Non riesco a sbarazzarmi del bisogno di decifrare continuamente la mia vita.
Milan Kundera
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Non riesco a sbarazzarmi del bisogno di decifrare continuamente la mia vita.
Milan Kundera
Una volta nella vita può succedere di incontrare una persona che sembra nata per te, e tu per lei. Forse è solo la chimica di due corpi, una questione di feromoni, di odori. Ma mi piace pensare che il sorriso inebetito che si stampa sui nostri volti quando ci vediamo, sia il sorriso di due anime che incontrandosi, si sono riconosciute.
Maurizio Diliberto (via philosophja)
Il tempo logora…
“Narcisismo”... siete sicuri di sapere cos’è?
Ho notato che molti individui, necessitano di chiarimenti su di un argomento sociale conosciuto già nell'antica Grecia, da cui nasce il conosciutissimo mito di Narciso, giovane che rifiutò la dea Ninfa.
Ma non siamo qui per parlare di storia, epica o letteratura, iniziamo quindi con il discorso…
A fronte di molte opinione lette e ascoltate, vi espongo qual è l’opinione più diffusa:
Il narcisista è un essere spronato dalla vita, a causa di ferite, eventi drastici accompagnati spesso da un sentimento di inutilità, che lo anno portato a vedere se stesso come unico punto di riferimento ed a utilizzare gli altri come tessere del suo personale puzzle, che manipola a fine di arrivare ai suoi scopi.
Quest’essere non prova né rancore né frustrazione, assorbe la vita altrui, poiché solo così può mandare avanti la sua; È stato quindi aggettivato come una sorta di “vampiro”.
Riassumendo, il narcisista al di fuori della sua crescita e di ciò che fa agli altri, pensa unicamente a sé stesso, posto al centro dell’universo, tutto ruota intorno a lui e non prova mancanza o sentimenti per nessuno.
Utilizzando un linguaggio più gergale, se ne sbatte altamente di tutto ciò che gli altri dicano o provino.
Ma arriviamo alla parte migliore, al vero fulcro del pensiero di chi attribuisce al narcisista la definizione esposta…
Gli individui, da me precedente nominati affermano anche che il narcisista necessita dell’approvazione, dei complimenti e delle conferme che solo gli altro possono conferirgli.
Ma poco prima non abbiamo detto che “quest’essere” non vede nessuno al di fuori di se?
Non so a voi, ma a me suona alquanto incoerente.
Torniamo ora alla realtà e chi meglio di me può descrivere ciò che realmente è un narcisista.
In primis, la definizione che ci si assegna, non è dettata da eventi nell'arco della vita, ma semplicemente dal modo di vedere quest’ultima, un semplice punto di vista null'altro.
Ricordatevi poi che il narcisista è una persona e come tale è soggetto a sentimenti, emozioni, ma soprattutto a modi di ragionare differenti, gli uni dagli altri.
Quindi non soffermatevi a stereotipare un “modo di pensare”, come un unico fascio di individui, fotocopie viventi o come caratteri “maschera”, che si indossano solo perché si traggono determinate conclusioni.
Ognuno di noi, mantiene quello che è il suo reale carattere, ergo se vi dovesse capitare davanti un personaggio spocchioso, egoista, psicologicamente deviato, che concepisce le cose in modo al quanto singolare, allora sappiate che lo era già in precedenza, o lo è divenuto indipendentemente dalla definizione “narcisista” che lui o gli altri gli hanno conferito; Vale anche per chi indossa maschere e non concepisce una visione personale di “trasparenza”… di sincerità; E potrei continuare per ore elencando le caratteristiche degli individui, dal sottoscritto definibili come “NORMALI”, poiché tutto ciò è scaturito semplicemente da un’unica, grande, FARAONICA differenza, “il mancato utilizzo dell’intelletto”, l’incapacità di ragionare con la propria testa, come per esempio tutti coloro che hanno scritto corbellerie su questo argomento, mancando in pieno la possibilità di informarsi e di vedere il mondo come pieno di sfumature e non specchio di ciò che accade unicamente nella propria esistenza.
Ora quindi, iniziamo a pian piano ad eliminare dal nostro discorso, tutti gli individui da me aggettivabili come “normali”, spostandoci essenzialmente su quelle persone “decenti” che sfruttano l’intelletto e la razionalità nella loro vita.
