Delitto Matteotti, Antonio Scurati: 'Non è chiaro se Mussolini diede l'o...

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@ehehitu
Delitto Matteotti, Antonio Scurati: 'Non è chiaro se Mussolini diede l'o...
"L'unico errore di Mussolini fu quello di allearsi con Hitler"
E la marcia su Roma. E l'assalto di Palazzo d'Accursio. E l'olio di ricino. E il confino per oppositori politici, intellettuali, slavi e omosessuali. E lo squadrismo. E le redazioni dei giornali date alle fiamme. E la soppressione della libertà di stampa. E il certificato di “buona condotta politica” per potersi iscrivere all'Ordine dei giornalisti. E le leggi razziali. E i campi di concentramento. E la deportazione degli ebrei. E le spedizioni contro le camere del lavoro, le case del popolo e le leghe agrarie. E l'assassinio di Giacomo Matteotti. E l'omicidio dei Fratelli Rosselli. E la prigionia di Antonio Gramsci. E i pestaggi su Piero Gobetti e Giovanni Amendola. E la persecuzione di militanti, parlamentari, dirigenti comunisti, socialisti, azionisti, popolari, repubblicani, liberali. E l'istituzione del Tribunale speciale per la difesa dello Stato. E l'introduzione della pena di morte per gli oppositori politici. E il progetto totalitarista. E il controllo dei testi scolastici. E il giuramento di fedeltà al regime imposto agli insegnanti. E l'abolizione dei sindacati. E l'abolizione del diritto di sciopero. E la soppressione del Parlamento. E l'eliminazione dei partiti politici (eccetto uno). E la Camera dei fasci e delle corporazioni. E il Gran Consiglio del fascismo. E l'invasione della Grecia. E l'invasione dell'Albania. E l'invasione della Jugoslavia. E l'uso delle armi chimiche in Etiopia. E i 12.000 cirenaici giustiziati. E i 30.000 civili bruciati vivi, impiccati, ammazzati di botte, fucilati nel massacro di Addis Abeba. E la deportazione nei campi di concentramento di migliaia e migliaia di libici, eritrei, somali, etiopi. E l'eccidio dei fratelli Cervi. E ‘eccidio di Sant'Anna..
Il ministro Sangiuliano ha confessato di aver molto sofferto durante il mezzo secolo di “dittatura comunista”. Ha talmente sofferto che, durante gli anni della dittatura, é stato assunto in Rai, é diventato vice direttore del Tg1, poi direttore del Tg2 e ha continuato a firmare il giornale sino a qualche istante prima di diventare ministro.
A Matteotti, Gramsci, Gobetti, Amendola, don Minzoni, ai fratelli Rosselli é andata decisamente peggio quando c’era la dittatura dei camerati amici del suo amico Almirante.
Dario De Lucia
Parlano i cretini e si amplificano le loro cazzate! Eppure basterebbe scrivere: "Tizio ha detto una cazzata pazzesca. Non la pubblichiamo perché è una cazzata pazzesca!".
Se vedo una cacca di vacca nei campi non vado a frugarla con lo stecco: aumenta la puzza.
Eh purtroppo siamo arrivati al punto che devi spiegarglielo alla gente che è una merda di vacca, altrimenti la prende per cioccolato.
Glie lo devi spiegare che se son tanti il PCI è stato al governo in Italia per 6 mesi e che appunto Sangiuliano non è Gramsci.
Perchè si lamentano tutti del complotto dei media mainstream... ma poi non si capisce da dove avrebbero dovuto farsele queste idee della dittatura comunista in Italia se non sui media mainstream, di certo non sui libri (AAA astenersi gente che considera la roba di Vespa libri e che pensa che Vespa non sia mainstream).
Hokappito. Devo fare tutto io...
