Perché Marx... è fin troppo facile.
Proverò allora a spiegare perché, per certa gente, Baruch Spinoza sia considerato pericoloso da far leggere a ragazze e ragazzi che tra pochi anni diventeranno elettrici ed elettori.
Spinoza vive nell’Olanda del Seicento, in un periodo di forte conflitto tra chi difendeva l’ortodossia religiosa e chi invece sosteneva la tolleranza. Per le sue idee viene persino espulso dalla comunità ebraica (ah ma non era la cosa del 7 Ottobre... ).
Già allora il problema era sempre lo stesso: chi decide cosa si può pensare e cosa no.
Il cuore del pensiero di Spinoza è semplicissimo e rivoluzionario: uno Stato non può esistere davvero senza libertà di pensiero. La libertà di filosofare, discutere, criticare e ragionare non è un lusso ma la condizione necessaria perché una società rimanga libera e persino stabile.
Secondo Spinoza gli uomini costruiscono la società politica per vivere meglio, non per obbedire ciecamente. E proprio perché la natura umana non sopporta una costrizione assoluta, il potere deve essere limitato e controllato.
Ma il punto fondamentale è un altro: nessun individuo cede mai completamente sé stesso allo Stato. Ogni persona conserva sempre una libertà fondamentale, quella di pensare e giudicare con la propria ragione. Un governo può imporre regole, può punire comportamenti, ma non può obbligare qualcuno a credere davvero a qualcosa.
Capite l'attualità e la pericolosità di questo pensiero a quasi quattro secoli di distanza?
L'idea che cittadini capaci di pensare siano incompatibili con qualunque forma di potere che voglia obbedienza assoluta.
Per Spinoza uno Stato forte non è quello che mette a tacere le persone, ma quello che permette loro di pensare liberamente.
Insegnare a ragionare è sempre stato molto più pericoloso che insegnare a obbedire, altrimenti chi li vota questi mancati anelli di congiunzione tra l'uomo e la scimmia?