Ci tengo a sottolineare il fatto, che il narcisista è una persona, che per altro è distinguibile solo per il forte amore nutrito ANCHE nei propri confronti, potremmo sostituire la parola “anche” con “soprattutto”, ma non con il termine “solo”, poiché quest’ultimo, vive provando sentimenti anche verso gli altri, non contando i rari casi di Alessitimia (o mancanza di concepire i sentimenti per così dire, che poi è un “deficit”, un’incapacità).
Siamo individui che nutrono sentimenti verso qualcuno che attiri la nostra attenzione, amiamo noi stessi semplicemente perché è bello nutrire orgoglio personale, cura, attenzioni; Crediamo in ciò che siamo, nelle capacità che possediamo, nelle possibilità salde che abbiamo nel costruirci un futuro, nel rispetto che la nostra mente ed il nostro corpo merita, poiché nessuno può essere più importante di noi stessi al di fuori delle persone di cui ci vorremo circondare o con le quali costruiremo rapporti saldi.
Ma alla fin fine, ognuno di noi, nel proprio DNA ha un po’ di Narciso, poiché ogni uomo è nel subconscio egoista, in quanto lo spirito di sopravvivenza (quel senso di attaccamento alla vita, per la quale si fa tutto pur di continuarla a trascorrere), risiede in ciascuno di noi.
Potremmo poi legare la definizione di “narcisismo”, con quella di “estroversità”, ma come detto precedentemente, ognuno di noi è differente, quindi non attribuibile a caratteristiche certe, a leggi fisse.
Nessuno con un briciolo d’intelletto, creerebbe, ad una persona qualsiasi (che eventualmente, porta anche gioia nei nostri cuori), del dolore, del male, così, “giusto per”, senza alcun apparente motivo.
Per quanto riguarda poi, l’indifferenza nel pensiero altrui, verso persone “invisibili” ai nostri occhi, è scaturito soltanto da un concetto veramente banale… Nessuno con un briciolo di intelletto, darebbe peso a ciò che esprimono gli individui “normali”, che a mio parere come ben sapete sono presenti ovunque, dai bar alle grandi imprese, dalle piccole cittadine alle grandi metropoli, dobbiamo perciò arrenderci al pensiero di essere sommersi, da questi “esseri”, “adattandoci” a modo nostro, facendoli come sparire dalla faccia della terra; Una citazione che riflette molto questa condizione, recita per lo più dicendo:
“La mamma degli stupidi, è sempre incinta.”
Non mi fraintendete, queste persone sono comunque prese in considerazione, non sono da scansare o isolare, semplicemente vanno trattate per ciò che sono, quindi onde evitare “un’overdose” di stronzate miste a ignoranza e luoghi comuni, la loro opinione, i loro pensieri e via discorrendo, vengono semplicemente ignorate, o eliminate l’attimo successivo alla loro assunzione, senza neanche assimilarle ed elaborarle; Non vorremo mica “lottare contro i mulini a vento…”vero? Sarebbe veramente da pazzi cercare di soddisfare ciò che gli altri vorrebbero che fossimo, tralasciando quello che noi vogliamo realmente essere.
E per concludere, posso con certezza affermare, che l’essere Narcisisti, non comporta l’essere saccenti, o il non voler complimentarsi, poiché riconoscere la superiorità, mentale o fisica che sia, è una caratteristica del “saper sfruttare l’intelletto”, dell’essere persone “decenti”; E osservando il precedente discorso, possiamo notare come ognuno di noi, assume atteggiamenti differenti, non è perciò affinità del narcisismo la saccenza, né una caratteristica da esso spronata ad esistere.
Nel mio caso ad esempio, mostrare il mio interesse nei confronti di una persona valida, ed esprimere ciò che realmente penso di lei, complimentandomi così anche indirettamente, sorge spontaneo.
“Ponete le vostre radici nella conoscenza, nell’arte dell’informazione e elaboratele assieme all'intelletto, così che, per ogni rocambolesca situazione che vi si presenterà, sarete all'altezza di affrontata con la tranquillità di non sbagliare o al massimo di aver saputo ammettere i propri errori.”
Ma chiunque abbia avuto un dolore così grande da piangerci fino a non avere più lacrime, sa bene che a un certo momento si arriva a una specie di tranquilla malinconia, una sorta di calma, quasi la certezza che non succederà più nulla.
Clive Staples Lewis (via anormalguywithabnormalmind)
Una visione più raffinata e leggera di lettura. Un'alternativa pulita dei temi trattati.
Migliorare... si può?
Oggi vi lascio una piccola riflessione, nata in una giornata aperta al cambiamento.
