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Not today Justin

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@instantlysizzlingchaos
Quando Allah porta miliardi, come annuncia trionfante la Meloni ( investimenti di Emirati arabi in Italia per 40 miliardi) , allora per lei e per tantissimi italiani e' "HAKBAR", ovvero, il Dio piu' grande di tutti. Quando Allah e' vestito di stracci, allora la nostra civilta' cristiana e' in pericolo e rischia di scomparire per colpa dalle loro invasioni. Siamo un cesso di Paese abitato da milioni di persone di merda.. @ilpianistasultetto
Emma Ruzzon ha 24 anni ed è la Presidente del Consiglio degli Studenti di Padova.
In occasione dell’apertura dell’anno accademico, ha compiuto un gesto forte, eclatante: si è tolta simbolicamente la camicia nera che indossava.
Ma la cosa più importante, preziosa, non è il gesto in sé (quella era solo un’esca comunicativa, riuscitissima, per attirare l’attenzione dei più distratti sul tema), piuttosto ciò che ha detto prima, dopo e durante per spiegarne il senso.
“La Storia che studiamo ci ricorda che quest’anno ricorrono otto decenni dalla liberazione dal nazifascismo. Ma anche oggi è Storia, e sta a noi decidere come vogliamo venga ricordata otto decenni da ora. C’è chi ci taccia di sensazionalismo, di infantilismo addirittura, quando esprimiamo timore dinnanzi ai semi di guerra e di odio che vediamo in tutto il mondo, come in Italia. E invece sappiamo, proprio per gli strumenti che la nostra storia ci ha affidato, che il fascismo non è stato solo quello dell’olio di ricino e delle leggi razziali, ma anche controllo dell’informazione e dei corpi delle persone, libertà garantita solo per alcuni, un approccio alla violenza che si prova a nascondere sotto il tappeto ma che ritorna, per esempio, nei pestaggi in strada o davanti alle scuole superiori, l’ultimo di pochi giorni fa a Vicenza.
La Storia ci insegna a leggere i segnali, anche quando si presentano in modo diverso, ma se qualcuno non vuole proprio coglierli, davvero è necessario vedere le camicie nere in giro? Oggi ho questa indosso perché l'occasione richiede formalità, ma, se proprio serve parlare il linguaggio dei simboli, facciamo che nel dubbio io me la tolgo, ma senza alcuna paura di affermare che molti in questo Paese dovrebbero togliersela per davvero.”
Perfetta. Puntuale. Chiarissima. Come sempre.
La meglio gioventù.
Nazzarena Bernardi
Vergognoso! Credo che sulla Rai, a Sanremo, stasera sia andata in scena l'opera di disinformazione tra le più vergognose, crudeli e violente della storia. Cantano due israeliane, solo che una, Mira Awad (doppia cittadinanza), la presentano come Palestinese. Peccato che la cantante presentata come Palestinese abbia rappresentato israele all'Eurovision del 2009. Voi pensate che se non avesse avuto tutti i "requisiti" richiesti dal "popolo eletto" l'avrebbero mandata in giro per il mondo a nome di israele? In sostanza è una presa per il culo con l'aggravante di giocare con i sentimenti della pubblica opinione. L'altra cantante invece, Noa, ha i figli che fanno parte dell'esercito "più morale del mondo". Questo non l'hanno detto però. Altro che messaggio di pace. Sostanzialmente stasera a Sanremo è successo quello che israele fa da decenni: prende decisioni sui Palestinesi senza curarsi di cosa pensano i Palestinesi. E così la Rai che dice di dare spazio ai Palestinesi senza chiedere nulla ai Palestinesi, bensì cercando solo il via libera dall'ambasciata israeliana in Italia. Questa è la realtà, il resto è propaganda. Schifosa propaganda!
T.me/GiuseppeSalamone
CRONACHE RIBELLI
Dopo la Seconda guerra mondiale, le minoranze tedesche in numerosi paesi furono vittime di violenze, pulizia etnica, e deportazioni. Ma ora ci chiediamo, che cosa succederebbe se in Germania invece di ricordare i crimini del nazismo si dedicasse una commemorazione a queste vittime tedesche innocenti, cancellando con un colpo di spugna le efferatezze delle SS e della Gestapo?
Tutto il mondo insorgerebbe.
Ma questo è quello che avviene in Italia nella “Giornata del Ricordo”, quando, citando la legge “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.” Tutto senza nominare l'occupazione italiana delle cosiddette terre irredente, senza l'italianizzazione forzata, senza l'occupazione militare, la deportazione e le stragi compiute durante la guerra mondiale.
Ma torniamo agli esuli tedeschi.
