate, granulociti neutrofili, emazie e fibrina. Le pseudomembrane compaiono dapprima sulle tonsille o sulla parte posteriore della faringe, ma possono estendersi anteriormente fino al palato molle, al palato duro e alle cavità nasali e posteriormente fino alla laringe e alla trachea; quest'ultima eventualità è molto pericolosa per la possibilità di ostruzione delle vie aeree.Mortalità: dal 2 al 10% dei bambini infetti, in base alle condizioni di salute preesistenti e alla tempestività di diagnosi.
Tetano: 4-15 giorni di incubazione, contagio tramite lesione cutanea. Tetano locale: è raro, ed è caratterizzato da contrazioni muscolari persistenti nell’area della ferita. Queste contrazioni possono persistere per molte settimane prima della graduale scomparsa. Solo l'1% dei casi è fatale.Tetano cefalico: è raro e si presenta con otite media (infezioni dell'orecchio) in cui C. tetani è presente nella flora dell'orecchio medio, o in seguito a lesioni alla testa.Tetano generalizzato: Il tipo più comune (80% circa). La malattia si presenta di solito con un andamento discendente. Il primo segno è il trisma o cioè la contrattura del muscolo massetere che dà al volto del paziente un aspetto caratteristico (riso sardonico), seguita da rigidità del collo, difficoltà a deglutire, e rigidità dei muscoli addominali. Altri sintomi includono temperatura elevata, sudorazione, pressione arteriosa elevata, tachicardia. Gli spasmi possono verificarsi frequentemente e durano per diversi minuti. Il paziente rimane conscio e gli spasmi muscolari, provocati da stimoli anche minimi, causano dolore. Gli spasmi continuano per 3-4 settimane. La guarigione completa può richiedere mesi.Tetano neonatale: è una forma di tetano generalizzato che si verifica nei neonati. Colpisce bambini nati da madri non vaccinate, che non hanno quindi la protezione conferita nei primi mesi di vita dagli anticorpi materni. Di solito si verifica attraverso infezioni del moncone ombelicale non cicatrizzato, in particolare quando il moncone è tagliato con uno strumento non sterile. I sintomi sono quelli del tetano generalizzato, con una elevata letalità. Il tetano neonatale è comune in alcuni Paesi in via di sviluppo e ha causato più di 257.000 morti l'anno in tutto il mondo nel periodo 2000-2003.
Pertosse: la trasmissione della malattia avviene per contagio per via respiratoria (muco o saliva espulsi con la tosse o gli starnuti). Il Bordetella pertussis, cocco bacillo Gram (in particolare una sua tossina), non ha resistenza nell'ambiente esterno, ma trova il suo habitat naturale nella mucosa delle vie respiratorie, laringe e faringe, dove cresce e si moltiplica. La pertosse può colpire individui di tutte le età, ma la sua manifestazione è più frequente nei bambini dai 2 agli 8 anni.
Si sviluppa in 3 stadi:Stadio catarrale: I primi sintomi iniziano a comparire tra i 6 e i 20 giorni dopo l'infezione con una fase catarrale che coinvolge le alte vie respiratorie, in assenza di febbre e con tosse secca moderata (in particolare, notturna) che, pian piano, aumenta d'intensità e di frequenza.Stadio convulsivo: i sintomi appaiono dopo circa due settimane, con accessi di tosse violenti, che durano dalle 2 alle 4 settimane. La laringe viene stretta in uno spasmo, l'aria, passandovi, crea un rumore alto e stridente, che caratterizza la malattia nel linguaggio popolare: tosse canina, asinina o ferina. Le crisi sopraggiungono soprattutto di notte e spesso si accompagnano a vomito.Stadio della convalescenza: dopo le 4-9 settimane gli episodi di tosse diminuiscono di intensità e di frequenza, fino alla guarigione completa. La pertosse lascia uno stato di immunità (ma non sempre permanente).