Trovare ciò che nella vita ci si propone, è veramente una di quelle cose bellissime e al contempo difficilissime da soddisfare.
Siamo vincolanti nel limbo sociale, che ci incatena ad adattarsi ad un sistema soffocane, ma grazie alla presa di conoscenza, quale rendersi conto che siamo proprio noi, la motivazione e la possibilità di intraprendere percorsi faraonici per poi ottenere ciò che realmente vogliamo.
Ho sempre aspettato un qualcosa, che mi desse la motivazione di agire, per mettere in atto situazioni nuove e importanti, per poi rendermi conto che nonostante non ci sia nulla, io sono una valida motivazione, benché sommerso di desideri incolmabili per ora.
Un buon paragone o metafora se preferiamo, che ho esposto poco fa, ci tengo a citarla, in quanto appropriata al contesto:
“Cerco, in questa landa desolata e desertica, quella casa, che mi darà la percezione di famigliarità, che vedo in un mio idealizzato futuro.”
Spero appunto, in un evento che caratterizzerà la mia vita, facendo accendere la mia voglia di esistere, meglio di quanto da solo possa fare, ma ricordando al contempo di controllare tutta questa speranza, per non farla divenire illusione.
Basterebbe veramente poco, per poter aggettivare la mia esistenza come “piena di vita”, “sprizzante di gioia” … ma è qualcosa che hai miei occhi è raro.
Essere circondato, ma anche solo trovare un individuo, che condivida (anche se non pienamente) il mio modo di pensare sarebbe grandioso, sarebbe una rampa di slancio, che come precedentemente accennato, riempia la mia vita di vitalità.
Per ora ci si mantiene soltanto nel neutrale status di decenza, spronato però da un nuovo concetto, che mi permetta di fare molto, incentrandomi su di me più di prima, liberando i desideri che più possano portarmi a crescere e spronare la mia gioia.
Posso comunque affermare, che scrivo in un modo sperimentale, “anti-romanzesco” addirittura, dove l’ordine cronologico è stravolto dall’ordine casuale della mia metacognizione nei confronti dei pensieri.
E poi il modo di passare da me ad un concetto che ha attratto la mia attenzione è notevolmente sottile, in quanto anche se non sembra, indirettamente parlo di me.
Ci tengo in particolar modo a dire, citando Italo Calvino, come, anche se è maggiormente con le cose negative che si cresce, serva una boccata d’aria, per non affogare in un oceano di banalità, monotonia e frustrazione…
“Il fatto che mi basti poco per essere felice, non vuol dire che mi accontenti delle briciole.”
Detto questo, anche se posso sembrare ripetitivo, vi chiedo di allontanarvi dalla finestra per notare cosa veramente si possiede, e anche se non ci dovesse essere un granché, basterà guardarvi allo specchio per trovare tutto ciò di cui si ha bisogno, per poi incanalare casomai tutto il realismo, la leggera negatività, e la vostra motivazione, a costruire qualcosa di bello tutto per voi.
Anche se sbaglio concentrandomi su di un futuro incerto (cosa che ultimamente evito), incentratevi a modellare il vostro presente spoglio o meno; Correte verso ciò che più possa sollecitare il vostro interesse, per poter accendere in voi, la novità ed il cambiamento per affrontare con dei nuovi e più gioiosi sentimenti, un’esistenza degna del vostro essere.
A volte neanche ti accorgi di essere cambiato. Credi di essere sempre tu, e che la tua vita sia sempre la tua vita. Invece un giorno ti svegli, ti guardi intorno, e non riconosci niente, assolutamente niente.
accorgendosi di aver dimenticato la maggior parte delle cose...
A volte il destino è una truffa e il tuo amore è un ladro… E smettere di amare è leggittima difesa
S. Ferri
Ignoranza... Perché?
C'è necessità di parlare del narcisismo…Le persone tendono spesso a non capire un cazzo.
Il fatto che mi basti poco per essere felice… non vuol dire che mi accontenti delle briciole.
I. Calvino
Sopravvivere… sapete come?
Beh io proprio non lo so, sinceramente in anni e anni che cerco di affrontare questa tematica, ancora non ne sono venuto a capo.
Si è sempre pronti a criticare il prossimo ma mai a guardare sé stessi… si è sempre pronti a notare come la vita ci possa dare contro, ma mai a guardare quello che fin ora ci ha offerto.
Perché dico questo? Per quale ragione nel nostro percorso tendiamo sempre a guardare e soffermarci sui lati negativi e mai a restare incentrati su quelle cose che anche solo per un’istante ci hanno fatto sorridere?
