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@anchemeno
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Erroneamente si crede che la definizione di forza sia strettamente correlata al concetto di invincibilità e di assenza totale di debolezze. Cosa confuta realmente tale concezione?
La resilienza; infatti quest’ultima è la capacità di riuscire a resistere a prove d’urto dinamiche e, qualora non si riuscisse a resistere, la capacità di reinventarsi e risorgere proprio sulla base di un determinato fallimento. Si basa dunque proprio sul concetto di invincibilità e debolezza, perché sono esattamente queste a renderci esseri umani.
Inoltre è proprio la libertà di essere umani a darci la forza di essere deboli, vincibili e impotenti.
Riesci ancora a vedere la bellezza anche se hai gli occhi pieni di traffico?
E a gioire anche con gli occhi pieni di tristezza?
E ad amare anche con gli occhi pieni di dolore?
‘Ma l’hai capito che non ti serve a niente
Sembrare intelligente
Agli occhi della gente
E che morire serve
Anche a rinascere’
“Festeggia le tue vittorie, ma festeggia due volte i tuoi fallimenti”
-Anchemeno
Horror vacui
Oggi sono in bilico, sull’orlo di un fallimento; se potessi vorrei disegnare questa sensazione di instabile consapevolezza. Questo è il momento in cui tutte le insicurezze vengono fuori e si mostrano in tutta la loro poderosa forza, infatti da questo punto ironicamente privilegiato si riesce a vedere ciò che ti aspetta, ma al contempo non hai attorno alla sensazione di vuoto totale. Quindi eccomi nel limbo, tentando di respirare e di cercare quella razionalità che mi è sempre appartenuta.
Ma a un soffio dal salto riesco solo a pensare: e se...
Quanto ci si può snaturare per avere l’accettazione altrui? Questo mi chiedo oggi, seduta su una panchina del parco vicino casa, carcando di varcare la soglia dei pensieri altrui. Cerco di leggere dalle espressioni se quello che pensano e quello che fanno collimano; perché, sì, quando queste due entità non sono un tutt’uno è ben visibile sul volto. Infatti la nostra stessa espressione, i nostri stessi occhi ci tradiscono palesando quanto in realtà ciò che facciamo non abbia un vero riscontro nei nostri ideali. Forse per questo i visi dei bambini sono così belli: rispecchiano quella sincerità,coerenza e coraggio nel vivere che troppo spesso mancano nei volti degli adulti.
Stamattina riflesso in uno specchio il mio volto diceva una cosa ed ora? Cosa dice il mio volto?
Sarebbe bello finire così
Lasciare tutto e godersi l'inganno
Perché il tempo ci ossessiona così tanto? E perché ci affascina così tanto? Molto probabilmente perché è inevitabile e incontrollabile. ‘Non perdere tempo!’ Ci veniva detto da bambini, e molto probabilmente è da allora che ci preme spendere bene questo tempo o perlomeno impiegato in qualcosa che ci faccia stare realmente bene. Tuttavia proprio perché incontrollabile, si cerca tutti i modi per controllarlo e usarlo a proprio favore quando in realtà più cerchiamo di afferrarlo, più ci scappa dalle mani e si dimena nella nostra vita distruggendo tutto.
Gli antichi per ritrovare se stessi si sottoponevano a diversi riti, legati spesso da un comun denominatore: a piedi nudi sulla terra brulla o sull’erba. Credevano che per potersi riappacificare con il proprio ‘Io’ più profondo, bisognasse dapprima entrare in contatto con la natura anima e corpo. Infatti la natura non soltanto a loro dire era adatta a pacificare ma soprattutto era un ottimo specchio dei comportamenti umani; un animo impavido e sfrontato era visto come il mare aperto, l’ira più profonda come la tempesta più potente e l’amore più vero come vento fresco. E un animo ramingo a cosa poteva essere paragonato?
A un fiore che è sul punto di sbocciare: al contempo delicato ma resiliente e pronto alla lotta.
- Quindi qual’è il segreto dell’equilibrio?
- Andare sempre avanti nonostante tutto, proprio come le ballerine. Anche se perdono l’equilibrio per qualche secondo continuano a volteggiare, perché sanno che se si fermassero il loro corpo non riuscirebbe a sopportare quella stasi; questa sarebbe infatti letale tanto da far piegare loro le gambe, tremare le braccia e bruciare i polmoni, rendendo vani tutti gli sforzi e il dolore che si è sopportato prima.
Nella vita cambiare punti di vista si trova ad essere un passo importantissimo, se non essenziale.