Poliomielite: Il contagio avviene per via oro-fecale. La polio colpisce soprattutto i bambini sotto i cinque anni di età. Anche i soggetti immunizzati possono venire infettati dal virus, senza svilupparne i sintomi, e trasmetterlo ad altri. Data la ridotta probabilità che un individuo infettato sviluppi sintomi chiari e visibili, come la paralisi, la catena di trasmissione può allargarsi rapidamente, soprattutto in assenza di misure igieniche adeguate.Solo l’1% dei malati di polio sviluppano la paralisi, il 5-10% sviluppa una forma di meningite asettica, il restante 90% circa sperimenta solo sintomi simili a una influenza e ad altre infezioni virali.
Epatite B: E' un'infezione del fegato causata da un virus a DNA appartenente al genere degli Orthohepadnavirus della famiglia degli Hepadnavirused. E’ uno dei virus più infettivi al mondo. Si trasmette attraverso l'esposizione a sangue infetto o a fluidi corporei come sperma e liquidi vaginali. Inoltre l'epatite B può essere trasmessa dalla madre infetta al neonato. La malattia provoca un'infezione acuta del fegato, che può evolvere in 4 modi diversi, a seconda delle condizioni immunitarie del paziente:
- completa guarigione con acquisizione dell'immunità dall’infezione (circa il 90% dei casi)- epatite fulminante con mortalità del 90%; può richiedere il trapianto di fegato- infezione cronica (5-10% dei casi), ossia persistenza del virus nell’organismo con danno epatico; in questo caso la malattia ha un andamento cronico e può compromettere la funzionalità epatica nel giro di 10-30 anni con l’eventuale insorgenza di cirrosi epatica o di carcinoma epatocellulare primitivo (di solito dopo che è già presente la cirrosi)- stato di portatore inattivo: il virus persiste nel fegato ma non provoca danno epatico; può rimanere in questo stato anche tutta la vita, senza arrecare danni nemmeno a lungo termine.
Haemophilus Inluenzae: è un batterio gram-negativo, aerobio facoltativo, che presenta ceppi capsulati, non emolitici. È presente come commensale della mucosa oro-rino-faringea dell'uomo e può comportarsi da germe patogeno o da patogeno opportunista.
I ceppi capsulati possono determinare malattie acute come cellulite, epiglottite, meningite (in genere nei bambini) e polmonite, mentre quelli acapsulati, in genere commensali del nasofaringe, possono determinare condizioni di cronicizzazione, come sinusite, riacutizzazione di broncopneumopatie croniche, congiuntiviti e otiti medie. H. influenzae è, inoltre, causa frequente di infezioni respiratorie gravi, quali la polmonite, e spesso secondarie a malattie virali.
La meningite in generale è un processo infiammatorio acuto o cronico a carico delle leptomeningi (aracnoide e pia madre), dell'encefalo e del midollo spinale, con interessamento del liquor.Il quadro clinico presenta costantemente un complesso di sintomi e segni caratteristici. I sintomi soggettivi sono cefalea a prevalente localizzazione nucale, rachialgia spontanea, fotofobia e intolleranza a stimoli sensoriali, vomito “a getto” non collegato all'introduzione di cibo; all'esame obiettivo si osserva posizione del corpo “a cane di fucile”, opistotono totale, alterazioni psichiche, torpore o coma preceduti a volte da agitazione psicomotoria, delirio, allucinazioni; la febbre è di solito frequente, sono possibili sintomi motori, quali convulsioni, crisi epilettiche, paresi e paralisi, disturbi vasomotori e alterazione del ritmo del respiro; i segni neurologici specifici sono il rigor nucale, rigidità del dorso, segno di Amoss, segno della nuca di Brudzinski (alla flessione passiva del capo si flettono le ginocchia), segno di Kernig (la distensione passiva delle ginocchia incontra resistenza), riflesso controlaterale di Brudzinski (se si piega una gamba del paziente flette anche l'altra), segno di Binda; il tracciato elettroencefalografico risulta alterato; l'esame del fondo oculare può evidenziare ipertensione endocranica e si può avere alterazione del liquor. Se la flogosi si estende dalle meningi al tessuto nervoso vero e proprio, si possono verificare meningonevrassiti.La meningite da H. influenzae è una meningite batterica detta “a liquor torbido” (o purulenta, piogenica): si ha ipertensione del liquor, che appare inizialmente grigiastro o giallo-verdognolo, per diventare opalescente nei casi ad evoluzione favorevole, ricco di proteine e cellule (granulociti neutrofili); il quadro clinico è grave, si verifica sempre flogosi della superficie cerebrale che appare avvolta da essudato purulento, sono possibili emorragie, infiltrati e ascessi.