Durante e dopo la Seconda guerra mondiale i tedeschi sono espulsi dagli USA, dal Sud America, dall'Africa, dai Balcani, dal Belgio, dalla Jugoslavia, dalla Romania, dall'Ungheria e soprattutto dalla Polonia e dalla Cecoslovacchia. Attenzione in molti di questi casi parliamo di persone di origine tedesca che da decenni (anche secoli) vivevano in territori come la Prussia Orientale e i Sudeti. Proprio dalla Cecoslovacchia vennero cacciati 3 milioni di tedeschi. Espulsioni che vennero anticipate da violenze di massa efferate. Secondo i dati cechi 5.558 tedeschi si suicidarono e 20.000 di loro morirono durante gli sfratti coatti e le espulsioni. In Polonia andò anche peggio. Difficile dare delle cifre precise ma si va nell'ordine di centinaia di migliaia di morti. Prima della politica espansionistica degli anni '30 e dei crimini efferati compiuti dalla Germania nel corso della Seconda guerra mondiale, le comunità tedesche in diversi paesi europei erano ben integrate e stabili.
E chiaramente, non tutti i tedeschi fuori dai confini della Germania erano nazisti e avevano supportato i crimini di Hitler. Molte erano persone innocenti e prive di ogni responsabilità diretta.
Eppure se domani queste persone fossero strumentalizzate per nascondere i crimini tedeschi in Polonia, Repubblica Ceca, o qualsiasi altro paese, tutti grideremmo all’infamia.
Ecco dovremmo farlo anche in una giornata come quella di ieri. Dove al governo e allo stato italiano, ieri come oggi, non interessa affatto ricordare le vittime innocenti del confine orientale, ma soltanto usarle per cancellare le responsabilità del nostro paese rispetto a quello che è accaduto in quella parte d’Europa.
"Non veniamo al mondo per lavorare o per accumulare ricchezza, ma per vivere.
Abbiamo a disposizione l'eternità per non essere e solo un minuto per essere.
Per questo, ciò che più mi offende oggi è la poca importanza che diamo al fatto di essere vivi."
José Mujica
#bulgaria 3 minorenni #migranti uccisi dal freddo. La polizia ha arrestato chi ha tentato di raggiungerli per aiutarli.
Cosa stiamo diventando?
Da, Giorgio Romagnoni
Name: Zhangjiajie National Forest Park
Location: Hunan, China
Description: This shot was taken along the cliff hanging walkways on Mt. Tianmen. It also includes a glass bridge that is about 3 football fields long.
Sacco e Vanzetti (1971)
Ernest Hemingway una volta disse: “Nei nostri momenti più bui, non abbiamo bisogno di soluzioni o consigli. Ciò che desideriamo è semplicemente una connessione umana, una presenza tranquilla, un tocco delicato. Questi piccoli gesti sono le ancore che ci tengono fermi quando la vita esagera.”
Per favore non cercare di aggiustarmi. Non affrontare il mio dolore e non allontanare le mie ombre. Siediti accanto a me mentre lavoro attraversando le mie tempeste interiori. Sii la mano ferma che posso raggiungere quando perdo la mia strada.
Il mio dolore devo portarlo da solo, le mie battaglie devo combatterle da solo. Ma la tua presenza mi ricorda che non sono solo in questo mondo immenso, a volte spaventoso. È un tranquillo ricordo che sono degno di amore, anche quando mi sento distrutto.
Quindi, in quelle ore buie in cui perderò la strada, tu sarai qui? Non come soccorritore, ma come compagno. Tienimi per mano fino all'alba, aiutandomi a ricordare la mia forza.
Il tuo sostegno silenzioso è il dono più prezioso che tu possa fare. È un amore che mi aiuta a ricordare chi sono, anche quando me ne dimentico.
Hashini Himasha
" Mentre per decenni in questo Paese ci si è baloccati sul favoloso assioma «non può esistere antifascismo in assenza di fascismo», abbiamo avuto in ordine sparso: il golpe Borghese, Gladio, il piano Solo, Peteano, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, la strategia della tensione, la strage di Bologna, i NAR, l’Italicus, Ordine Nuovo, Terza Posizione, il Rapido 904, la P2, i servizi segreti deviati. Se invece vogliamo guardare al presente più prossimo, una miriade di pimpanti formazioni di ultradestra mai sciolte, partiti di governo la cui ambiguità sul tema è diventata l’identità programmatica e, per non farci mancare nulla, ci è toccato perfino l’assalto alla CGIL a Roma. Nessuna conquista democratica, nessuna Costituzione figlia della Resistenza può dirsi acquisita per sempre e il presente non fa che ribadirlo ogni giorno, per questo sarà meglio cominciare da noi stessi a ricostruire il rapporto con la Storia dell’ultimo secolo. "
Storie di antifascismo senza retorica, a cura di Arturo Bertoldi e Max Collini, prefazione di Francesco Filippi, People editore, Busto Arsizio (VA), 2024¹, p. 15.