I like your energy. I love your legs. I long to see you.
Virginia Woolf, 22 August 1927 Letter to Vita Sackville-West
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I like your energy. I love your legs. I long to see you.
Virginia Woolf, 22 August 1927 Letter to Vita Sackville-West
Hedgehogs have a hard time sharing warmth with other hedgehogs. The closer they get, the more they hurt each other with their quills. Part of growing up is trying again and again and using trial and error to work out the right distance to avoid hurting each other.
Neon Genesis Evangelion (1995-96), created by Hideaki Anno
Quella sera, tuttavia, non gli era possibile pensare a lungo ad una sola cosa, né concentrarsi in un solo pensiero; non riusciva a ragionare su nessun problema: poteva soltanto sentire... Alla dialettica era subentrata la vita, e nella sua coscienza si preparava ormai qualcosa di completamente, oscuramente diverso. Sotto il suo guanciale c'era il Vangelo. Lo prese macchinalmente. Quel libro apparteneva a lei, era lo stesso dal quale lei gli aveva letto i versetti sulla resurrezione di Lazzaro. Nei primi tempi della sua deportazione, egli pensava che Sonja lo avrebbe tormentato con la religione, che si sarebbe messa a parlargli del Vangelo e a imporgli di leggere dei libri. Invece, con sua grandissima sorpresa, lei non aveva affrontato nemmeno una volta quest'argomento, e nemmeno gli aveva mai offerto il Vangelo. Era stato lui a chiederglielo, poco prima della sua malattia, e lei gli aveva portato il libro senza una sola parola. Fino a quel momento, del resto, lui non l'aveva nemmeno aperto.
Fëdor Dostoevskij, Delitto e Castigo (1866)
Per non impazzire dovevi non pensare che fuori c’era il mondo. Proprio non pensarci. Dovevi dimenticarlo. Eppure, sai, gli anni passavano. Sembrava che volassero. Strano ma è così quando non fai niente. Ma due cose non riuscivo a togliermi dalla mente. La prima era Dominic, quando prima di morire mi disse: “Sono inciampato”. E l’altra eri tu. Tu che mi leggevi il Cantico dei Cantici. Ricordi? Oh figlia di Principe, quanto sono belli i tuoi piedi nei sandali! Sai che leggevo la Bibbia tutte le sere? E tutte le sere io pensavo a te. Il tuo ombelico è una coppa rotonda in cui non manca mai il vino. Il tuo ventre è un mucchio di grano, circondato da gigli. Le tue mammelle sono grappoli d’uva. Il tuo respiro ha il profumo delicato delle mele. Nessuno ti amerà mai come ti ho amata io. C’erano momenti disperati che non ne potevo più e allora pensavo a te e mi dicevo: “Deborah esiste, è là fuori, esiste”. E con quello superavo tutto. Capisci ora cosa sei per me?
Robert De Niro and Elizabeth McGovern as Noodles and Deborah in Once upon a Time in America (1984), directed by Sergio Leone
In the midst of death we are in life.
James Joyce, Ulysses (1922)
La morte era parte di quel fermacarte, parte indissolubile delle quattro palline bianche e rosse allineate sul tavolo di biliardo. E sentivo che noi vivevamo inspirandola nei polmoni come una finissima polvere. Fino ad allora io avevo sempre considerato la morte come una realtà indipendente, completamente separata dalla vita. Come a dire: «Un giorno prima o poi la morte allungherà le sue mani su di noi. Ne consegue che fino a quando ciò non avverrà essa non potrà toccarci in nessun modo». Questo mi sembrava un ragionamento assolutamente onesto e logico. La vita di qua, la morte di là. Io sono da questa parte, e quindi non posso essere da quella. Ma a partire dalla notte in cui mori Kizuki, non riuscii piú a vedere in modo cosí semplice la morte (e la vita). La morte non era piú qualcosa di opposto alla vita. La morte era già compresa intrinsecamente nel mio essere, e questa era una verità che, per quanto mi sforzassi, non potevo dimenticare. […] Nel pieno della vita tutto ruotava attorno alla morte.
Haruki Murakami, Norwegian wood (1987)
Jet: « So what kind of woman is she? » Faye: « Ordinary. The kind of beautiful, dangerous ordinary that you just can’t leave alone… Like an angel from the underworld... or a devil from Paradise. »
Cowboy Bebop (1998-99), created by Hajime Yatate
Philippe Jaroussky e Danielle de Niese in “Pur ti miro, pur ti godo” tratto da:
Claudio Monteverdi, L'incoronazione di Poppea (1643) - Atto III, scena finale
Oggi in un sol certame, l’un e l’altra di voi da me abbattuta, dirà, che ‘l mondo a’ cenni miei si muta.