Morbillo: è una malattia infettiva virale provocata dall'omonimo virus ed è temuta principalmente a causa delle possibili complicazioni. Questo virus altamente contagioso è trasmesso per via respiratoria tramite le goccioline espulse con un colpo di tosse o uno starnuto di una persona infetta.
Il morbillo si manifesta generalmente in due fasi: la prima compare nei 7-18 giorni successivi all'infezione con sintomi quali febbre, spossatezza, dolori addominali, eccessiva sensibilità alla luce, infiammazione delle mucose orali accompagnati sovente da tosse, raffreddore e mal di gola. La seconda fase ha inizio dai due ai quattro giorni dopo la comparsa dei sintomi e si manifesta con un nuovo attacco di febbre. I sintomi già esistenti peggiorano e viene ad aggiungersi una marcata eruzione cutanea. In assenza di complicazioni la guarigione è piuttosto rapida e priva di conseguenze persistenti. Tuttavia, sussiste il pericolo di complicazioni quali encefalite (1 caso su 1 000), otite dell'orecchio medio o polmonite (5-15 %). Possono essere soltanto leniti i sintomi della malattia poiché non esiste alcun trattamento specifico contro il virus.
Parotite: il virus della parotite si diffonde attraverso le goccioline di saliva infetta o per contatto diretto con materiale contaminato da saliva infetta. Il virus si può ritrovare nella saliva per 1-6 giorni prima della comparsa primi sintomi e per tutta la durata della malattia.Dopo un periodo d’incubazione da due a quattro settimane (in media, di 16-18 giorni), la malattia esordisce con sintomatologia non specifica con febbre, malessere, disappetenza e cefalea, seguita rapidamente da dolore alle orecchie e alla palpazione dell’angolo della mandibola (zona parotidea). Di solito e colpita prima una parotide e dopo un paio di giorni l’altra ma non e raro che venga colpita un solo lato. Si ha quindi l’ingrossamento della parotide in due-tre giorni, conferendo al viso del malato l’aspetto caratteristico da cui deriva la denominazione di “orecchioni”. In circa il 10% dei casi si ha il coinvolgimento anche delle altre ghiandole salivari. La sintomatologia generale e locale regredisce nel giro di una settimana e la malattia guarisce spontaneamente di solito senza complicanze, specialmente nei bambini.
Complicanze:Meningite: si osserva nel 15% dei pazienti e si risolve senza sequelae dopo 3-10 giorni. Colpisce più gli adulti che i bambini, e i maschi più delle femmine.Orchite: (infiammazione dei testicoli) è la complicanza più frequente nei maschi in età post-puberale colpendo fino al 50% dei maschi in questa età. Circa la metà dei pazienti con orchite sviluppa qualche grado di atrofia testicolare anche se la sterilità è un evento raro.Pancreatite: è una complicanza rara (2-5%) e determina la comparsa di iperglicemia che è transitoria e reversibile.Perdita dell’udito: avviene in 1 caso ogni 20.000 e questa infezione rappresenta infatti la principale causa di sordità neurosensoriale infantile acquisita.Altre complicanze meno frequenti sono artralgia, artrite e nefrite. Inoltre, il contagio durante le prime 12 settimane di gravidanza è associato a un’alta percentuale di aborti spontanei (25%).
