Andrew Howe: "Io, laziale perchè diverso dagli altri"
Nella trasmissione Spazio Lazio, condotta da Francesco Tomei e Simone Ippoliti dai microfoni di ElleRadio 88.100, è intervenuto il campione d'atletica Andrew Howe, medaglia d'argento ai mondiali di Osaka '07 nel salto in alto: "Molta gente ricorda più il mio salto rispetto a quello di Saladino (che vinse la medaglia d'oro, ndr), che alla fine ricopiò la mia esultanza. L'ho fatto gasare parecchio, anche se lui è riuscito a rimanere freddissimo. E' stata una grandissima gara, ancora oggi mi viene la pelle d'oca a ripensarci".
Chiuso l'amarcord, l'atleta italo - statunitense ha poi fissato i suoi prossimi obiettivi:"Quest'anno ci sono i mondiali di Mosca, incrocio le dita ma credo di poter tornare ai livelli di Osaka. Anche perchè il salto in lungo ha perso tanto, non ci sono più grandissimi saltatori. Ai mondiali del 2007 ero arrivato secondo con 8 e 47, adesso si vincono le Olimpiadi con 8 e 30..."
Nessun dubbio sulla disciplina che affronterà: "Quest'anno sarò molto concentrato sul lungo, sui 200 metri non ho grandi possibilità nelle grandi competizioni. Escono fuori fenomeni ovunque, la concorrenza è alta. Continuerò a far velocità, ma solamente a livello europeo e nazionale".
Reduce da una pesante sfilza di infortuni, Howe ha voluto rassicurare tutti i suoi tifosi sulla propria condizione fisica:
"In questo momento sto abbastanza bene, ho appena iniziato la preparazione estiva, con i carichi più pesanti. Scenderò in pista i primi di maggio, ormai ci siamo. L'inverno è stato lungo, non potevo gareggiare pur volendo farlo, e ho anche deciso di saltare gli europei indoor. Per il mio orgoglio scenderei in pista anche non al meglio, e spesso in passato ho sbagliato.. Adesso voglio tornare quello che ero".
Immancabile un ricordo di Pietro Mennea, padre putativo di tutti i velocisti italiani, scomparso lo scorso 21 marzo: "Ho conosciuto Mennea nel 2005, mi disse una frase che mi rimarrà per sempre in mente: "Sei l'unico che può battere il mio record, nazionale ed europeo". E' un punto di riferimento per tutti noi, ha dato tanto all'atletica. Era un grande, ma non solo per quello che ha fatto per l'atletica in pista, era una persona meravigliosa".
Un passaggio anche sulla tematica doping: "Il doping l'ho sempre condannato fermamente, anche nel caso Schwazer. Preferisco perdere ma essere "reale". Vorrei sempre uno sport pulito, in cui si parte alla pari, altrimenti che senso ha gareggiare? "Mi bombo" così vado forte, questo è il pensiero di molti, ma non è assolutamente vero perchè poi, nel tempo, potresti soffrirne gravemente anche a livello fisico. Il nostro corpo è così, bisogna accettarlo e lavorarci su per migliorare..."
Oltre all'atletica, Andrew Howe ama visceralmente anche i colori della Lazio: "La Lazio l'ho scelta da piccolo: tutti i miei compagni di scuola erano della Juventus o del Milan, tutti uguali. Io, per essere un pò diverso, ho scelto i colori biancocelesti". Ecco quindi il suo lato tifoso: "La Lazio quest'anno aveva cominciato bene, avevo visto i ragazzi molto affiatati e carichi, il gioco era bellissimo. Adesso mancano forze fresche che potrebbero dare qualità al gioco. Quando manca Klose le cose non quadrano mai, ma non ha più vent'anni e non può giocare tutte quelle partite. Servirebbe qualcosa anche a centrocampo, anche perchè la Lazio non ha nulla da invidiare a nessun'altra squadra. Fino a qualche anno fa - ha proseguito Howe - giocavo a calcio, come esterno sinistro, poi ho dovuto scegliere quale sport praticare e ho scelto l'atletica. Lascio il professionismo ai professionisti, ma sarebbe bello poter scambiare qualche pallone con la propria squadra del cuore..." 18 marzo 2007, prepartita di Lazio - Empoli. Andrew viene premiato dal presidente Lotito con una maglia della Lazio, la sua maglia: "Lotito con me è stato molto simpatico, l'atmosfera dello stadio era veramente emozionante. Scendere sul campo dell'Olimpico prima della partita, con tutti quei tifosi, mi ha fatto tornare in mente le incredibili sensazione del Golden Gala. Spero di poter tornare presto allo Stadio, perchè mi diverto troppo e riesco a sfogarmi un pò..." Prima della conclusione una speranza per la prossima finale di Coppa Italia, che vedrà la Lazio impegnata contro una tra Roma e Inter: "Voglio i giallorossi! Perchè in quel caso diventerebbe come Champions. Sarebbe una partitaccia per tutti noi, ma a livello sportivo e agonistico sarebbe meraviglioso".











