La si realizza assumendo alcool o droghe, scatenando forti emozioni, compiendo azioni iper intense, entrando in una dimensione di presente prolungato, dove non c'è preoccupazione per il passato o per il futuro, e proiettando la responsabilità all'esterno, sugli altri, invece che all'interno, su se stessi. La deindividuazione crea uno stato psicologico unico in cui il comportamento passa sotto il controllo di richieste situazionali immediate e di stimoli biologici. Al pensiero si sostituisce l'azione, la ricerca del piacere immediato prevale sulla gratificazione procrastinata, e alle decisioni attentamente controllate subentrano insensate risposte emotive. Uno stato di eccitazione è spesso precursore - o una conseguenza - della deindividuazione. I suoi effetti risultano amplificati in situazioni inedite e non strutturate, in cui le abitudini di risposta e i tratti di carattere sono annullati. Cresce la vulnerabilità ai modelli sociali e agli stimoli situazionali, sicché diventa altrettanto facile fare l'amore o fare la guerra: tutto dipende da ciò che la situazione richiede o provoca… Sospese le restrizioni interiori, il comportamento passa completamente sotto il controllo situazionale esterno: l'esteriore domina l'interiore.