Una breve storia che una gran parte delle persone conosce, chiarisce bene il concetto:
C’era una volta un’insegnate che scrisse alla lavagna la tabellina del 9, in questo modo…
9 × 1 = 7; 9 × 2 = 18; 9 × 3 = 27; 9 × 4 = 36; 9 × 5 = 45; 9 × 6 = 54… e così via.
Quando ebbe finito di scrivere, si voltò e tutti gli alunni stavano ridendo per l'evidente errore fatto nella prima operazione. L'insegnante attese qualche istante poi disse:
Tutti avete visto che ho scritto nove operazioni corrette. Ma nessuno mi ha detto che sono stata brava. Tutti però avete notato subito e riso per l'unico errore che ho fatto, focalizzandovi su quello.>>
“Il mondo quindi, non apprezzerà le tante cose giuste che farete, ma tutti saranno pronti a criticare l'unica cosa sbagliata che farete.”
Questo è lo stesso modo in cui noi ci atteggiamo con la vita, siamo perciò ipercritici non solo verso la società che ci circonda, ma nei nostri confronti, anche se indirettamente ed essendo un concetto radicato in noi, assorbito dagli eventi sociali anche nei primi anni di vita, è complicato da estromettere totalmente.
Dovremmo essere consapevoli giorno per giorno che nonostante ci troviamo in momenti bui, dobbiamo restare concentrati sulle possibili cose da fare e non su quelle per cui è troppo presto o troppo tardi per agire.
“Esistono due giorni dell’anno in cui non si può far niente. Uno prende il nome di ieri e l’altro di domani. Pertanto oggi è il giorno migliore per amare, crescere e soprattutto vivere.”
Quest’ultima è una citazione del Dalai Lama ed insieme al suo apparente significato, troviamo quello allegorico, sottinteso, per il quale bisogna ponderare un po’ prima di comprenderlo a pieno.
Sprecare il proprio tempo per rimpiangere passato e/o futuro è inutile quando potremmo notare che il presente, per quanto deserto di opportunità, ne comprende la più importante che non sempre si nota… SE STESSI.
Nel nostro piccolo potremmo sempre stravolgere l’ordine delle cose, potremmo sempre gestire il presente, staccando da quella che è la monotonia giornaliera per intraprendere per quanto possibile percorsi differenti, anche solo decidendo di andare a visitare un luogo da soli, cercando nuove opportunità e nuove conoscenze, ma anche cercando noi stessi, interrompendo il flusso di stress portato da tutto ciò che non vi si addice e senza crearsi false speranze, prendendo ogni situazione tal quale.
Con questo non dico di fuggire dalla vostra realtà, semplicemente stravolgetela a vostro favore, come più possa essere di vostro gradimento.
Una citazione che se guardata nel punto di vista che vi mostrerò, rivela l’antitesi di quella precedente, è nota a molti come:
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”
Suppongo tutti voi ne conosciate le fonti, e più in là avremo anche modo di discuterne. Ma soffermiamoci su di essa per ottenerne una deduzione.
In primis il senso della frase, è incoerente ai fini di sé stessa, poiché non avendo mai commesso sbagli, una persona non ha il diritto a sbagliare e si macchierebbe di “peccato” facendolo.
Ma adattandone il senso al discorso aperto all’inizio, noteremo quanto possa essere inutile utilizzare forze e tempo per andare contro qualche d’uno o fargli notare che sta sbagliando, quando in fondo sappiamo che non comprenderà ciò che vogliamo fargli capire, una bella citazione a proposito è:
“non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.”
o come io la preferisco:
“impossibile è far specchiare un cieco, ma ancora più difficile far specchiare chi non vuol vedere.”
Non gettate via tempo per far notare gli errori a gli altri, ma impegnatevi a cercarne di vostri, siate voi al centro del vostro mondo, impegnatevi al fine di migliorare voi e non di far migliorare chi non merita, nessuno e dico NESSUNO vale tanto.
Sembra perciò che il “Narciso” che è in noi, sia veramente utile per affrontare con gioia i momenti cupi, ma anche per avere una motivazione per crescere giorno per giorno.
“Siate voi costruttori delle proprie idee, non aspettate che qualcuno vi utilizzi per realizzare le proprie”
Questo per dirvi che non necessitate di nessuno per affrontare ciò che di bello o brutto possa accadervi nell’arco del vostro cammino, nonostante siete più grandi del peso che potete reggere, riuscirete a farlo finché non ci sarà qualcuno che vi alleggerirà, e voi per lui.