Rosolia: è una malattia infettiva causata da un virus del genere rubivirus, della famiglia dei Togaviridae. Come morbillo, varicella, pertosse e parotite, è una malattia più comune nell’età infantile e si trasmette solo nell’uomo. Esternamente, si manifesta con un’eruzione cutanea simile a quelle del morbillo o della scarlattina. Di solito benigna per i bambini, diventa pericolosa durante la gravidanza perché può portare gravi conseguenze al feto. Una volta contratta, la rosolia dà un’immunizzazione teoricamente definitiva.La rosolia si diffonde tramite le goccioline respiratorie diffuse nell’aria dal malato o il contatto diretto con le secrezioni nasofaringee. La malattia, che ha una incubazione di 2-3 settimane prima della comparsa dei sintomi, è contagiosa nella settimana che precede l’apparizione dell’eruzione cutanea e per i 4 giorni successivi. Diversa è la questione, se si è in presenza di un neonato colpito da infezione durante la gravidanza, e quindi affetto da sindrome congenita. In questo caso, infatti, il virus viene messo in circolazione per lunghi periodi di tempo, non per i 7-10 giorni caratteristici della malattia acquisita dopo la nascita. Il periodo di contagio quindi può durare anche mesi o addirittura più di un anno, con una potenzialità infettiva molto elevata che richiede l’isolamento, sia durante il ricovero nella nursery che al ritorno a casa.IRaramente la malattia comporta complicazioni anche se, come per le altre malattie infantili, il rischio di encefaliti è più alto se il paziente è un adulto ma la vaccinazione viene eseguita perché la rosolia presenta alti rischi per il feto, soprattutto se la madre contrae la malattia nel primo trimestre della gravidanza quando l’infezione può generare un aborto spontaneo, morte intra-uterina o gravi malformazioni fetali (sindrome della rosolia congenita, Src). Le più comuni e gravi manifestazioni della rosolia congenita sono i difetti della vista, la sordità, le malformazioni cardiache e il ritardo mentale nel neonato.
Vaccino antidifterico (D), antitetanico (T), antipertossico (componenti acellulari) (Pa), antiepatite B (rDNA) (HBV), antipoliomielitico (inattivato) (IPV) e anti-Haemophilus tipo b (Hib) coniugato
Studi clinici: Gli studi clinici hanno comportato la somministrazione di oltre 13.500 dosi a più di 4.500 bambini sani dall'età di 6 settimane, come vaccinazione primaria.
A più di 2.300 bambini tra i 12 e i 24 mesi di età è stata somministrata una dose di richiamo. Non è stato riscontrato un aumento dell´incidenza o della gravità degli eventi indesiderati in seguito a dosi successive durante la vaccinazione primaria. Come osservato per i vaccini DTPa o combinazioni contenenti DTPa, è stato riportato un aumento di reattogenicità dopo vaccinazione di richiamo, rispetto alla vaccinazione primaria; tuttavia, l'incidenza dei sintomi classificati come severi è stata bassa. Studi clinici sulla co-somministrazione: Quando Infanrix hexa viene somministrato in concomitanza con Prevenar, nel 28,3% - 48,3% dei bambini si è manifestata febbre a 38°C, mentre solo nel 15,6% - 23,4% dei casi si è avuta tale reazione nel gruppo che ha ricevuto unicamente l'esavalente. Febbre superiore a 39,5°C è stata osservata nello 0,6% - 2,8% dei bambini che hanno ricevuto Prevenar ed Infanrix hexa (vedere paragrafo 4.4). Elenco riassuntivo degli effetti indesiderati.Sono elencati di seguito, per classificazione sistemica organica, gli effetti indesiderati riportati negli studi registrativi (a seguito della immunizzazione primaria o della dose di richiamo) o riportati durante la sorveglianza post marketing.Per quei sintomi che sono stati riportati sia durante gli studi clinici che durante la sorveglianza post-marketing, inevitabilmente le frequenze maggiori si sono manifestate nelle condizioni controllate degli studi clinici. All´interno di ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati vengono presentati in ordine di gravità decrescente. Le frequenze sono state