CACCA DI MUCCA
FABBRICA DELLA CACCA DI MUCCA
GESTITA DA
e poi,
CIOCCOLATO
FABBRICA DEL CIOCCOLATO
GESTITA DA
L'antidiplomatico - Liberi di svelarvi il mondo
Anche in Italia i propagandisti pro-Netanyahu scrissero sui giornali e raccontarono in tv degli “stupri di massa” commessi da Hamas a Gaza il 7 ottobre. L’avevano letto sul New York Times, e la “notizia” era stata rilanciata dalla Bbc, dal Guardian, dalla Cnn, dall’Associated Press e da Reuters; ma quegli articoli sugli “stupri di massa” erano un falso. I co-autori di quei pezzi, lodati all’epoca dal caporedattore del Times Joe Kahn, erano Jeffrey Gettleman, Anat Schwartz e Adam Sella. Sabato scorso l’account Telegram @zei_squirrel ha aperto un vaso di Pandora: ha mostrato al mondo i like di Anat Schwartz a diversi post di propaganda sionista su X, fra cui uno che definiva i palestinesi “animali” che meritano un “Olocausto”; uno sui “40 bambini decapitati” (un altro falso); uno che invocava la trasformazione di Gaza in un “mattatoio”; e un altro che esortava i propagandisti di Israele a diffondere il paragone “Hamas è l’Isis” per spaventare l’opinione pubblica occidentale
Il Times ha aperto un’inchiesta interna sulla Schwartz poiché le norme aziendali vietano ai suoi giornalisti di “esprimere opinioni di parte, promuovere opinioni politiche, sostenere candidati, fare commenti offensivi o fare qualsiasi altra cosa che possa minare la reputazione giornalistica del Times”. Schwartz ha subito disattivato il suo account X, e l’ha riattivato dopo aver rimosso tutti i like compromettenti; ma il Times non è innocente: la Schwartz aveva messo quei like prima che la ingaggiassero per i reportage da Gaza; e bastava dare un’occhiata al suo curriculum per scoprire altri due fatterelli interessanti: la Schwartz lavora come regista alla tv di Stato israeliana e aveva fatto parte dell’intelligence dell’aviazione militare di Israele. Un post a cui la Schwartz ha messo il like è stato addirittura citato dal Sudafrica, nella causa contro Israele per genocidio, come una delle prove dell’intento genocida. Zei_squirrel: “Questa è la persona che hanno preso per scrivere sui palestinesi.”
Gettleman, a sua volta, è un fervente sionista: il Times ha messo in stand by il suo podcast sugli stupri di Hamas dopo critiche dello staff sulla sua accuratezza. Quanto ad Adam Sella, è nipote della Schwartz (conflitto di interessi): entrambi cercarono di convincere un testimone a cooperare al pezzo del Times perché era “importante per la propaganda israeliana.” Pare che il Times stia pensando di interrompere la collaborazione con la Schwartz. E quella di Gettleman e Sella, i due co-autori del falso, no? Non è solo una questione di netiquette (mettere like a post di propaganda violenta e razzista), qui si tratta di quello che hanno pubblicato quei tre: falsi propagandistici della gravità di quelli di Judith Miller (sempre NYT) all’epoca della guerra criminale, coloniale e illegale di Bush, Blair e Berlusconi in Iraq. Jeremy Scahill (The Intercept) denuncia oltre alle balle sioniste del Times quelle del Wall Street Journal sui legami fra Hamas e UNRWA (t.ly/NeSpO): “Queste due storie sono state scritte da anti-palestinesi che fingevano di essere giornalisti obiettivi”. [...]
Parole non presenti in tutte le lingue:
Cafuné (portoghese brasiliano) l'atto di passare delicatamente le dita tra i capelli di qualcuno;
Empatia (italiano) capacità di un individuo di comprendere in modo immediato i pensieri e gli stati d'animo di un'altra persona:
Wabi-Sabi (giapponese) modo di vivere che si concentra nel trovare la bellezza nelle imperfezioni della vita;
Petrichor (inglese) il profumo della pioggia sulla terra asciutta;
Wanderlust (tedesco) profondo desiderio di viaggiare e di esplorare il mondo;
Forelsket (norvegese) euforia che si prova la prima volta che ci si innamora;
Haaveilla (finlandese) sognare ad occhi aperti;
Psithurism (inglese) il suono del vento tra gli alberi;
Meraki (greco) fare qualcosa con creatività, amore, mettendoci l’anima;
L’esprit d’escalier (francese) la sensazione che provi dopo aver finito una conversazione, quando ti vengono a mente le cose che non hai detto ma che avresti voluto/dovuto dire.
Ecco perché mi piace studiare lingue.
Cose che m'arrapano la mente
Giornata della memoria, la tecnologia degli aguzzini. Così trasferivano i deportati
Oltre 16.000 italiani furono trasferiti altrove rispetto al primo campo di concentramento di arrivo. Era convinzione diffusa tra i superstit
Non solo ebrei...
Interessante... l'Italia dice No alla carne sintetica controllata ma si astiene quando c'è da decidere per vietare i pesticidi in agricoltura. Annamo bene.