Ma questo “dopo” non deve essere la speranza in cui vi dovete rifugiare, bensì un obbiettivo che solo grazie ai vostri sforzi otterrete.
Siate belli per voi, siate acculturati per voi, siate ciò che volete essere solo e soltanto per voi, poiché chiunque arriverà nella vostra vita (amico, conoscente o amore che sia), vi accetterà così come siete.
Insomma qualsiasi cosa vorrete fare, fatela per voi e per nessun altro, è questo il miglior modo di vivere senza dubitare se sia giusto o sbagliato ciò che fate, non stazionate nella stereotipizzazione della società… “Distinguetevi per ciò che siete e non confondetevi per ciò che gli altri vorrebbero vedere in voi”.
Non nascondetevi in un futuro certo o incerto che sia, per poi non godere di un presente che tutto sommato si può adattare a voi.
Tempo fa un soggetto mi citò Darwin dicendo:
“Non è il più forte o intelligente a sopravvivere, ma chi si adatta meglio”
Dovremmo quindi dedurne che chi si adatta vive meglio? Beh per chi si pone questa citazione come punto di riferimento, ricordate che questo concetto è riferito al punto di vista fisico e non psicologico ed inoltre stiamo parlando di sopravvivenza fra razze e noi ne siamo una unica, per quanto diversi possiamo sembrare, oggigiorno non si deve essere persone comuni per condurre una vita adeguata ai fini di se stessi.
Tornando al discorso precedente, sapete come negli ultimi anni ho visto erroneamente il futuro, suppongo abbiate notato quanto ami citazioni e virgolette, ergo ve lo proporrò così:
“La cosa perfetta rinchiusa in una teca di vetro… così che possa ammirarla, ma mai farla mia.”
Così ho visto Amore, Modo di vivere, Conoscenze… insomma la vita a tutto tondo.
È solo ora che ho iniziato a scrivere e tralasciare tutto ciò che non faceva per me, che ho realizzato che la vita va sfruttata così come ci si pone e strumentalizzata al fine di ottenere ciò che realmente si desidera.
Non fatevi problemi a sfruttare le persone e le loro capacità, il loro tempo e le loro conoscenze, poiché essendone reciprocamente a conoscenza, anche solo dedicare del tempo a qualcosa che vi faccia distogliere lo sguardo da quelle problematiche che proprio non potete depennare è fondamentale.
Attenzione: Con sfruttare intendo utilizzare, poiché i termini sono sinonimi ma le persone si soffermano soltanto sul significato apparente e in quanto “sfruttare una persona” suona al quanto negativo, allora io potrei essere definito una sorta di tiranno, di individuo che pensa solo a sé senza notare il male degli altri.
Sappiamo comunque come il nostro subconscio è egoista, poiché ognuno pensa alla propria sopravvivenza, alla propria integrità fisica e mentale, pensateci…
…Quando regalate una rosa alla vostra “lei”, lo fate per la sua felicità, o perché rendendola felice siete anche voi soddisfatti?
…Oppure andando alla mensa dei poveri a donare del tempo, lo fate per i senzatetto, o perché compiendo un buon atto vi sentite più giustificati, da eventi passati o rimorsi interiori?
…Oppure donando il sangue, lo fate perché ne necessita, o perché un giorno ne potreste necessitare voi?
C’è quindi una linea sottile tra chi è egoista ma lo tiene per se e chi invece lo espone, ponderando anche dove questo egoismo può compromettere la vita d’altri?
Vi rispondo io… “SI, la sincerità”.
Questo è un atro argomento che necessiterà di una propria sessione, ma per ora, era essenziale per farvi capire come potete vivere la vita al meglio, inserendo nel vostro cammino gli individui che alleggeriranno il vostro percorso che forse sono solo delle tappe momentanee, come voi per loro (ricordate…potrebbe anche non essere così).
Siete quindi voi i giocatori che muovono le pedine? O inconsciamente siete solo pedine mosse da chi veramente a capito come viere a pieno la vita?
Ora sta a voi interpretare quello che ho esposto, decidendo di cambiare pian piano la vostra concezione di vita o mantenendola sui precedenti binari. E ricordate, nessuno meglio di voi sa quale possa essere il vostro tragitto.
La speranza è la necessità... e l'illusione è il prezzo da pagare.
A. Curnetta
Cadere nello sconforto del Realismo...per farsi coccolare dalla dolcezza della speranza!
MomentoRelax