riportate come di seguito: Molto comuni: ( 1/10) Comuni: (1/100 - <1/10) Non comuni: (1/1000 - <1/100) Rari: (1/10000 - <1/1000) Molto rari: (<1/10000) Infezioni e infestazioni Comuni: infezione virale, candidosi, otite media, infezione delle prime vie respiratorie, faringite Non comuni: infezione Disturbi psichiatrici Molto comuni: irritabilità Comuni: pianto inconsolabile, irrequietezza Alterazioni del sistema nervoso: Molto comuni: torpore Non comuni: sonnolenza Disturbi oculari: Comuni: congiuntivite Alterazioni dell´apparato respiratorio, del torace e del mediastino: Comuni: bronchite, tosse, rinite Non comuni: broncospasmo, laringite, stridore Alterazioni dell´apparato gastrointestinale: Molto comuni: perdita dell´appetito Comuni: diarrea, enterite, gastro-enterite Non comuni: dolore addominale, vomito, stipsi Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo: Comuni: rash, dermatite Non comuni: eczema Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione: Molto comuni: dolore, rossore, gonfiore locale al sito di iniezione (≤ 50 mm), febbre ≥ 38°C Comuni: reazione al sito di iniezione, gonfiore locale al sito di iniezione (> 50 mm)*, febbre 39°C Non comuni: gonfiore diffuso dell´arto dove è avvenuta l´iniezione, che coinvolge talvolta l´articolazione adiacente*, affaticamento Sorveglianza post-marketing: Alterazioni del sistema immunitario Reazioni allergiche (incluso rash e prurito), reazioni anafilattoidi (inclusa orticaria) Alterazioni del sistema nervoso Convulsioni (con o senza febbre), collasso o stato simile a shock (episodi ipotonici-iporesponsivi) Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: Apnea in neonati molto prematuri (settimane di gestazione ≤ 28) (vedere paragrafo 4.4) Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione Massa al sito di iniezione, indurimento al sito di iniezione, gonfiore dell´intero arto dove è avvenuta l´iniezione* * I bambini che hanno ricevuto un´immunizzazione primaria con vaccini antipertossici acellulari manifestano più facilmente reazioni di gonfiore dopo la somministrazione di richiamo rispetto ai bambini che hanno ricevuto un´immunizzazione primaria con vaccini a cellula intera.Queste reazioni si risolvono in un periodo medio di 4 giorni. Esperienza con il vaccino antiepatite B: Circa 100 milioni di dosi di Engerix B 10 µg, vaccino per l´epatite B della GlaxoSmithKline Biologicals, sono state distribuite a bambini di età < 2 anni.In casi estremamente rari sono state riportate paralisi, neuropatia, sindrome di Guillan-Barré, encefalopatia, encefalite e meningite.La relazione causale con il vaccino non è stata stabilita. Casi di trombocitopenia sono stati riportati molto raramente con vaccini antiepatite B
Vaccino MPR con virus del morbillo vivo attenuato (ceppo Schwarz) non meno di 103.0 CCID50, virus della parotite vivo attenuato (ceppo RIT 4385, derivato dal ceppo Jeryl Lynn) non meno di 103.7 CCID50, virus della rosolia vivo attenuato (ceppo Wistar RA 27/3) non meno di 103.0 CCID50.
Gli eventi avversi indesiderati che possono verificarsi a seguito dell’uso di un vaccino combinato contro morbillo, parotite e rosolia corrispondono a quelli osservati dopo somministrazione dei vaccini monovalenti singoli o in combinazione.
In studi clinici controllati, i segni e i sintomi sono stati attivamente controllati durante il periodo di follow-up di 42 giorni. Ai vaccinati è stato richiesto di riferire qualsiasi evento clinico verificatosi durante il periodo di studio.
Il profilo di sicurezza presentato di seguito si basa su un totale di circa 12.000 soggetti che hanno ricevuto Priorix in studi clinici.
Le frequenze sono riportate come:
Comune: (da ≥1/100 a <1/10)
Non comune: (da ≥1/1.000 a <1/100)
Raro: (da ≥1/10.000 a <1/1.000)
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non comune: linfadenopatia.
Patologie del sistema nervoso
Raro: convulsioni febbrili.
Non comune: congiuntivite.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: bronchite, tosse.