AVREI UNA PROPOSTA CONCRETA DA FARE!
Tutti sottolineano quanto sia controproducente, per la sinistra, ripetere come un ritornello l'allarme
antifascista: sembra un pretesto per sfuggire al confronto politico e non concentrarsi sui temi concreti. Chiederei a Liliana Segre e Emanuele Fiano quanto sia “tema concreto”, per loro, vivere sotto scorta, in quanto ebrei quotidianamente invitati a sparire nei forni. Detto questo, per sollevare una volta per tutte la sinistra dalla fatica, effettivamente stucchevole, di segnalare che sono in circolazione parecchi nostalgici dei lager e delle leggi razziali, e di denunciare alla polizia postale gli eroici tastieristi che augurano lo sterminio ai figli e ai nipoti degli sterminati, avrei una proposta molto concreta da fare: se ne occupi finalmente la destra, dopotutto è un problema prima di tutto suo. Dicano il Salvini e la Meloni, meglio ancora i navigati fascistoni di lungo corso come La Russa, di non volere i voti dei nazisti, tacitino o almeno cerchino di tacitare i tanti siti dei loro fan che chiamano gli stranieri “infetti” e le femministe “troie”. Maledicano le curve per le quali Anna Frank è un insulto e nazista un complimento, si attivino materialmente, sul territorio, contro chi, tra i loro, professa l'odio razzista e l’omofobia, e “la difesa della razza” la pratica sparando agli africani, come fece l’ex candidato leghista Luca Traini a Macerata nel 2018. Rischierebbero di perdere un po’ di voti ma farebbero una buona figura, bonificando il loro elettorato dalla quota Salò tutt'ora ben presente, guadagnando l'applauso dei loro elettori moderati, rassicurando almeno un poco gli stupidi di sinistra come il sottoscritto, che quando vedono una svastica non si sentono di buon umore, e rimpiangono di non avere più la forza dei vent'anni per piegare all'indietro quei maledetti uncini.
di Michele Serra
Alessandro Gilioli
Può sembrare che un po' abbiano ragione i fascisti di Acca Larenzia: la commemorazione con i saluti romani c'è sempre stata, dal 1979 in poi, perché quindi lo scandalo a questo giro?
Forse, tuttavia, un breve - brevissimo - riassunto di storia recente può darci qualche informazione in più, sul perché.
Storia molto recente: siamo nel gennaio del 2012. Quando, sempre nel giorno dell'anniversario, i neofascisti cambiarono in via Acca Larenzia una serie di cose, a iniziare dalla targa che commemorava le tre vittime.
Quella precedente era stata posta nel 1978 in una cerimonia guidata da Gianfranco Fini, allora segretario generale del Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del Msi. Le tre vittime della strage, in quella prima lapide, erano definite "vittime della violenza politica". C'era anche un appello: "Per la libertà e per un'Italia migliore".
Ecco, in quel sabato 7 gennaio 2012 quella lapide venne sostituita da un gruppo di ex missini che contestavano a Fini la sopravvenuta svolta moderata e la condanna del fascismo. Sulla nuova targa c'era scritto che i tre erano stati uccisi "dall'odio comunista e dai servi dello Stato". La firma: "I camerati". I muri attorno alla targa vennero dipinti con murales d'ispirazione tra il romano-imperiale e il fantasy ma soprattutto con una gigantesca croce celtica.
Chi erano quei giovani ex missini che nel gennaio del 2012 inscenarono un restyling commemorativo così identitario, rivendicativo del fascismo e di fatto polemico verso Fini?
Era il gruppo che solo dieci mesi dopo avrebbe fondato Fratelli d'Italia, inclusa l'attuale premier Giorgia Meloni. Con lei, a deporre la targa firmata "i camerati", c'erano tra gli altri Federico Mollicone e Fabrizio Ghera, entrambi tra i fondatori di Fratelli d'Italia. Con loro, quasi tutti i camerati di Colle Oppio, l'ex sede del Msi di Meloni da cui è uscito l'attuale gruppo dirigente del Paese.
In altre parole: quella commemorazione del 2012 - con i suoi saluti romani, la sua nuova targa, la sua grande croce celtica, i suoi richiami imperiali e i suoi "presente!" - è di fatto l'atto fondativo del partito che oggi governa l'Italia. Una fondazione realizzata in contrapposizione al vecchio gruppo dirigente finiano che dal Msi-An era confluito nel Pdl.
