«Perché era lui, perché ero io»
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«Perché era lui, perché ero io»
"Un giorno noto che ha un livido scuro sull'avambraccio, appena sotto il punto dove finisce la manica del vestito. Le dimensioni sono quelle di una grossa ditata.
-Quello cos'è?- le domando.
-Oh- fa lei distratta, -Devo aver sbattuto da qualche parte. Mi copro immediatamente di lividi.
Beh, certo, mi dico. È talmente sensibile, un po' come me. E il mondo ci ammacca. È per questo che dobbiamo occuparci l'uno dell'altra.
-Però non ti viene il livido, quando ti tengo per i polsi.
-Non credo che vengano i lividi ai polsi, o no?
-Non se sono io a stringerteli."
-L'unica Storia, Julian Barnes
“Così siamo alle prese con i misteri, ognuno a suo modo. E alcuni di noi riescono a navigare su un mistero e lo chiamano casa”
Ti darò il sole, Jandy Nelson
“Perché, chi lo sa? Nessuno può dire di sapere tutto. Chissà chi o cosa tiene i fili. Forse il destino è solo il modo in cui racconti a te stesso la storia della tua vita.”
Ti darò il sole, Jandy Nelson
«O forse è solo che una persona è fatta di tante persone. Forse continuiamo per tutto il tempo ad accumulare diverse personalità.» Ce le trasciniamo dietro quando facciamo le nostre scelte, buone o cattive, quando mandiamo tutto a rotoli, quando facciamo dei passi avanti, quando perdiamo la testa, quando la ritroviamo, quando siamo a pezzi, quando ci innamoriamo, quando soffriamo, quando cresciamo, quando fuggiamo il mondo, quando ci tuffiamo nel mondo, quando costruiamo cose, quando le rompiamo.”
- Ti darò il sole, Jandy Nelson
Voglio dire ancora qualcosa, almeno resterà ancora un po’ [...]
«Io dipingo nella mia testa» gli dico. «L’ho fatto per tutto il tempo anche prima.»
Non lo avevo mai detto a nessuno, neanche a Jude, e non ho idea del perché lo stia dicendo a lui. Non ho mai lasciato entrare nessuno nel mio museo invisibile.
«E cosa dipingevi?»
«Te.»
- “Ti darò il sole”, Jandy Nelson
Paint: Ron Hicks - Impressionist Figurative painter
“C’è qualcosa sul suo viso, ora, qualcosa di luminosissimo che vuole uscire. È una diga che trattiene un muro di luce. La sua anima potrebbe essere un sole. Non ho mai incontrato nessuno che abbia un sole al posto dell’anima”
Ti darò il sole, Jandy Nelson
«Era come se il cuore le fosse stato asportato dal corpo chirurgicamente per essere conservato in una località remota, collegato ancora a lei per pomparle sangue nelle vene, ma esposto a pericoli che lei non riusciva a vedere: il suo cuore era in una scatola da qualche parte, scoperto, senza protezione»
-L’unica Storia, Julian Barnes
«Si innamorò come chi si suicida»
L’unica Storia, Julian Barnes
“Ha realmente voluto morire ma non ha mai voluto che Marianne lo dimenticasse. Questa è l’unica parte di sé che vuole salvare, la parte che esiste dentro di lei”
Persone Normali, Sally Rooney
“Lui adesso è in imbarazzo e questa cosa lo manda in bestia. Qualunque cosa ci sia tra lui e Marianne, non ne è mai venuto niente di buono. Ha sempre e solo generato confusione e sofferenza per tutti. Non può aiutare Marianne, qualunque cosa faccia. In lei c’è qualcosa di spaventoso, un immenso vuoto nel nocciolo del suo essere. È come aspettare l’ascensore e quando si aprono le porte dietro non c’è niente, solo il vuoto buio e terribile della tromba, è così all’infinito. Le manca quell’istinto primordiale, l’autodifesa o l’auto conservazione, che rende intellegibili gli altri esseri umani. Ti ci accosti aspettandoti una resistenza, e invece tutto ti si sfalda davanti. Eppure Connell potrebbe stendersi a terra e morire per lei in ogni momento, e questa è l’unica certezza sul proprio conto che lo faccia sentire una persona degna.”
-”Persone normali”, Sally Rooney
«La morte procurata da queste dita avrebbe un suo fascino»
Il professore, Charlotte Brontë
«Ma c’è del metodo nella mia pazzia, nella sua no»
Il professore, Charlottë Brontë
«Il mio cuore non è certo una tavola su cui passeggiare!»
Il professore, Charlotte Brontë
L’oro brillerà fra le ossa, quasi minuscolo sole, traccia della mia anima.
Vladimir Chosadevič, Non è tempo di essere
Ancora tormentano le distanze terrene,
ancora duole la mano,
ma sempre più chiara, sicura è la coscienza
che tu sei vicina
***
Ещё томят земные расстоянья,
Ещё болит рука,
но всё ясней, уверенней сознанье,
Что ты близка
-Vladimir Chosadevič
Fermati. Chiudi come per caso
gli occhi. Un ultimo sforzo per me:
e alla punta delle dita tremanti, segreto,
brucerò forse un aura di fiamma
***
Помедли так. Закрой, как бы случайно,
Глаза. Ещё одно усилье для меня —
И на концах дрожащих пальцев, тайно,
Быть может, вспыхну кисточкой огня
-Vladimir Chosadevič