Patologie gastrointestinali
Non comune: gonfiore delle ghiandole parotidi, diarrea, vomito.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: eruzione cutanea.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Infezioni ed infestazioni
Comune: infezioni del tratto respiratorio superiore.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: arrossamento al sito di iniezione, febbre ≥38°C (rettale) o ≥37,5°C (ascellare/orale).
Comune: dolore e gonfiore al sito di iniezione, febbre >39,5°C (rettale) o >39°C (ascellare/orale).
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni allergiche.
Non comune: nervosismo, pianto insolito, insonnia.
In generale, la categoria di frequenza per le reazioni avverse è risultata simile sia per la prima che per la seconda dose di vaccino. L’unica eccezione è stata il dolore al sito di iniezione che è risultato “Comune” dopo la prima dose di vaccino e “Molto comune” dopo la seconda dose di vaccino.
Durante la sorveglianza post-marketing, sono stati riportati i seguenti ulteriori eventi a seguito della vaccinazione con Priorix
Poiché questi eventi sono stati riportati spontaneamente, non è possibile fare una stima affidabile della loro frequenza.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Trombocitopenia, porpora trombocitopenia.
Patologie del sistema nervoso
Mielite trasversa, sindrome di Guillain Barré, neurite periferica, encefalite*.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Meningite, sindrome di Kawasaki.
Disturbi del sistema immunitario
* È stata riportata encefalite con una frequenza inferiore a 1 caso ogni 10 milioni di dosi. Il rischio di encefalite a seguito della somministrazione del vaccino è ben al di sotto del rischio di encefalite causata da malattie naturali (morbillo: 1 ogni 1000-2000 casi; rosolia: approssimativamente 1 ogni 6000 casi)
In rari casi una condizione simile alla parotite con un periodo abbreviato di incubazione non può essere esclusa. In isolati casi è stato riportato un gonfiore transitorio, doloroso dei testicoli dopo la somministrazione di vaccino combinato contro morbillo, parotite e rosolia.
In casi rari è stata riportata una sindrome simile al morbillo a seguito della vaccinazione con Priorix.
Roberto Gava non dice cose sbagliate, piuttosto troppo spesso cade in affermazioni populiste e a mio avviso un po’ troppo di parte (i numerosi link all'acquisto dei suoi libri mi puzzano un po’).È verissimo che, purtroppo, l'industria del farmaco ha teso ultimamente a ‘raggruppare’ i vaccini in un unica dose da somministrare (e questo aumenta i rischi di effetti indesiderati ‘cross over’), è vero che per comodità le istituzioni tendono a sorvolare su quanti vaccini siano obbligatori e quanti facoltativi, ma d'altra parte abbiamo lo spettro, nemmeno troppo fantascientifico, di un ritorno alle pandemie da inizio secolo di poliomielite e difterite, per non parlare del costo sociale ed umano dell'assistenza a persone segnate a vita da queste malattie che siamo a un passo dal debellare.
Conclusioni: tua sorella è inconvincibile, perché sono inconvincibili tutte quelle persone che, deluse da una pessima gestione sociale di questo rattoppato stivale, hanno preferito farsi informare e convincere dal biforcuto strumento che è la rete.
P.S.Per questo post mi devi sette litri di caffè.
http://www.malinf.com/batteria-index/Corynebacterium.htm
http://www.vaccinarsi.org/malattie-prevenibili/tetano.html
http://dare.ubvu.vu.nl/handle/1871/10211
http://www.epicentro.iss.it/problemi/polio/polio.asp
http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=8&area=Malattie_infettive
http://www.novartisvaccines.it/malattie-e-prevenzione/schede/haemophilus.shtml
http://www.bag.admin.ch/themen/medizin/00682/00684/01087/index.html?lang=it
http://www.vaccinarsi.org/malattie-prevenibili/parotite.html
http://www.torrinomedica.it/farmaci/schedetecniche/Infanrix_Hexa.asp#ixzz2nj9PgAmJ
http://www.torrinomedica.it/farmaci/schedetecniche/Priorix.asp#axzz2njB6WNFQ