Forse per questo ha qualche senso parlarne. E forse per questo Meloni non è esattamente estranea alla sceneggiata dell'altro ieri.
Poi c'è il rischio che uno pensi che erano Berlusconi e Fini a essere moderati e invece è proprio grazie a loro che abbiamo fasci dichiarati al governo... e ovviamente a un'alternativa che è una brutta fotocopia dei fasci in chiave liberale.
Il compromesso storico non lo volevano gli USA, non lo voleva la Russia infastidita da Berlinguer, non lo voleva il Vaticano e non lo voleva Israele che doveva vendicarsi di Moro.
Avevano a portata di mano le Brigate Rosse già infiltrate dalla CIA e un organizzatore di colpi di stato di primo livello (che poi sarà perfino insignito del Nobel per la pace, tanto per non smentire l'assurdità di quel premio) per non parlare del duo Andreotti-KoSSiga
Uno spara alle feste
uno vota libri in concorso che non ha letto
uno ferma i treni all’occorrenza
uno ha i busti del duce in casa
uno si veste da nazista
una è condannata in via definitiva per peculato
uno è indagato per corruzione
una non paga i dipendenti ed ha società in crack
Quando un partito rappresenta al meglio un terzo degli italiani
A partire dal primo giugno del 2024, più di settemila persone con gravissima disabilità che vivono in Lombardia vedranno diminuire da 650 a 400 euro mensili l'assegno che ricevono come contributo per l’assistenza domiciliare. Mentre chi vive in una condizione di dipendenza vitale da macchinari (per esempio coma, stato vegetativo o tracheotomia) vedrà ridursi il contributo da 900 a 700 euro al mese. E voi direte, "ma come è mai possibile una cosa del genere? Voi all'opposizione, che ci state a fare? Non avete protestato, durante il dibattito sul bilancio?" Bene, cari. Sapete com'è andata? Che in quaranta ore di discussione fatte fino al 20 dicembre di questi tagli non si è parlato. Anzi hanno passato il tempo a dirci quanto fosse importante mantenere gli investimenti su categorie così fragili. E quindi? E quindi la Giunta Fontana, fra Natale e Capodanno, quando l'attenzione dei media è calata, vertiginosamente, si è ritrovata e all’unanimità ha partorito una delibera contenente questi tagli. Lontano dall'aula consigliare. Una porcata inaudita. Per la gravità dei tagli che entra sulla carne viva di tutti quei caregivers familiari che quotidianamente, tra mille sacrifici, si occupano di stare vicino alle persone con disabilità. Per la modalità. Quasi di nascosto. Quasi contando che nessuno se ne accorgesse, lontano dal luogo istituzionale dove rendere conto di una decisione del genere. In campagna elettorale, quanta gente mi disse "ma io non voto, tanto siete tutti uguali". Come no. Luca Paldini - Pagina, Facebook
Saran contenti tutti quelli che hanno votato felici per giogggia , dai che adesso parte la ola …
🤡💩
Tumblr-giornale 2024 #1
Approvata la legge finanziaria.
Mentre i trombettieri di palazzo strombazzano la riforma fiscale di questo governo che taglia l'aliquota fiscale 27% (taglio che portera' in media un aumento di 25 euro sulle buste paga) e la maggioranza degli italiani si lecca i baffi per il futuro risparmio sulle tasse, io vi ricordo che dal gennaio 2024, oltre all'ingresso di 5milioni di utenze luce-gas nel mercato libero, tornera' l'iva al 22% sulle bollette del gas (ora al 5%) e torneranno i costi degli oneri di sistema, azzerati per il 2023 dal governo. Insomma, circa 80-100 euro di costi in piu' a bimestre. Della serie: "con una mano vi do e con due mani vi levo". @ilpianistasultetto
𝐁𝐞𝐫𝐥𝐢𝐧𝐨: “𝐏𝐮𝐭𝐢𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐡𝐞𝐫𝐚̀ 𝐥𝐚 𝐍𝐚𝐭𝐨. 𝐔𝐬𝐞𝐫𝐚̀ 𝐢 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐧 𝐃𝐨𝐧𝐛𝐚𝐬”
𝑃𝑎𝑟𝑙𝑎 𝐾𝑖𝑒𝑠𝑒𝑤𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟, 𝑐𝑎𝑝𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑝𝑎𝑠𝑖𝑟 𝑡𝑒𝑑𝑒𝑠𝑐𝑜: “𝐸𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑡𝑟𝑒 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑀𝑜𝑠𝑐𝑎 𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎̀ 𝑛𝑒𝑙 𝑚𝑖𝑟𝑖𝑛𝑜 𝑖 𝐵𝑎𝑙𝑡𝑖𝑐𝑖 𝑒 𝑙𝑎 𝑀𝑜𝑙𝑑𝑎𝑣𝑖𝑎”
| di Tonia Mastrobuoni, la Repubblica, 19 dicembre 2023
BERLINO.
