Sei silenziosa soprattutto quando inizi a godere sul serio.
È una sorta di disciplina la tua, un rigore nel piacere, che forse hai imparato con me, oppure conosci da un milione di anni.
È come rallentare, senza trattenere. Lasci spazio ai miei versi, che ti ricoprono come un velo, ai suoni naturali del tuo corpo aperto, scivoloso.
Più ti tocco dentro, in fondo, più fremi mordendoti le labbra, stringendo le dita nel pugno, serrando le gambe e le caviglie intorno alla mia schiena.
Quando vieni il tuo orgasmo mi batte tutto intorno come un secondo cuore che detta il suo ritmo al mio sesso.
Aspetto, ti porto fino al secondo orgasmo e poi al terzo, ognuno più lungo, più lento nel suo battere. Il tuo godimento che si fa riconoscenza, e infine supplica.
