Proprio cambiando punto di vista è possibile vedere la paura come spirito di sopravvivenza, i sogni come voglia di fare e l’audacia come una timidezza celata. Solo pochissime cose hanno il potere di rimanere uguali sempre, tra le quali c’è l’amore. Esso infatti, nella sua forma più genuina e vera, non riesce a mutare natura ma riesce a mutare forme; forse è proprio per questo che è così tanto difficile saperlo riconoscere e sperimentare. Di certo l’unico modo per poterlo vivere è amando senza riserve, correndo il perpetuo rischio di essere feriti; ma anche allora potrai dire di aver vissuto l’amore nella sua forma più alta e sublime, ovvero nella forma del dono.
Un giorno una vecchia mi disse che il mare era l’unica cosa al mondo che la rilassasse; aveva provato qualsiasi cosa ma solo lui riusciva a calmarla nelle giornate peggiori. Anche se non poteva più, da giovane adorava galleggiare tra i flutti e pensare, perché riuscendo a vincere lei stessa la gravità anche i problemi le sembravano meno imponente e insormontabili. Anche quando era in tempesta, vedeva in esso solo una forza imponente che non riusciva a temere perché mozzafiato. Mi raccontò un giorno che aveva chiesto si suoi cari di essere sepolta in mare e poter giacere al suo interno per sempre, proprio per sentirsi parte di qualcosa di così cristallino ma mai scontato; tutti ovviamente la consideravano folle ma lei continuava a insistere per poterla aver vinta. Ogni volta che raccontava qualcosa mi chiedeva sempre “Riesci a capirmi?”; allora non riuscivo ma oggi, galleggiando in questo blu immenso in cui non mi sento più sola e imponente, vorrei soltanto risponderle a gran voce “Sì”.
Elogia sempre le tue peculiarità, ciò che ti fa essere diverso dagli altri. Vedrai che sarà la tua ricchezza più grande.
-Anche Meno
Ricominciare da capo.
Un nuovo inizio.
Vita nuova.
Tre delle innumerevoli frasi che, quando ho la sfortuna di ascoltare, mi fanno infuriare. È vero sembra assurdo non essere felice e, anzi, rabbrividire davanti a ciò che è un carico di speranza per il futuro, ma come puoi pagare un prezzo così alto per questo futuro? La vita non ti chiede infatti di dare una passata di spugna al tuo passato che, per quanto imperfetto o doloroso possa essere, ti ha reso la persona che oggi sei. La stessa che ha speranza e aspettative verso il futuro; la stessa che, memore del passato, cerca di migliorarsi e rendersi una persona migliore, evitando gli errori fatti e le brutture viste. Siate orgogliosi in ogni caso del vostro passato, per quanto pessimo possa essere, perché senza di esso non vi sarebbe alcun futuro.
Come sono vista dall’esterno? Come mi interpreti? Questa è la domanda che mi attanaglia seduta su una poltroncina impolverata di un ferryboat, chissà come sono. Se la mia anima uscisse dal mio corpo solo per dare una sbirciatina cosa vedrebbe? Forse una ragazza con una crocchia e una maglia rosa pallido che si confonde con il suo colorito biancastro, simile a quello di una persona che ama il the caldo, il freddo e libri su un abbaino. Oppure, forse più similmente a quello che pensano quel gruppo di ragazzi rumorosi, una nerd con il naso nei libri, anzi in uno in particolare che ha una bellissima copertina verde con una coppia di ragazzi che si abbracciano nell’acqua verde. Oppure, come pensa il signore con una maglia color giallo fluorescente, una ragazza con lo sguardo perso in quel blu infinito a rimirare qualcosa che vede solo lei in quelle infinite migliaia metri cubi d’acqua. Ma quale di queste descrizioni riesce a rappresentarmi, o perlomeno tratteggiare una piccola parte di me, prendendo in considerazione solo ciò che è tangibile ai sensi? Forse nessuna, forse tutte. Non è forse per questo che ci piace tanto venire bene nelle foto e, cercare, di mostrare esclusivamente la parte migliore di noi? Quanto è evidente queso bisogno di presentare solo la nostra parte migliore che però non è sempre quella più autentica; quindi ha davvero senso porre questo ennesimo veto?
A Roma non si vedono le stelle. A Roma non si sente il profumo di erba appena tagliata. A Roma non riesco ad esprimere i desideri.
Questo è il secondo anno che non riesco a volgere lo sguardo al cielo senza dirmi di essere nel posto sbagliato con le persone sbagliate, senza Lucia che stride, Asia che cerca di spiegare cosa muova le cose, Mina che ridacchia di Claudia e Luca e senza Flavio che mi cerca sempre con lo sguardo. A Roma puoi tentare di vedere le stelle solo se ti inoltri nelle campagne buie, ma che senso ha? Che senso ha parlare di desideri, sogni e aspettative mancate con quelle stesse persone che riescono a starti accanto solo se sei perfettamente etichettato e tarato? Che senso ha parlare dei desideri più reconditi e vulnerabili, se si cerca sempre il tuo punto più debole? Che senso senza di voi? Che senso ha senza di te?