Amore rivolgendosi a Virtù e Fortuna nel Prologo, G.F. Busenello, L'incoronazione di Poppea (1643)
Consiglier scellerato è l sentimento, ch'odia le leggi, e la ragion disprezza.
Gian Francesco Busenello, L'incoronazione di Poppea (1643) - Atto I, Scena IX
Tutte le cose cambiano in un ambiente dinamico, il tuo sforzo di rimanere ciò che sei è quello che ti limita.
Ghost in the Shell (1995 film), dir. by Mamoru Oshii
[…] Vede Tancredi in maggior copia il sangue del suo nemico, e sé non tanto offeso. Ne gode e superbisce. Oh nostra folle mente ch’ogn’aura di fortuna estolle!
Misero, di che godi? Oh quanto mesti fiano i trionfi ed infelice il vanto! Gli occhi tuoi pagheran (se in vita resti) di quel sangue ogni stilla un mar di pianto. […]
Torquato Tasso, Gerusalemme Liberata, XII, 58-59 (1581)
There once was a tiger striped cat. This cat died a million deaths, revived and lived a million lives, and he was owned by various people who he didn’t really care for. The cat wasn’t afraid to die. Then one day the cat became a stray cat, which meant he was free. He met a white female cat, and the two of them spent their days together happily. Well, years passed, and the white cat grew weak and died of old age. The tiger striped cat cried a million times, and then he died too. Except this time, he didn’t come back to life.
Cowboy Bebop (1998-99), created by Hajime Yatate
We all need someone to kiss us goodbye.
Your lie in April (2014), dir. by Kyōhei Ishiguro
Avevo imparato che la pazienza era una virtù suprema: la più elegante, la più dimenticata. Aiutava ad amare il mondo prima di avere la pretesa di trasformarlo. Invitava a sedersi davanti al palcoscenico per godersi lo spettacolo, anche solo il fremito di una foglia. La pazienza era la reverenza dell'uomo per ciò che è dato. Quale dote permetteva di dipingere un quadro, di comporre una sonata o una poesia? La pazienza. Essa procurava sempre una ricompensa perché offriva, all'interno della stessa fluttuazione, il rischio di trovare il tempo troppo lungo e il modo per non annoiarsi. Aspettare era una preghiera. Qualcosa stava arrivando. E se non arrivava niente, voleva dire che non avevamo saputo guardare.
Sylvain Tesson, La pantera delle nevi (2020)
Io spero che Konrad non perdonerà nessuno, me per primo. Il giorno in cui la signora Brumonti venne da me a chiedermi di affittarle l'appartamento, io rifiutai. Avevo paura della vicinanza di gente che non conoscevo, che avrebbe potuto disturbarmi. Tutto invece è stato molto peggio di quanto potessi immaginare. Se mai sono esistiti inquilini impossibili io credo che siano toccati a me. Ma poi mi sono trovato a pensare – come diceva Lietta – che avrebbero potuto essere la mia famiglia, riuscita o meno, diversa da me fino allo spasimo, e siccome amo questa sciagurata famiglia, vorrei fare qualcosa per lei, come lei – senza rendersene conto – ha fatto per me. C'è uno scrittore del quale tengo i libri in camera mia e che rileggo continuamente, racconta di un inquilino che un giorno si insedia nell'appartamento sopra il suo, lo scrittore lo sente muoversi, camminare, aggirarsi, poi tutt'a un tratto sparisce e per lungo tempo c'è solo il silenzio. Ma all'improvviso ritorna, in seguito le sue assenze si fanno più rare e la sua presenza più costante: è la morte.
Burt Lancaster as il Professore in Gruppo di famiglia in un interno (1974), directed by Luchino Visconti
Professore: Vivendo tra gli uomini si è costretti a pensare agli uomini, invece che alle loro opere, a soffrire per loro, a occuparsi di loro, e poi qualcuno ha scritto: "I corvi vanno a schiere, l'aquila vola sola". Konrad: Ma nella Bibbia c'è scritto: "Guai a chi è solo, perché quando cade non avrà nessuno pronto a sollevarlo."
Burt Lancaster and Helmut Berger in Gruppo di famiglia in un interno (1974), directed by Luchino Visconti
You exist inside a spring that can’t be replaced.
Your lie in April (2014), dir. by Kyōhei Ishiguro