L’avvertimento scioccante è arrivato nel fine settimana dal ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius. Che aveva già fatto discutere a ottobre dicendo che la Germania doveva tornare a essere «kriegstuechtig», «capace di affrontare una guerra». Il Paese che ha scelto dalla fine della Seconda guerra mondiale di restare un nano militare sembrava scosso dall’aggettivo terribilmente esplicito usato dal responsabile della Difesa. Ma adesso è chiaro il motivo di quelle affermazioni così esplicite.
Ieri Pistorius era in Lituania per annunciare lo storico, primo stanziamento permanente di un battaglione di soldati tedeschi sul fianco orientale della Nato. Il presidente del Copasir tedesco, Roderich Kiesewetter, che era in Lituania con il ministro, spiega il senso del suo allarme. Raggiunto al telefono da Repubblica, il parlamentare della Cdu ci racconta le informazioni sui piani di Putin che sono state intercettate dai servizi segreti tedeschi Bnd.
Le nuove informazioni che abbiamo sulla Russia - la sua trasformazione in un’economia di guerra, il suo obiettivo esplicito di voler attaccare la Nato - preludono a scenari oscuri». Particolarmente a rischio, secondo Kiesewetter, sono «i Paesi Baltici e la Moldavia». E il motivo è che «si tratta di ex Repubbliche sovietiche e che Putin è convinto che non siano in grado di difendersi».
Attenzione, non dobbiamo aspettarci un’invasione militare come il 24 febbraio del 2022 in Ucraina. Piuttosto, Putin costruirà una strategia simile a quella del 2014 nel Donbass. Secondo il numero uno della Commissione parlamentare tedesca per i rapporti con i Servizi, «le aggressioni russe avverranno attraverso separatisti, movimenti autonomisti, milizie o presunti agenti di sicurezza chiamati ad “aiutare” le minoranze russe». Insomma, stessa sceneggiatura del 2014, quando Donetsk e Lugansk furono invase dai famosi “omini verdi” russi che organizzarono per anni una guerriglia autonomista e spinsero Mosca a invadere l’Ucraina nel 2022 con la scusa della tutela della minoranza russa.
«In Estonia ci si può immaginare uno scenario identico, ossia la creazione di autonomisti russi che chiedano la separazione, finti movimenti civici che protestino a difesa della minoranza russa», rivela Kiesewetter. Ecco dunque il trucco con cui Putin punta ad aggirare l’articolo 5 della Nato, quello che obbligherebbe i partner a intervenire nel caso di un attacco militare russo in Estonia. La Nato non potrà intervenire con l’Articolo 5 perché il calcolo di Putin è che contro una regione che si voglia rendere autonoma o una minoranza che si batta per la propria indipendenza non si possa evocare l’articolo 5. Putin conta di muoversi armando separatisti e milizie non riconducibili ufficialmente a Mosca sotto la soglia di allarme che scatenerebbe l’obbligo al mutuo soccorso dei partner dell’Alleanza atlantica. Se pezzi di Estonia si rendono autonomi, che cosa può fare la Nato?»
Per la Moldavia vale uno scenario leggermente diverso. Non è un Paese Nato. E il capo del Copasir tedesco pensa che Putin «aspetterà le elezioni dell’anno prossimo: se non finiranno come vogliono i russi, riproveranno a organizzare un colpo di Stato e una guerra civile come hanno tentato di fare a più riprese». La reazione dell’Occidente dipenderà dalla Romania: «Può evocare in Europa la clausola di difesa del Trattato di Lisbona, o l’articolo 5 della Nato. O nulla».
Nei giorni scorsi i servizi segreti polacchi hanno lanciato un allarme simile a quello di Pistorius, citando un arco di tempo un po’ diverso per l’aggressione russa. Kiesewetter puntualizza che «non è un allarme polacco o tedesco: sono stime Nato. C’è chi dice 6-8 anni o 3-5. Io temo che saranno tre anni: Putin vorrà anticipare la Nato, che non sarà ancora pronta per difendersi a dovere».
(Euromaidanpr Italia)